I Pooh a Messina per “Reunion -L’Ultima Notte Insieme”

Si sono esibiti sotto il cielo stellato dello Stadio S.Filippo di Messina

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Note che vanno dritte al cuore, sabato sera, 18 giugno 2016, dallo Stadio San Filippo di Messina, dove ha avuto luogo uno degli eventi musicali più importanti e attesi di questa stagione in tutto il Sud dell’Italia: la “Reunion – L’Ultima Notte Insieme” dei Pooh.

Dopo i “sold out” degli stadi di San Siro a Milano e dell’Olimpico a Roma, la terza tappa proprio qui a Messina, unica in Sicilia e in tutto il meridione d’Italia, dei concerti-eventi organizzati per celebrare i 50 anni di carriera della mitica band italiana, che dopo 43 anni, per la prima volta, si esibisce in una formazione a cinque: Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian, Stefano D’Orazio e, il ritrovato, Riccardo Fogli.

E così è stato che l’attesa, per questo momento d’incontro, è stata ampiamente ripagata dalle fortissime ed intense emozioni che, ancora una volta, i Pooh sono riusciti a trasmettere attraverso le bellissime canzoni di un repertorio che ha decisamente lasciato il segno nella storia della musica italiana.

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Magiche alchimie hanno preso vita da quel palco e, senza lasciare respiro, si sono dipanate attraverso una scaletta di 50 brani riadattati a cinque voci per uno storico live della durata di circa tre abbondanti ore; magiche alchimie musicali che sicuramente hanno toccato i momenti della vita di noi tutti e il numerosissimo pubblico, giunto da ogni parte dell’isola e del Sud Italia, non ha potuto far altro che abbandonarsi alle emozioni e ai ricordi inevitabilmente legati a queste canzoni che, ormai, fanno letteralmente parte del nostro DNA, trasmettendosi da una generazione all’altra.

Una grande aria di festa, un concerto fantastico e loro, i Pooh, ancora pronti a guidare il loro pubblico, carismatici come sempre e, a dispetto dell’anagrafe, tutti e cinque in grandissima forma.

“Chi fermerà la musica” è uno dei loro brani più noti ma, a vederli, c’è da chiedersi: “Chi potrà mai fermare la splendida storia infinita di questa meravigliosa band? »

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Sulle note della versione strumentale di “Ancora una canzone” si dà il via a questa perfetta “macchina musicale” ed è con un particolare “countdown” che, dai due maxischermi posti ai lati del palco, si contano in progressione i 50 anni del gruppo.

Parte così il viaggio verso “Giorni infiniti”, il primo dei 50 brani, non a caso uno per ogni anno della loro storia, e, inarrestabile, tutto lo Stadio San Filippo in coro a seguire i Pooh, con energia a mille, rispondendo all’unisono a ogni loro gesto, ad ogni loro parola fino alla fine per tutto il concerto.

Dopo “Nascerò con te” ha preso la parola Roby Facchinetti: «Prima Milano, poi Roma e non poteva mancare il Sud, non poteva mancare la Sicilia, qui a Messina” – e rivolgendosi a Stefano, Dodi, Red e Riccardo“Allora ragazzi, sapete perché abbiamo davanti tutti questi amici stasera? Per tre ragioni. La prima è perché vogliono ascoltare la nostra musica. La seconda per la nostra “Reunion” e la terza ragione è per festeggiare quest’anno il nostro importantissimo e speciale compleanno. Grazieee!».

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Il secondo a prendere la parola è stato Dodi Battaglia: «Grazie a voi! Ci abbiamo messo due anni a organizzare questi eventi. Ci abbiamo messo cinquant’anni a pensare a queste serate ma, credetemi, il gioco vale la candela e queste cose rimarranno per sempre con noi, con questa formazione. Buon divertimento!»

Poi è stata la volta di Red Canzian: «Ciao a tutti! Roby prima parlava di cinque, ma è giusto che siamo ritornati in cinque su questo palco, come agli inizi della storia dei Pooh: cinque come le dita di una mano pronta a stringere quella di un amico, cinque come le punte di quella stella, di quella buona stella, che ci ha sempre accompagnato fino a qui. E allora che cosa possiamo fare di meglio che augurarvi una grande serata e buon divertimento. Grazie!».

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Quindi, sceso dalla pedana rotante a 180° con doppio set di batteria e percussioni, Stefano D’Orazio: «E allora…. fatemelo dire, che meravigliaaa! È davvero un gran privilegio festeggiare questo nostro compleanno di fronte a così tanti amici. Vi vogliamo veramente ringraziare di averci accompagnato fino a qui. Grazie per davvero! Grazie!».

Infine Riccardo Fogli: «Ahooo!!! Mi hanno lasciato solo! Quarantatre anni per ritrovarli tutti e mi hanno lasciato solo! Io lo so perché… lo sapete cosa stanno organizzando? Canteranno la prima canzone che hanno inciso quando io non c’ero più… io allora la sentivo alla radio… ed è stata bellissima… ».

E, a ritmo incalzante, si continua, tra spettatori di ogni fascia d’età, con “Io e te per altri giorni”, lo scorrere dei 50 brani, uno dopo l’altro, in questo magnifico viaggio che ci ha condotto all’interno delle nostre vite perché le loro canzoni, è un fatto innegabile, ne rappresentano la colonna sonora, collante tra una generazione e l’altra.

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Come un unico cuore, battente all’unisono, si percepisce tra i tantissimi presenti, in maniera tangibile, un comune sentire che riesce a dare la reale misura del “fenomeno” Pooh e quante persone e destini ha saputo unire e smuovere la loro musica insieme alle parole di Valerio Negrini, (fondatore del gruppo, scomparso nel 2013), che loro hanno voluto ricordare con due foto proiettate sui maxischermi, dopo l’esecuzione di “Domani”, uno dei brani preferiti dallo stesso Negrini. È Roby Facchinetti che, commosso, lo saluta con un «Ciao Valerio! Il nostro poeta…. non saremmo qui se non ci fosse stato lui. Lui ha creato i Pooh, lui ha dato voce, vera voce alla nostra musica…».

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Applauditissimi, sotto una sfavillante pioggia di coriandoli e le note di “Ancora una canzone” si è concluso lo spettacolo, uno fra gli ultimi della loro carriera, ma noi tutti abbiamo un “Pensiero” nei nostri cuori e speriamo, come nel testo di “Giorni infiniti”: «Cambia il vento, cambiano i confini/torna sempre quel che se ne va/i giorni del futuro/venuti da lontano/da mille piogge e compleanni fa…», che questo fantastico sogno possa continuare e non finire mai, perché questi “ragazzi” di cose ne hanno ancora veramente tante da dire e da cantare…

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