103^ edizione del Tour de France, parata di stelle

Un’autentica parata di stelle si schiererà alla partenza del 103^ edizione del Tour de France che si avvierà sabato prossimo, 2 luglio, da Mont Saint Michel. Da Froome a Sagan passando per Gilbert e Greipel, tutta la parte nobile del ranking mondiale si darà battaglia lungo le strade di Francia.

stelle al Tour

Nella breve carrellata,, come sono solito fare nel caso di un GT, mi occuperò solo degli uomini che ambiscono alle prime posizioni della classifica generale.

Un quintetto su tutti, Froome, Quintana, Contador, Nibali ed Aru, che scende in campo con i componenti mossi da motivazioni diverse. Accanto a loro si schierano altri protagonisti che cercheranno di scalzare i più blasonati rivali dai posti più rilevanti nel tabellino dei pronostici. Nulla di nuovo  è una delle logiche più antiche.

Per ovvie ragione parto dal campione uscente, Chris Froome. Il britannico si presenta ai nastri coi favori del pronostico. Fresco vincitore del Dauphine Liberè, un autentico squadrone ai suoi ordini, non gli manca niente per il terzo successo. Le sue motivazioni finalizzate alla difficile ricerca della conferma appaiono intatte. Poi, aggiungo io, non disdegnerebbe guadagnare finalmente l’ammirazione incondizionata della gente, sempre un po’ fredda nei suoi confronti, a volte anche brutalmente ostile. Tornando all’aspetto squisitamente tecnico, la vittoria sin troppo di giustezza nel Delfinato lascia margini importanti alle ambizioni dei suoi avversari, visto soprattutto  che nella corsa francese le sue prestazioni in salita sono state buone, ma non eccezionali. Se nelle ultime tre settimane di preparazione è riuscito ad affinare il suo rendimento in salita sarà difficile da battere, diversamente è vulnerabile.

Diverse le forze interiori che spingono Quintana. Il colombiano, che spesso scompare per lunghi periodi per poi ricomparire all’improvviso a suon di vittorie, si schiera al Tour finalmente senza ombre amiche ingombranti per la classifica generale. I miglioramenti palesati nella crono vinta alla Rote du Sud e la sua continuità in salita avranno senz’altro alimentato i suoi sogni per la Grand Boucle da sempre in cima ai suoi pensieri. Lui cerca qui il lasciapassare definitivo. Un ottimo  team al suo fianco ed un bel percorso gli offrono la chance di essere considerato il primo nella lista degli avversari dell’inglese.

Di Contador cosa dire? Il suo palmares, il suo modo coraggioso di interpretare le corse parlano chiaro. Alberto non conserva mai uno scatto per il giorno dopo, è una garanzia di spettacolo. Prima di abdicare (per ragioni anagrafiche) venderà cara la pelle, anche se il madrileno in salita non appare più lo spietato matador di un tempo. Il nostro Aru è alla sua prima presenza al Tour, dico subito che questa non è una ragione pregiudizievole, forse lo è di più il confronto con un parterre di levatura eccezionale. Il suo inizio di stagione non è stato granché; un solo successo, peraltro non dei suoi, conquistato in un Delfinato per il resto anonimo. Tuttavia Fabio, nelle precedenti sue esperienze ai grandi giri,, ha avuto un acchito sempre avvolto nel riserbo più assoluto ed i risultati poi sono stati più che eccellenti. Ciò non può che essere di buon auspicio. Le sue motivazioni sono quelle molto ambiziose di cercare di conseguire la laurea a prima botta; un privilegio riservato a pochissimi eletti. Al suo servizio  dovrebbe avere l’intero team compreso Nibali, il quale starebbe affrontando il Tour senza l’assillo della classifica in preparazione della prova olimpica. Mi consentiranno gli amici lettori se nutro molti dubbi su tale eventualità. Non riesco lontanamente ad immaginare una prova di un fuoriclasse conclamato in appoggio ad un giovane alla ricerca della sua definitiva consacrazione. Spero che questa vicenda paradossale finisca al più  presto, in modo che i nostri due migliori esponenti possano fare liberamente le proprie scelte schierandosi al via ognuno con la mente sgombra da pensieri fastidiosi. In ogni caso, da sempre nel ciclismo,  è la strada che impone inesorabilmente le sue gerarchie. Ogni disposizione prestabilita che tende a ribaltare l’ordine naturale delle cose lascia amari retrogusti. Froome ne sa qualcosa.

Tornando a Nibali, il suo rendimento al Giro è passibile di progressi netti. Per intenderci il Nibali di maggio è lontano da quello visto al Tour 2014, quello ammirato due stagioni or sono sulle strade francesi non ha nulla da invidiare al miglior  Froome. Io mi auguro che la motivazione della doppietta Giro- Tour ci faccia riveder quel Nibali.

Esaurito l’excursus sul quintetto passiamo ad analizzare i più agguerriti avversari.

Convincimenti personali mi portano a cominciare dagli uomini di casa. In primis Pinot e Bardet, gli eterni giovani rivali del ciclismo transalpino, ognuno per conto suo,  ha in questa stagione messo in mostra dei miglioramenti per nulla trascurabili. Il primo, già ottimo in salita,  è migliorato soprattutto a cronometro, inoltre sembra avere acquistato maggior  sicurezza in discesa. Bardet ha continuato la sua maturazione di atleta combattivo e coraggioso sempre pronto a pigiare sui pedali. Spalleggiato da uomini ben attrezzati in montagna, fra i quali ricordiamo “l’esordiente” Pozzovivo, potrà offrire delle variabili di corsa molto interessanti. Vedo le quotazioni di entrambi in rialzo. Non credo invece  in Rolland, sempre sopravvalutato dai media, un po’ meglio Barguil, però ancora meno performante dei suoi connazionali coetanei. L’americano Van Garderen si cimenterà ancora una volta con l’impegnativo compito di scalare i vertici della classifica del Tour. La BMC quest’anno gli ha messo accanto, oltre il silenzioso Caruso, anche l’alternativa Richie Porte. La sua terza settimana, come quella dell’australiano, ci diranno come stanno veramente le cose. La Etixx sembra intenzionata a far corsa parallela su Daniel Martin ed Alaphilippe. Il primo, finalmente in questa stagione dal buon rendimento  nelle corse a tappe, può aspirare ad un buon piazzamento nella top 10. Il secondo, giovane di belle speranze, cercherà di mettere qualche altro buon mattone nella costruzione della sua crescita. Zakarin ritorna in corsa dopo la bruttissima caduta al Giro con tanti punti di domanda, nella Katusha pure Rodriguez forse alle prese con la fase calante della sua carriera. Gli olandesi confidano in un buon piazzamento di Moullema. Il leader della Trek, finora protagonista di una brutta stagione, al Tour riesce spesso e volentieri a tirar fuori un buon piazzamento. Sempre attesa l’esplosione di Keldermann, difficile che accada in un’occasione così importante. Per un posto fra  i migliori dieci avanzano la loro candidatura anche Mentijes e Rui Costa della Lampre, Adam Yates della Orica e lo spagnolo Navarro della Cofidis.

Ometto volutamente qualsiasi valutazione su tutti i grossi nomi intruppati nei team di maggior peso che dovranno rendere i loro servigi ai capitani designati , penso a Landa, Henao  e Thomas, a Valverde e Jon Izagirre, a Majka e Kreuziger. Ognuno possiede lo spessore per subentrare ad una eventuale defaillance del suo rispettivo leader. Spero faccia parte dell’ultima categoria anche Rosa, all’Astana è preceduto sicuramente da Nibali ed Aru, nel recente Giro del Delfinato ha però già dimostrato di poter recitare un ruolo più importante.

Ora basta con le chiacchiere, darei la voce alla strada.

Quella francese, poi, ha da sempre storie bellissime da raccontare.

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