“Tutto o niente”, Marco Tardelli biografia di un campione

“Tutto o niente”, titolo emblematico che rispecchia la personalità di un uomo che è entrato a far parte della storia del calcio Italiano e non solo: Marco Tardelli

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Tutto o niente”, titolo emblematico che rispecchia la personalità di un uomo che è entrato a far parte della storia del calcio Italiano e non solo: Marco Tardelli. Il suo urlo per il 2-0 al Bernabeu contro la Germania nella finale del mondiale dell’82 passò alla storia e segnò indelebilmente la sua carriera. “Tutto o niente” è la biografia del grande campione scritta dalla figlia Sara, presentata il 29 settembre nei locali dell’Associazione Diplomatici di Catania.

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«È stato un grandissimo onore conoscere Marco Tardelli due anni fa quando accettò di essere ambasciatore della nostra associazione per l’evento Change the World a New York – afferma Claudio Corbino, presidente dell’Associazione diplomatici –. Da allora è nata una grande amicizia e collaborazione che è sfociata in tanti progetti e percorsi comuni. Il libro, scritto con sua figlia Sara, è un modello da seguire per l’umiltà con la quale ha raccontato il suo percorso, la sua grande storia di campione. Per quanto riguarda i progetti futuri, stiamo lavorando per implementare la presenza di protagonisti positivi dello sport ai nostri eventi al fine di veicolare ai ragazzi alcuni messaggi fondamentali quali il rispetto delle regole, la competizione sana con gli altri, la consapevolezza dei propri mezzi».

«Il titolo del libro deriva dal fatto che non sono una persona che scende a compromessi. Non ho nessun rimpianto – dichiara Marco Tardelli -. Il calcio è una cosa che mi piaceva, una passione che ho coltivato fin da bambino. I miei fratelli sono stati gli unici che mi hanno aiutato a coltivarla, perché i miei genitori non volevano che giocassi a calcio: volevano il posto ‘fisso’ di Checco Zalone. Io fortunatamente sono riuscito a smentirli».

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Quali differenze riscontra nel mondo del calcio odierno, rispetto a quello del passato?

«È difficile fare paragoni perché è cambiato tutto: non solo il calcio, ma anche la società, la tecnologia. Per esempio, noi giocavamo a carte insieme, invece adesso i calciatori si chiudono in camera con i tablet, cellulari, lettori mp3 eccetera. Credo che quello di oggi sia un calcio fatto per il business, un po’ senz’anima. Inoltre un tempo avevamo squadre diverse perché non c’era nessuno straniero, mentre oggi forse c’è un italiano fra tanti stranieri».

Lei ha avuto esperienze professionali sia in Italia che all’estero. Qual è stata quella che l’ha ‘arricchita’ particolarmente?

«Quella come collaboratore di Trapattoni nella nazionale Irlandese: sono stati sei anni fantastici che ho vissuto con grande gioia e con grande interesse».

Come è stata quest’esperienza vissuta gomito a gomito con sua figlia?

«Più che ‘gomito a gomito’ direi a gomitate – afferma ridendo -. È stata molto brava: io ho solo raccontato e lei ha scritto. È stata una bella esperienza, a volte anche imbarazzante – confessa -, perché lei conosceva alcune cose della mia vita da calciatore, mentre altre più private no».

Quali sono gli hobby di Marco Tardelli?

«A me piace molto leggere, camminare, mi rilasso a vedere anche altri sport e, inoltre, faccio l’opinionista in tv».

«All’inizio è stata dura – confessa Sara Tardelli – perché era difficile farlo parlare della sua vita. Mi portavo il registratore anche in vacanza e ogni tanto provavo a fargli qualche domanda con aria distratta sperando che iniziasse a raccontare. Ho iniziato dalla sua esperienza in Nazionale e poi man mano si è ‘sciolto’. Spero che questo libro serva a fare sport, a far capire che se ci si mette la passione, se ci si dà da fare, si può riuscire. È importante per i ragazzi».

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