Roma, proiezione del film sulla vita di Salvatore Giuliano

Primo febbraio 2017, a Roma alle ore 16,00, in prima assoluta mondiale, verrà presentato al pubblico ed alla stampa, la proiezione  del film sulla vita di Salvatore Giuliano, dal titolo “Il Padrino del Bandito Giuliano”, presso il Cinema Azzurro Scipioni.

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Un interessante intreccio che vede coinvolti servizi segreti, indipendenza della Sicilia, Stati Uniti, Russia, la strage di Portella della Ginestra, la presunta morte di Salvatore Giuliano, testimonianze e mandanti, è  lui il protagonista di sempre… il “Robin Hood” di Montelepre (Pa), così mi piace definire Salvatore Giuliano che, per ben sette anni, dal 1943 al 1950, tenne in scacco l’esercito italiano.

Giuliano era bello, astuto come una volpe, coraggioso, con un assoluto disprezzo della morte, fu tutto ed  il contrario di tutto…

Nel 1947 fece campagna elettorale per Varvaro e Finocchiaro Aprile, solo che sono stati eletti solo loro due… Giuliano ci credeva veramente. Giuliano sarebbe stato considerato uno degli artefici del nuovo Stato Siciliano.

Egli tenne un comportamento che fu considerato non legale dal ceto dominante, ma ritenuto legittimo dalla gente di Montelepre e non solo.

Come sottolinea il sociologo tedesco  Henner Hess: “In ogni brigante c’è sempre un rivoluzionario” e, dunque, Giuliano avrebbe potuto contare sulla giustificazione di intenti da parte anche del ceto cosi detto dominante. Mai proverbio siculo fu più adatto di questo: “Cu vinci e’ beddu fugghiolu e cu perdi si gratta  ‘u citrolu”.

giuseppe sciortino giuliano

Giuliano, picciotto paesanu, possedeva la forza e la volontà per diventare un leader nel panorama politico siciliano.

Giuseppe Sciortino Giuliano, sei il nipote di Salvatore Giuliano che sensazioni ti dà ciò? Che eredità vuoi stigmatizzare?

“Essere il nipote di Salvatore Giuliano, in quanto figlio di sua sorella Marianna, è una grande responsabilità. Poiché conosco la vera storia, per averla appresa direttamente dai protagonisti, gente che è stata denigrata,e che ha pagato anche per delitti mai commessi, ma che, sottoposte ad inumane torture, ha “confessato” ciò che gli hanno imposto di confessare. Per questo mi sono battuto! Cerco verità e giustizia! E non ho mai accettato le versioni ufficiali, distorte e manipolate, al solo scopo di salvaguardare i veri responsabili dei delitti”.

Lo Stato Italiano, dopo 70 anni, non vuole riaprire il caso Giuliano anche alla luce di nuove importanti rivelazioni. Come mai secondo te?Se lo Stato non avesse nulla da nascondere, non avrebbe messo il segreto di stato, che sarebbe dovuto decadere a Luglio 2016 .Ha fatto comodo a tanti, scaricare la responsabilità di Portella delle Ginestre su Salvatore Giuliano ed alcuni dei suoi uomini.Stessa cosa per la sua “morte” su cui vi sono innumerevoli versioni.E sarebbe ora che l’enigma “Era lui o non era lui ?” venisse finalmente chiarito!”

A Roma, il primo Febbraio, ci sara’ la prima del film su tuo zio, sarai presente in sala? Che cosa ti aspetti da questo film? Come mai non è stato prodotto in Italia? Chi sono o produttori ed il regista? “Il primo febbraio 2017 ,in occasione dell’evento della prima mondiale del docu-film su mio zio, io ci sarò ! Mi aspetto che, finalmente, vengano fuori quelle verità, fino ad ora,sistematicamente occultate o depistate, per coprire i veri colpevoli!” 

“Mi aspetto che questo documento metta in evidenza l’uomo Giuliano e non solo la cronaca; mi aspetto che venga squarciato il velo della omertà da parte di una Stato Mafioso che ha violato per decenni, il termine di 30 anni previsto per i segreti di Stato e’ passato da parecchio. Per evitare che qualcuno possa impedire ancora che la verità venga fuori, ho accettato la produzione esecutiva di Carlo Fusco, per la Lykos Film, rumena, ed anche la regia affidata a Jeva Lykos, anch’essa rumena. Il film ha il titolo “Il padrino del bandito Giuliano” ma, in questo caso, Il padrino e’ lo Stato Italiano omertoso, mentre, purtroppo, per esigenze della distribuzione, ho dovuto accettare l’aggettivo ” bandito” perché sostiene che è conosciuto cosi’!”

Cosa ti auspichi per il futuro della nostra amata terra sicula? “Mi aspetto che ogni siciliano, in qualsiasi parte del mondo possa trovarsi, visto che questo film è destinato a girare il mondo, abbia una presa di coscienza della storia della nostra amata Patria Sicilia, ed abbia un risveglio d’orgoglio e di appartenenza a questa terra, ed auspico che capisca e si renda conto , quando andrà alle urne, che votare candidati schierati nei partiti italiani, servi delle segreterie romane, esprimerebbe, ancora una volta, un voto contro il Popolo Siciliano e contro la Sicilia”.

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