Cibo, alimentazione e salute, la parola a: Rossella Sucato

Rossella Sucato ha avviato in Sicilia il progetto Nutrisicilia per aiutare le persone a un cambiamento di stile di vita cambiando le proprie abitudini alimentari.

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Questo articolo sul cibo e gli alimenti, vuole stigmatizzare tutto ciò che ruota intorno al cibo che in questi ultimi anni ha conosciuto una rinnovata attenzione con movimenti come Slow food, nati per ribadire il diritto al cibo sano e la necessità del rispetto della sovranità alimentare. Fin dai suoi esordi l’aforisma è fortemente intrecciato al cibo. Ippocrate, il primo scrittore di aforismi, nel suo “Corpus,” dedica una grande attenzione al rapporto tra cibo, alimentazione e salute. E precetti simili ad aforismi compaiono in frammenti di ricette e altri testi di cucina di antiche civiltà. Rossella Sucato ha avviato il progetto NutriSicilia. Ecco cosa ci ha risposto.

Quanto è stato importante per lei aver avviato il progetto NutriSicilia e accettare la sfida di parlare di “cambiamento di stile di vita e modifica delle abitudini alimentari”  nella nostra isola, dopo aver approfondito tali studi in diverse città del mondo come Londra, Oxford, Bergen, Parigi, San Sebastian? 

“Ho cominciato a studiare psicologia sperimentale ed applicata in diverse università europee, conducendo anche importanti ricerche scientifiche su habits, buyer consumer behaviour e prospective memory, da qui la mia passione per comprendere come l’essere umano può migliorare la propria qualità di vita, puntando sull’acquisizione della consapevolezza dei meccanismi che lo inducono a scegliere tra cattive e buone abitudini. Un lavoro abbastanza difficile da svolgere, perché tali meccanismi nascondono complesse dinamiche psicologiche e comportamentali, frutto di meccanismi geneticamente determinati o frutto di condizionamenti o fattori esterni, e quindi ambientali. Quando ho deciso di fondare l’associazione sapevo già del duro lavoro che avevo di fronte, cambiare lo stile di vita e le abitudini alimentari dannose per la salute dei siciliani. Per fortuna mi sono posta un secondo obiettivo – scherzo ovviamente!!! – quello di valorizzare le eccellenze della cucina siciliana. Quei prodotti e metodi sani e tipici usati dai nostri nonni in cucina, oggi riscoperti da molti chef e da molte aziende di produzione del settore vitivinicolo ed agroalimentare dell’isola, che da subito hanno scelto di sostenere il progetto Nutrisicilia”.

Lei sembra avere una vita quasi ideale per chi fa sensibilizzazione sociale e riesce a realizzare quasi un evento a settimana, quelle che lei chiama giornate educative, che in meno di due anni, sono già 80… 

“Ho avuto la fortuna di avere da subito il sostegno di tanti soci, sostenitori e partner che hanno creduto nel progetto e mi hanno dato la forza per lavorare a ritmi molto sostenuti, tanto che anche il numero dei soci in un anno dai 3 dall’atto della costituzione dell’associazione, siamo giunti oggi a 70”.

Dopo circa 2 anni, 80 giornate educative e 70 nuovi soci, resta sempre convinta che cambiare le abitudini e fare educazione alimentare sia un duro lavoro? 

“Riesco ancora a  sopravvivere a questa lunga battaglia!!! Molto è stato fatto a diversi livelli, nazionale, regionale ed internazionale, dalla mia associazione, da altre e dalle istituzioni, ma molto lavoro c’è ancora da fare. I dati sulla mortalità per l’insorgenza di malattie cronico degenerative, a tutte le età e fasce sociali, sono troppo allarmanti ed il rischio è che tali dati aumentino, se non si interviene con costanza ed in modo mirato.  Tutti i progetti portati avanti da NutriSicilia hanno la caratteristica anche di affrontare tale emergenza con metodi ed approcci innovativi”.

Ci faccia un esempio di approccio innovativo? 

“Nutrire le passioni è per me un’alternativa a nutrire il corpo. Alcuni principi di sani stili di vita e  di educazione alimentare sono stati veicolati con il progetto FoodArt GalleryGalleria delle scienze applicate alla nutrizione. Il progetto, già giunto alla seconda edizione, è stato ritenuto meritevole di patrocinio dall’Assessorato Regionale della Salute, dal Camune di Palermo, dall’Assessorato Comunale della Cultura e dalla Fondazione Unesco Sicilia”.

Come spiega allora il successo di FoodArt Gallery?

“Un progetto semplice nel suo format. Mentre si parla, si fa e si ammira l’arte si propongono contenuti scientifici sulla promozione della salute e sull’educazione alimentare, che altrimenti, se veicolati con il classico convegno, non avrebbero suscitato l’interesse a partecipare a chi non è intenzionato a cambiare stile. Nella sua prima edizione siamo riusciti a portare in sala ogni domenica un vasto pubblico, e considerato che il progetto si è svolto da maggio da agosto di quest’anno, periodo che in Sicilia, inevitabilmente, porta a scegliere di andare al mare, noi siamo riusciti ad avere sempre una buona partecipazione. Questo grazie anche alla qualità dei relatori di volta in volta invitati”.

Dopo 80 giornate educative, sente di aver fatto qualcosa per gli altri? 

“Dai riconoscimenti ottenuti dal pubblico, dai soci, dai partner e dalle istituzioni, credo che un qualche contributo l’associazione lo ha dato a comprendere qualcosa in più sulla salute e di come tutelarla”.

Ha qualche consiglio da dare a chi ancora non conosce il progetto NutriSicila? 

“Il mio consiglio è quello di invitarli a partecipare ad una delle giornate educative e seguire l’associazione anche attraverso i social, dove vengono pubblicati tutti  gli eventi e studi di natura scientifica sulla salute e la nutrizione, informazioni che è molto importante conoscere se si ha a cuore il proprio benessere fisico e mentale. Voglio salutare i lettori con questa frase che induce a riflettere: conserva e tratta il cibo come se fosse il tuo corpo, ricordando che nel tempo il cibo sarà il tuo corpo”.

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