Successo al “Bellini” con lo spettacolo di danza I am beautiful

Approda con successo al Teatro Massimo “Bellini” di Catania lo spettacolo danza di Roberto Zappalà I am beautiful per raccontare la naturale bellezza del corpo: umanità in transito

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Straordinario consenso e grande afflusso di pubblico per la recente creazione del coreografo catanese Roberto Zappalà, eminente personalità della danza internazionale, che ha concluso la rassegna “Natale al Bellini”, con uno spettacolo che ha raccontato la ricchezza della danza italiana. La creazione “I am beautiful”, quarta tappa del progetto “Transiti Humanitatis”, da un’idea di Nello Calabrò e dello stesso Roberto Zappalà, che firma coreografia e regia, racconta “l’umanità”, quella dell’umanesimo, che rimanda agli “studia humanitatis” che nel ‘400 indicavano gli studi letterari e nella rilettura di Zappalà sono gli “studia” del corpo e del gesto che vengono trasmutati nel linguaggio coreografico, dove la centralità del corpo esalta la sua naturale bellezza, transito per l’umanità per accogliere un’anima. Un’idea che nella contemporaneità ha bisogno di essere sostenuta poiché corpi e laicità, in una società liquida sono sempre più mercificati. “Il corpo del danzatore deve essere atletico ma anche poetico, sofferente ma anche pieno di gioia, sottolinea Zappalà, il mio compito è quello di farne un uso appropriato nei tempi, nel gusto, nelle dinamiche … gli infiniti dettagli si moltiplicano e si compongono concretizzandosi nello stile”.

1. I am beautiful - Compagnia Zappalà Danza - Foto Serena Nicoletti

I am beautiful – Compagnia Zappalà Danza – Foto Serena Nicoletti

Il titolo dello spettacolo è suggerito dalla scultura di Rodin, ispirata al primo verso di una poesia di Baudelaire La Beauté: “Je suis belle, ô mortels! comme une rêve de pierre”. Le musiche originali sono del gruppo “I Lautari”, al secolo Puccio Castrogiovanni, Salvo Farruggio, Marco Corbino, Gionni Allegra, Salvatore Assenza. Sulla scena un rodatissimo corpo di danzatori che annovera Maud de la Purification, Filippo Domini, Sonia Mingo, Gaetano Montecasino, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Claudia Rossi Valli, Ariane Roustan, Valeria Zampardi. La produzione è realizzata da Compagnia Zappalà Danza/Scenario Pubblico. “I am beautiful” è reduce dal successo di pubblico e critica all’Euro-Scene Festival di Lipsa, il progetto comprende le produzioni “Invenzioni a tre voci”, creazione dedicata alla donna, “Oratorio per Eva”, omaggio alla figura simbolica di Eva, “La Nona”, ispirato all’ultima sinfonia di Beethoven (Premio Danza&Danza come Miglior Spettacolo dell’anno 2015).

2. I am beautiful - Compagnia Zappalà Danza - Foto Serena Nicoletti

I am beautiful – Compagnia Zappalà Danza – Foto Serena Nicoletti

Zappalà con il vigore della sua energia artistica attraverso i corpi e i volti dei danzatori in disequilibrio che sfidano la legge di gravità fa arrivare la danza direttamente al sistema nervoso dello spettatore (come, secondo John Berger, fa Bacon con la pittura): non al cervello, ma al sistema nervoso. Omaggio all’ipotesi di un Rinascimento umano fra kantiana sensazione di benessere mutevole che attraverso “l’imago” esteriore, quale noi la percepiamo, essa Bellezza si lega alla nostra dinamicità interiore attraverso il pathos nietzsecheiano.

i am beautiful ph.Marco Caselli Nirmal

I am beautiful ph.Marco Caselli Nirmal

Una scena ornata da semicircolari fili bianchi pendenti, alle spalle sospesi su tre piattaforme e semilluminati, si scorgono cipriati i componenti del gruppo folk-rock dei Lautari, che eseguono la musica live start up della danza febbrile, crudele, ma sempre naturale, corale dei nove interpreti.

Divisa in tre parti, con un susseguirsi di liberi quadri, dopo l’inizio di un suono percussivo iterativo, la coreografia si quieta, dopo aver ascoltato il canto “Stabat Mater”, in lingua siciliana, ecco che i danzatori lentamente procedono in una “semioscurità bluastra” accompagnati da un suono alquanto cupo. Un viaggio di andata e ritorna dal palco agli spettatori e viceversa, i binari che portano la danza dello spettacolo a destinazione. La bellezza della pietra, riferimento a Rodin, è immobile per definizione e ha in comune lo sguardo che non è mai fermo che si confonde con quello dello spettatore creando un proprio percorso visivo/coreografico e una propria drammaturgia.

IamBeautiful ph.Serena Nicoletti

IamBeautiful ph.Serena Nicoletti

Da una candida biancheria intima poi trasparenti tute verdi, la tribalità è l’umanità che prende forma, si ricompone in “lievi girotondi” richiamo pittorico a “Le danzatrici” di Matisse, un rito sacro che avvicina all’Assoluto; una danza tribale sottolineata dalle chitarre elettriche alla Pink Floid racchiude un’umanità contemporanea globale, che sottolinea la presenza passionale mediterranea tipica del coreografo Zappalà.

IAB_photo ©Giuseppe Distefano

IAB_photo ©Giuseppe Distefano

 

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