Riflessione di Peppe Quaranta sul Meridione

Peppe Quaranta, un uomo onesto che si è sempre difeso da indegne figure. Una persona con tante virtù. Peppe Quaranta è il suo amore per il Sud. 

chiara

In questo mio articolo do’ voce ad un uomo onesto, un uomo che si e’ sempre difeso da indegne figure, una persona con tante doti dialettiche, ma la più grande virtù di Peppe Quaranta è il suo smisurato amore per il Sud. “Da anni impegno suo costante e importante.

A quelli impegnati con tanta memoria storica da difendere, a quelli che sanno tutto sulla nostra drammatica realtà, a quelli che imprecano e denunciano quotidianamente lo stato in cui viviamo, a quelli che non riescono a liberarsi dai tanti pregiudizi ed egoismi, voluti e suggeriti dai colonizzatori, soprattutto a quelli che non hanno alcun riferimento, se non quello “italidiota“.

Costoro non sanno o non vogliono sapere che la black-list, continua a riempirsi, ogni giorno di collaborazionisti, sia in buona fede e soprattutto in mala fede, dimostrando ampiamente che abbiamo più traditori che lealisti alla causa del libero Stato delle due Sicilie che alla luce del sole, e quindi al nostro vero paese, siamo quello che non dovremmo essere… se è vero che la storia ci è stata negata, se è vero che i crimini commessi dagli avi, di questi nuovi colonizzatori, siano davvero avvenuti e che l’intero nostro paese è stato occupato militarmente senza alcuna dichiarazione di guerra, insomma, non possiamo ancora lavarci la bocca, con una memoria storica, che grida vendetta, che viene calpestata quotidianamente, sia dai media e da coloro che millantano di essere Napoletani e Siciliani, ma sempre al soldo dei colonizzatori.

Proprio a questi, e sono tanti, ci appelliamo una volta ancora, per farli desistere, per farli riflettere, visto che non hanno mai tempo, sia per confrontarsi che per trovare un qualsiasi accordo, che ci veda uniti contro i colonizzatori; sedute di Parlamento per trattare sempre le loro scelte, quasi sempre calate da personaggi legati ai colonizzatori e alle loro organizzazioni: il fascio dei partiti; appuntamenti boicottati da sempre, da parecchi gruppi che insistono a voler essere «ruota di scorta» dei poteri forti, che rappresentano le conquiste del parassitismo “italidiota” (vedi la convention di Napoli e quella di Torre Colimena, dove si è fatto rinascere il libero Stato delle due Sicilie oppure il rifiuto di battersi contro il fascio dei partiti, nelle consultazioni regionali e amministrative dell’anno 2015 e 2016, al contrario partecipando da «mercenari» in liste di supporto ai vari personaggi che i colonizzatori vi indicavano); il richiamare continuamente persone impegnate in tutte le realtà importanti, quali la cultura, l’economia, l’ambientalismo, il sociale e soprattutto la politica, sta a significare che siamo pronti ad autogestirci, oggi attraverso il libero Stato duo siciliano, non ci mancano più le risorse che in un secolo e mezzo, proprio loro, i colonizzatori, hanno distrutto, mettendoci l’uno contro l’altro, contaminando la nostra società, nella loro: «abusiva, piena di imbroglioni, di negrieri (vedi come gestiscono i migranti), di ladri, di violenti e soprattutto di corrotti (basta pensare al voto di scambio); appena un mese fa, siamo stati a Napoli a tenere la prima convention degli indipendentisti duo siciliani, che provvederà a liberare il paese civilmente, usando tutti gli strumenti legittimi che questo stato occupante millanta di concedere.

Centinaia di patrioti hanno aderito alla stesura di un regolamento pratico che ci vedrà protagonisti nell’anno 2017 a questo ennesimo appuntamento, sempre loro, gruppi che sostengono il fascio dei partiti, ostacolano qualsiasi unificazione del popolo duo siciliano, che a differenza loro non condivide e spera (per una pax umana) una nostra rinuncia alla liberazione e al nostro vero stato; il tempo di riflettere, penso che sia arrivato e si decida cosa fare nei prossimi giorni. Sicuramente i collaborazionisti, traditori e nemici del nostro paese, li vedremo sostenere la costituzione degli “italidioti“; i patrioti, briganti e indipendentisti che riescono a liberarsi del riferimento giocoso-protettivo come quello del si&no, del gratta e vinci, consentito dallo stato occupante e gestito macroscopicamente dal fascio dei partiti (basta vedere come hanno invaso tutti i mezzi di comunicazione), potranno invece, da subito rinnovare tutti gli organi del libero stato delle due Sicilie, che proprio il 4 dicembre concluderanno la campagna del rinnovo e della cittadinanza.

La nostra azione, nel paese è in crescita, dalle parecchie decine di Napoletani e Siciliani nell’anno 2013, siamo passati a 31 mila nell’anno 2014, sino a 56 mila nell’anno 2015, mentre abbiamo raggiunto i circa 90 mila per quest’anno; abbiamo un parlamento numerosissimo e un governo provvisorio di 58 componenti (tutti scelti liberamente, senza fare alcun plebiscito); tutti gli organi dello Stato presenti cambieranno dopo il 4 dicembre (cosa che solo noi duo Siciliani ci possiamo permettere). Pertanto a coloro che vogliono sentire «l’amor di patria» o il richiamo di quella libertà che tanto vorremmo avere e soprattutto di riscatto di un intero popolo, sottomesso da 155 anni dallo «straniero». Abbiamo un appuntamento storico, il rinnovo di tutti gli organi dello Stato, il raggiungimento di essere almeno 100 mila cittadini che vogliono l’indipendenza del proprio paese, i cittadini disposti a responsabilizzarsi nel parlamento, nel governo provvisorio, nella assemblea costituente, nella conferenza degli stati preunitari, nella corte di giustizia e nella compagnia dei briganti.

Aspettiamo da ognuno di voi, una scelta chiara, un riferimento nazionale e una disponibilità ad esserci quando saremo pronti all’indipendenza. Appello sottoscritto dagli organi dello Stato “Cesare Rizzello, Giuseppe Epomeo,, Peppe Quaranta Taranto.”

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