A Cannes 2015 passa “Sicario”

Il film del regista canadese Denis Villeneuve presentato alla sessantottesima edizione del festival di Cannes. 

Presentato in concorso al festival di Cannes, “Sicario”, thriller del regista canadese Denis Villeneuve, con Emily Blunt, Benicio Del Toro e Josh BrolinCadaveri in decomposizione e murati nelle case, sparatorie, mine e immigrazione clandestina, per questo film che mostra tutta la dura realtà tra Stati Uniti e Messico, e che racconta  la zona di guerra in un territorio di non-diritto.

In un mondo dove per “sopravvivere bisogna essere dei lupi”, arriva Kate (Emily Blunt), agente Fbi che si unisce ad un gruppo d’intervento contro il traffico della droga. Kate, che coraggiosamente porterà avanti le azioni di guerra contro la droga con un agente governativo, Matt (Josh Brolin), e con un misterioso consulente che cela un segreto, Alejandro (Benicio Del Toro), imparerà che non c’è netta separazione tra bene e male, e che i cattivi sono sia dall’una che dall’altra parte. E questo rispecchia la realtà odierna tra Stati Uniti e Messico. Ma non solo. La pellicola, in tutta la sua attualità, ci ricorda la situazione che vige in Afghanistan, dove ancor oggi il corpo d’élite Usa vive protetto in un fortino.

“Sicario”, che sarà nelle sale italiane dall’11 settembre con la 01, “è un film coraggioso – afferma Benicio Del Toro – perché racconta di un paese a cui sono ovviamente legato, in un modo nuovo. Insomma credo che Villeneuve si sia preso dei rischi con questi personaggi. Io credo nella giustizia ma la droga è un gran problema per tutti: Messico, Stati Uniti ed Europa“.

Gli fa eco il regista: “Sì, c’è molta violenza nel film, ma è una violenza di cui ha responsabilità l’America. Quando ho scoperto questa sceneggiatura ne sono rimasto affascinato proprio per questo motivo”. E ancora Villeneuve, a cui è stato affidato il sequel di “Blade Runner”: “Sicario” pone molte domande ma non pretende di dare delle risposte. In questa regione del mondo la violenza è onnipresente e l’America ha una responsabilità rispetto a questa violenza coperta dal silenzio.Una sorta di omertà. E questo silenzio è ancora più terribile. In questo film non parlo di Messico, ma di Stati Uniti”.

Ho accettato questo ruolo anche se sapevo che era un film violento.spiega Emily Blunt, che continua – Certo, nel mio personaggio ci sono delle vulnerabilità di fronte al male, ma non mi sono mai posta il problema di trasformare Kate in modo più femminile. D’altronde ci sono molte donne dure nel mondo”.

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