L’AIE e il Salone del Libro lasciano Torino, Milano la nuova casa

Federico Motta, presidente dell’Associazione Italiana Editori ufficializza la joint venture con Fiera Milano per una nuova idea di Salone del Libro.

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L’AIE, Associazione Italiana Editori, nella figura del presidente Federico Motta, decide infine di dare avvio ad un nuovo capitolo, “un nuovo percorso” dell’associazione che comincia dall’addio al Salone del Libro di Torino, giunto ormai alla ventinovesima edizione. L’AIE formalizza quindi una joint venture con Fiera Milano per portare avanti il suo Progetto Promozione del Libro, le quote di proprietà della società saranno al 51% di Fiera Milano e al 49% di AIE.

Motta è stato appoggiato all’unanimità dal Consiglio Generale costituito dagli editori riuniti, come comunicato dallo stesso Presidente, e viene anche precisato che la decisione era già stata presa il 25 Febbraio, ma l’attuazione rinviata a causa delle elezioni amministrative del capoluogo Piemontese alle porte.

Penso alle fiere del libro […]così come la nostra presenza in molte fiere estere. Allo stesso tempo diventa fondamentale aumentare la nostra capacità di governo dell’intero sistema delle fiere del libro in Italia” commentava Motta all’Assemblea Generale Ordinaria del 28/06/16 quando vi erano sentori di rinnovamento ma era ancora tutto da ufficializzare.

L’accento qui viene posto sempre più sulla capillarizzazione degli eventi fieristici su tutto il territorio nazionale ed internazionale, piuttosto che sulla scommessa annuale su un unico baluardo, strizzando comunque l’occhio all’Expo di Milano per un evento che, sì, chiami a raccolta le grandi masse di visitatori, ma che sia solo Capitale di uno Nazione dell’Editoria che vuole sempre più abbracciare le realtà locali; le metafore di governance territoriale non sono affatto azzardate quando si riferiscono a Federico Motta che enfatizza ormai da tempo infatti il suo impegno nel prendere decisioni “politiche”: che facciano i conti con le realtà da rappresentare, realtà che sono dislocate su tutto il territorio nazionale e che necessitano di forte coesione, di decisioni prese “con la consapevolezza dell’importanza del nostro ruolo nella società e la capacità di imporre la nostra autorevolezza in tutte le sedi”.

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Il presidente dell’AIE inizia così questo nuovo corso della storia ultracentenaria dell’associazione lasciandosi alle spalle delle pagine importanti per spostare il centro dell’attenzione sempre più su un decentramento oculato dei punti di interesse. Un nuovo inizio coraggioso per un rinnovamento all’insegna della consapevolezza nei propri mezzi sia a livello nazionale che europeo ed internazionale, trovando degli interlocutori attenti non solo nella Camera dei Deputati nazionale, ma anche all’interno del Consiglio Europeo a Bruxelles sulla spinosa questione dei diritti d’autore in un’epoca che parla la lingua dell’internet 2.0, il punto focale di ogni spinta globalizzante recente. L’AIE quindi trasloca a Milano, consapevole di dover riempire di titoli una libreria nuova di zecca, per lasciare quella dei ventinove anni di ricordi a Torino.

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