AGRIMUCOLTURA, LA CIA DI CATANIA “BENE TAVOLO TECNICO NAZIONALE”

Agrimucoltura, la Cia di Catania “bene tavolo tecnico nazionale: siamo riusciti a richiamare l’attenzione del Governo nazionale su una questione che da anni sollecitiamo”. “Ora proseguiamo nel percorso per individuare con chiarezza i tempi di intervento e i canali per reperire i finanziamenti necessari”

tangerines

Molto positivo il tavolo tecnico nazionale riunitosi per la prima volta ieri mattina a Roma: siamo riusciti a richiamare l’attenzione del Governo nazionale su una questione che da anni sollecitiamo”. A dichiararlo è il presidente provinciale di Cia Catania Giuseppe Di Silvestro, ricordando come il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina abbia raccolto l’appello lanciato dalla Cia Catania nel corso di un’assemblea, svoltasi lo scorso settembre nel capoluogo etneo. Era presente all’incontro di ieri, in rappresentanza della Cia etnea, il vicepresidente Giosuè Catania.

Primo fatto positivo, l’essere arrivati al tavolo ministeriale con una proposta unitaria, supportata dall’assessorato regionale – commenta il vicepresidente Catania – ora proseguiamo nel percorso per individuare con chiarezza i tempi di intervento e i canali per reperire i finanziamenti necessari. Dal Ministero alle Politiche Agricole hanno assicurato come i fondi ci siano, è questo ci rassicura e conforta”.

Siamo soddisfatti anche di come sia stata accolta la nostra proposta, risalente a ben tre anni fa – prosegue Giosuè Cataniadi utilizzare 50 milioni di euro ogni anno per cinque anni, in modo da poter riconvertire ogni anno 5 mila ettari di terreno coltivato ad agrumi”.

Altra proposta suggerita e accolta a Roma – riferisce il vicepresidente provinciale – è quella di mettere l’istituto Crea di Acireale nelle condizioni di disporre di materiale vegetale di propagazione risanato, in modo che i vivaisti abbiamo portainnesti in quantità sufficiente per soddisfare i bisogni dell’agrumicoltura siciliana”.

Il Governo nazionale deve puntare sul rilancio dell’agrumicoltura siciliana perché torni ad essere fiore all’occhiello italiano e dell’area mediterranea – commenta il presidente Giuseppe Di Silvestroe affiancare le aziende nel complesso processo di innovazione, necessario e non più rinviabile, con finanziamenti e seria programmazione, affinché possano esse competere nei nuovi mercati internazionali”.

La nostra Regione, e Catania in particolare, è per la maggior parte caratterizzata da estese coltivazioni di agrumi, e deve fare i conti non soltanto con il virus della tristezza che di fatto ha già distrutto decine di migliaia di ettari, ma anche con i nuovi viroidi in arrivo, come il Citrus blackspot, il huanglongbing, i ceppi resistance breaking down del virus, per i quali è necessario innovare gli agrumeti con portainnesti tolleranti alla ‘tristeza’ e intensificare i controlli alle frontiere del materiale vegetale e dei frutti provenienti da altri Paesi che vengono introdotti in Italia”.

Alla Regione, chiediamo di fare la propria parte – conclude Di Silvestroattivando immediatamente quella parte del PSR che si occupa delle fitopatie”.

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