R.I.P. Carrie Fisher, la “Principessa Leia” di Guerre Stellari

Addio a Carrie Fisher la “Principessa Leia” . L’attrice, scomparsa ieri all’età di 60 anni, aveva già completato le riprese dell’ottavo episodio diretto da Colin Trevorrow. carriefisher1

Una serie di lutti hanno colpito il mondo dello spettacolo e della cultura mondiale nel 2016, se ne sono andati veri e propri miti, grandissimi artisti che, con  il loro talento, hanno reso il mondo un posto migliore e più interessante. 

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Una serie di lutti hanno colpito il mondo dello spettacolo e della cultura mondiale nel 2016, se ne sono andati veri e propri miti, grandissimi artisti che, con  il loro talento, hanno reso il mondo un posto migliore e più interessante. Addio allora alla super star del rock David Bowie, al chitarrista degli Eagles, Glen Frey, alla pop star Prince, al grandissimo regista Ettore Scola, all’attore e regista Franco Citti, all’attore Alan Rickman, celebre per il ruolo di Severus Piton nella saga di Harry Potter e ancora Leonard Cohen, Paul Kantner, Keith Emerson e Greg Lake, e, la Vigilia di Natale, anche Rick Parfitt degli Status Quo, George Michael, l’ex leader degli Wham, morto proprio a Natale, ironia della sorte data la sua hit che tutti in questi giorni abbiamo ascoltando, ‘Last Christmas’. E quest’anno si chiude con una notizia drammatica per tutti i fan di Star Wars. L’attrice statunitense (Californiana) Carrie Frances Fisher, la principessa Leila (o meglio Princess Leia Organa come si chiama nella versione originale del film che nel 1977 – nella saga di Guerre Stellari – George Lucas rese famosa con la parte della guerriera innamorata), è morta.

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Carrie Fisher, laureata diva grazie alla saga di Star Wars, è morta in ospedale, a Los Angeles, dove era stata ricoverata. Aveva 60 anni. Il 23 dicembre era in volo da Londra a Los Angeles quando, un quarto d’ora prima di atterrare, era stata colpita da un infarto. Le condizioni erano apparse subito gravissime. Rianimata sull’aereo, era stata portata in ospedale, in terapia intensiva all’Ucla Medical.
Al suo fianco la madre Debbie Reynolds, la figlia Billie Lourd con il cagnolino Gary.
Il portavoce della famiglia, Simon Halls, ha reso note le parole della figlia: «È con una tristezza profonda che Billie Lourd conferma che la sua amata madre Carrie Fisher è deceduta alle 8,55 di questa mattina (n.d.r 27 dicembre)», si legge nella dichiarazione. «È stata amata dal mondo e lei ci mancherà profondamente. La nostra famiglia vi ringrazia per i vostri pensieri e le vostre preghiere».

carrie_fisher_011_by_dave_daring-d8etxbuIl destino nel cinema era segnato: Carrie nasce a Beverly Hills, il padre è il cantante Eddie Fisher, la madre Debbie Reynolds. Comincia a farsi notare a 12 anni a Las Vegas, frequenta la Beverly Hills High School ma abbandona gli studi per diventare attrice. La sua prima apparizione avvenne nel ruolo di una debuttante a Broadway in Irene nel 1973, faceva la parte della madre. Studia recitazione a Londra; il suo primo ruolo al cinema è nella commedia Shampoo del 1975 al fianco di Warren Beatty e Julie Christie. 

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La saga di Guerre Stellari segna la svolta nella sua carriera, e nella sua vita; nel 1977 viene scelta da George Lucas per il film con Harrison Ford, un successo che la rese famosa in tutto il mondo. L’attrice ha spesso scherzato sul fatto che a diventare famosa non era stata lei, ma Leila, che il caso aveva fatto somigliare a Carrie.

Ironica e appassionata, Fisher l’anno scorso spiegava di essere fiera di tornare a lavorare nella saga che l’aveva resa famosa: «Non fosse stato per la lungimiranza di George Lucas non ci sarebbero mai state Sigourney Weaver in Alien e tante altre eroine. Leila ha lanciato, a mio avviso, una nuova generazione di giovani donne sicure di sé, senza paura, con cui ci si può identificare”. Non la infastidiva l’idea che sarebbe stata ricordata solo per il ruolo della principessa di Star Wars. “Non sarei tornata a interpretare Leila alla mia età se mi avesse dato fastidio. È bello essere lei. Forte e indipendente, tutto quello che avrei voluto essere quando la interpretai per la prima volta nel 1977”. La principessa senza macchia e senza paura, guardando indietro, riconosceva la propria fragilità.

Tributi sono arrivati dai colleghi: “Non ho parole, Devastato“, ha detto Mark Hamill (Luke Skywalker). “Si è spenta una luce“, ha scritto William Shatner di Star Trek.

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Dopo un periodo difficile in cui aveva combattuto i demoni dell’alcol e della droga, era risorta come memorialista (“The Pricess Diarist“) e tornata a recitare: l’anno scorso è apparsa come se stessa, ma anziana, in “The Force Awakens“. Grazie ai poteri della CGI era riapparsa giovane in “Rogue One“, l’ultimo Guerre Stellari.

Lontano dal set Carrie non aveva mai nascosto il suo male di vivere: soffriva di disordine bipolare. Le sue battaglie con la depressione erano state al centro di libri come “Postcards from the Edge“, scritto dopo la quasi fatale overdose mentre girava Anna e le Sue Sorelle di Woody Allen, e l’autobiografia “Wishful Drinking. I genitori celebri non le avevano facilitato l’infanzia: il padre aveva lasciato la madre per Liz Taylor. A 15 anni aveva recitato in un musical, a 17 nel film “Shampoo”.

Per la parte di Pricipessa Leila, aveva battuto Jodie Foster e Sissi Spacek. Infelice la vita privata: un affare con Dan Akroyd, un matrimonio di meno di un anno con Paul Simon che ispirò la canzone Hearts and Bones. E in “The Princess Diarist,” la confessione di quanto molti sospettavano: con Harrison Ford ci fu una torrida love story al tempo del primo Guerre Stellari: lui all’epoca aveva 14 anni di più ed era sposato, lei appena 19enne.

Carrie Fisher, pur avendo recitato in altri film tra cui Blues Brothers e scritto le sceneggiature di, tra l’altro, “The Wedding Singer” e “Sister Act”, è a Guerre Stellari e alle sue avventure “molto tempo fa in una galassia molto molto lontano” che la sua fama sarà eternamente legata.

 

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