Donald Trump, il nuovo presidente degli Stati Uniti

Stamattina, la notizia che ha colto di sorpresa tutti: il 45° presidente degli Stati Uniti è Donald Trump.donald-trump

Il Tycoon Trump ha conquistato la Casa Bianca assicurandosi almeno 276 grandi elettori, lasciando Hillary Clinton a quota 218, una distanza oramai impossibile da colmare, anche contando gli ultimi voti ancora da scrutinare.

DONALD TRUMP

Salito sul palco nella ballroom dell’hotel Hilton, nel cuore di Manhattan, con tutta la famiglia al completo,  la nuova First Lady, Melania e i figli. Il primo discorso del nuovo presidente, il repubblicano Donald Trump,  promettendo al Paese unità dopo la violenta campagna elettorale contro la candidata democratica, Hillary Clinton. “È giunto il momento di cicatrizzare le ferite, il popolo americano è uno solo e dobbiamo essere uniti. A tutti i repubblicani e democratici e indipendenti nel Paese, io dico è arrivato il momento di essere un popolo unito. Lo prometto a tutti i cittadini del Paese. Sarò il presidente di tutti gli americani e questo è estremamente importante per me”.

Crollano i mercati. In Asia  l’indice Nikkei va oltre il -5% con 800 punti bruciati, Hong Kong perde il 3,4%, Taiwan il 2,7%, Shanghai l’1,3%. È partita la corsa ai beni rifugio sia in ambito valutario con un rafforzamento dello yen sul dollaro a spese dello yen messicano che sprofonda a -10%, ma anche nel campo delle materie prime dove l’oro ha registrato un balzo da 50 dollari che lo ha portato a 1.333 dollari l’oncia a + 4,7%

Le reazioni. L’Ufficio presidenziale sudcoreano ha convocato una seduta del Consiglio sulla sicurezza nazionale per discutere “il potenziale impatto delle elezioni presidenziali” Usa, così come riportato dall’Ansa, lo riferisce l’agenzia Yonhap, in merito alla stretta attenzione sul voto Usa per gli effetti che ci sarebbero potuti essere in Asia a seconda del candidato vincente. Donald Trump è stato visto da Seul con sospetto per l’approccio “non convenzionale” dichiarato verso la Corea del Nord, a differenza della continuità offerta da Hillary Clinton…

 La francese Marine Le Pen su twitter ha scritto:

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Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha affermato che con Donald Trump presidente Usa “sicuramente la relazione transatlantica diventerà più difficile”. Dopo l’ufficialità nel congratularsi con Donald Trump, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha espresso la “speranza che rispetterà i diritti e le regole fondamentali”.

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Questo è un momento difficile nelle relazioni Usa-Ue – ha ribadito – ma Trump merita pieno rispetto”. “Le campagne elettorali sono cosa diversa dalla politica – ha aggiunto – spero che ora ci sia un ritorno alla razionalità e che Trump si attenga alla costituzione americana”. “Noi – ha concluso – siamo pronti a collaborare”.

Matteo Renzi, presidente italiano del Consiglio dei Ministri: “Questo è il punto di partenza per tutta la comunità internazionale anche al netto di certe diffidenze da campagna elettorale. È un fatto politico nuovo – ha concluso – che assieme ad altri dimostrano come siamo in una stagione nuova”.
Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, intervistato a Radio Anch’io: “L’Italia continuerà con l’amicizia e la collaborazione con gli usa, queste cose non cambiano, così come non cambia la nostra contrarietà al protezionismo e alle chiusure”.

Barack Obama, il presidente uscente, con un videomessaggio ha esortato gli americani a rimanere uniti, a prescindere dal risultato delle elezioni: “Non importa cosa accadrà – ha detto -. Il sole sorgerà al mattino e l’America rimarrà ancora la più grande nazione al mondo”.

Solo il 21 gennaio il nuovo presidente si insedierà alla Casa Bianca dopo aver prestato giuramento.

L’insediamento del presidente degli Stati Uniti è la cerimonia tenuta all’inizio del mandato presidenziale. La costituzione statunitense impone in realtà un unico adempimento: che il presidente presti un giuramento o comunque una dichiarazione solenne prima di entrare in carica. Tuttavia, nel corso degli anni sono sorte numerose prassi che hanno esteso l’insediamento da spartana cerimonia sacramentale a vera e propria giornata di sfilate, discorsi e danze.Questa giornata, nota oggi come Inauguration Day, cadde il 4 marzo dal 1798 al 1933. Nel 1933 la ratifica del 20º emendamento, modificando la data di inizio mandato, la fissò al 20 gennaio.

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