SabirFest: tra Catania e Messina intellettuali da tutto il mondo

Il SabirFest dal 6 al 9 ottobre a Messina, poi dal 13 al 16 a Catania. Atteso Salvatore Massimo Fazio con la sua “Regressione suicida”

sabir-fest

Per la terza edizione del SabirFest, gli spazi culturali si districano in due aree della Sicilia. Dal 6 al 9 ottobre sarà Messina la padrona di casa, poi una sosta e poi la riapertura su Catania dal 13 al 16 ottobre. Intellettuali da tutto il mondo saranno presenti nella 8 giorni siciliana. Non mancheranno  personaggi di punta siciliani.

Se Messina godrà del pensiero di solidarietà e pacificazione del filosofo Edgar Morin, Catania proporrà l’attesissimo ritorno del pensatore, catanese, Salvatore Massimo Fazio, un distruttore “rovesciato”, che punta alla riedificazione del concetto di vivibilità attraverso il silenzio. Ed è sul Fazio che ci soffermiamo, catanese e fresco di pubblicazione. Cresciuto sotto l’ala protettiva di Manlio Sgalambro e poi dopo l’allontanamento tra i due, che Fazio spesso ribadisce che basta guardarsi in giro per quante isteriche vi sono che sviolinano per star, oggi, che il filosofo lendinose non c’è più, amicizie irreali e fantomatici intellettualismi.

Attacca senza riserbo, nella nuova opera “Regressione suicida, dell’abbandono disperato di Emil Cioran e Manlio Sgalambro”, chi ha conosciuto assieme al filosofo lentinese che spesso infastidito da figure ingombranti, che però accoglieva per il suo lato umanissimo, che forse non traspariva dalle opere. “Certi vili hanno ripreso articoli per creare antologie da smielatura e si son messi dentro a scrivere cazzate proprie: onorando Sgalambro che l’università tutta, ad eccezione di pochi come Giuseppe Raciti, Luigi La Via, Massimo Cacciari, lo emarginava…. roba da sterminio del pensiero – dichiara Fazio”. L’opera che ha un titolo forte è in realtà il proprio crescere e riconoscersi nelle opere di Cioran e Sgalambro, che nel 2011 grazie al sollecito e alla smussatura del secondo, lo portò ad esordire con un libro singolare, Insonnie filosofiche Poetiche e Aforistiche, titolo che anche stavolta non inganni perché non si parla di patologia bensì è l’omaggio a ciò che l’’insonnia ha fatto produrre a Fazio, patologia di cui soffre da oltre 16 anni.

sabir-fest-libro

“E’ una roba devastante… sei sempre in bilico tra il fosso e la pazzia, eppure resti lucido”. In Regressione Suicida si nascondono e miscelano tanti momenti dell’autore: “La regressione è un ritorno nella sua accezione negativa, qui lo si sovverte, è un ritorno materiale e mentale al momento della nascita: rientrare nel liquido amniotico della madre e poi venire al mondo e tutti a dire è nato, loro sorridono, il nascituro piange, in verità è venuto al mondo perché lo hanno suicidato.” E’ anche un omaggio alla madre che invecchia e con questa regressione torna indietro Fazio e ringiovanisce la madre “un donnone mia mamma, una persona straordinaria, che nemmeno la malattia e la sofferenza hanno fatto perdere lucidità”. E’ atteso il ritorno e avviene con Bonfirraro che lo ha distribuito su scala nazionale e le richieste sono giunte da più parti, in particolare mondo nel piemontese e nel triveneto dove Fazio è una sorta di idolo della ricostruzione della vita. Nel libro infine, vi sono due contributi notevoli, il poeta Angelo Scandurra, altro personaggio che con l’esistenzialismo della sofferenza ha spesso messo in auge una poetica paradossalmente rassicurante, e gli intellettuali Davide Bianchetti ed Enzo Cannizzo. Domenica 16 ottobre alle 18:30, all’interno dell’evento dell’anno che per la prima volta approda a Catania, il Sabir Fest, nella sala Concetto Marchesi del Palazzo Platamone, moderato da Salvo Grillo, e con gli interventi dell’Editore Salvo Bonfirraro, dello scrittore Luigi Pulvirenti, del comunicatore Gianluca Runza e dello stesso Bianchetti, ne sapremo di più.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *