Miao, auguri ai gatti. Oggi è la loro festa

Ricorrenza nata nel 1990, dopo un  referendum, lanciato da una rivista specializzata

gatto

Oggi è la festa del gatto, nata nel 1990 da una giornalista, amante dei mici, che aveva lanciato una sorta di referendum in una rivista specializzata. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la gente all’adozione di questi indipendenti felini. Nel corso del tempo questa data ha assunto sempre più importanza e ogni anno vengono organizzati moltissimi eventi per celebrare  il Gatto.

Uno dei motivi, per cui si scelse  questa data, è legato all’astrologia. Il mese di febbraio cade nell’Acquario, un segno che assomma in sé molte caratteristiche del felino, come ad esempio: l’intuito, l’anticonformismo, la libertà, il fascino, la riservatezza, l’espansività con chi dicono loro; inoltre, sono ostinati e caparbi, sensibili e permalosi, dotati di spirito d’avventura.

gatto antichità

In alcuni paesi, come ad esempio, nell’antico Egitto c’era un vero culto, legato al Dio del sole Ra. Nelle tombe regali del Nuovo Regno, nella Valle dei Re, è riportato un testo funerario conosciuto come “Le litanie del Sole”. Questo testo descrive le 77 forme che può assumere Ra. Il gatto è una di tali forme.
La religione egizia esprime un conflitto permanente tra Ra, che rappresenta la continuità della creazione, e un mostruoso serpente di nome Apopi. É un conflitto cosmico poiché  Apopi cerca di bloccare il corso del sole per tornare al caos delle origini. Questo conflitto è il tema dominante di tutti i testi funerari regali. Naturalmente Ra risulta sempre vincitore. Nei vari “libri” funerari Ra è aiutati da assistenti divini. Alcuni di questi, rappresentati con le orecchie di gatto, sono impegnati a straziare o a tagliare le teste degli alleati di Apopi. La lotta tra Ra e Apopi è rappresentata con scene vivaci in tombe private e in papiri che riportano le vignette del Libro dei Morti: un feroce gattone, Ra, con un grosso coltello seziona un serpente, Apopi, che comunque la notte successiva tenterà nuovamente la malvagia impresa di bloccare il corso del sole.

Il gatto con gli StivaliInoltre, i  gatti domestici compaiono nelle rappresentazioni tombali egizie a partire dal Nuovo Regno, verso il 1500 a.C. Gli antichi egiziani chiamavano il gatto “myeu” e addomesticarono quelli che vivevano ai bordi del delta del Nilo. Si ritiene che la prima comparsa del gatto in una rappresentazione si trovi nella tomba di Khnumhotep III (XII dinastia – Medio Regno), a Beni Hasan.

Molte i miti e le leggende che ruotano intorno a questo animale. Se scriviamo il numero 17 in lettere romane, XVII, e lo anagrammiamo, esce la parola latina VIXI: “Ho vissuto”, verbo perfetto per il gatto che secondo alcuni ha appunto sette esistenze da giocarsi, mentre secondo altri, i tibetani ad esempio, ne ha addirittura nove.

Anche in letteratura e nell’animazione sono stati i protagonisti.  Charles Perrault pubblicò la sua versione nel 1697 della fiaba ‘Un gatto con gli stivali’, uno tra le più conosciute. Mentre recentemente, ricordiamo i famosi Aristogatti prodotto da Walt Disney.

 

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