75° Anniversario dello Sbarco in Sicilia: ecco come sarà commemorato

Sono tanti gli appuntamenti culturali per ricordare gli eventi bellici in Sicilia a 75 anni di distanza. Tra questi il 10 Luglio un convegno sull’Operazione Husky (10 Luglio 1943) e  il 25 settembre sarà presentato il diario di guerra del fotografo Phil Stern con una mostra di sue fotografie inedite. 36575587_1866504513417263_507408883753418752_n

L’Operazione Husky, ossia lo sbarco egli Alleati in Sicilia nel luglio del 1943, fu un evento che cambiò le sorti della Seconda guerra mondiale. Questo cruciale passaggio storico è ben documentato dal “Museo storico dello Sbarco in Sicilia – 1943”, inaugurato alle Ciminiere nel 2002 dalla Provincia regionale (ora Città Metropolitana di Catania) al tempo in cui era presidente Nello Musumeci.

Illustri personaggi nel corso degli anni lo hanno visitato. Tutti concordano nel dire che è uno dei musei tematici più belli e meno conosciuti al mondo. Le presenze sono infatti crollate dai 70 mila visitatori del primo anno ai 20 mila di dieci anni dopo. I tre quarti dei biglietti sono comprati da scolaresche. Il resto dei visitatori è composto soprattutto da turisti.

In questo processo di “decrescita infelice” è ovvio chiedersi: “Perché poche persone visitano o rivisitano il museo delle Ciminiere?
Le risposte sono molteplici. Certamente in passato vi è stata una colpevole disattenzione verso la struttura e, più in generale, verso le forme del cosiddetto “turismo di guerra”, un comparto che altrove muove un grande volume di affari.
Il Memoriale di Caen sul D-Day (lo sbarco in Normandia), visitato da centinaia di migliaia di persone ogni anno, parla chiaro: se ci si adegua alle richieste del “turismo di guerra”, così come oggi viene inteso – cioè svincolato da una logica esclusivamente commemorativa – si possono intercettare flussi turistici che incrementano l’economia di una intera regione.

Nel 2018 ricorre il 75° anniversario dello sbarco e questa commemorazione deve essere l’occasione per imprimere una inversione di marcia. Una svolta – per la verità – si è percepita partecipando alla conferenza stampa indetta dal sindaco metropolitano Salvo Pogliese. Alla presenza di moltissimi operatori dell’informazione, il sindaco ha presentato le manifestazioni messe in campo nei prossimi mesi dall’Assessorato regionale al Turismo, dalla Città Metropolitana di Catania e dal Comune, dall’Ars e da soggetti privati.

36656001_1866554563412258_5904751133376643072_nLe celebrazioni cominceranno con il convegno – che si terrà alle Ciminiere la mattina del 10 luglio (dalle ore 9,30) – con personalità del mondo accademico e della “public history”. Il 25 settembre, nel padiglione attiguo al Museo, sarà presentato il diario di guerra del fotografo Phil Stern e si terrà una mostra di sue fotografie inedite. Il 3 e 4 novembre la Regione Siciliana parteciperà a Milano alla 64. edizione di Militaria, la fiera che rappresenta una sorta di Borsa del turismo storico militare. Infine, dal 7 al 9 dicembre, nell’area inerente il Museo dello sbarco, si terrà la XX Mostra internazionale di Modellismo Storico.

36637597_1866504520083929_9064242343191773184_nAlla conferenza stampa hanno anche preso parte l’assessore regionale al Turismo, Alessandro Pappalardo (che ha espresso l’esigenza di tutelare le testimonianze materiali rimaste in loco dal tempo della guerra); l’assessore comunale Sergio Parisi (che ha ricordato l’efficace azione di marketing realizzata cinque anni fa, in occasione del 70° anniversario); il docente e storico Ezio Costanzo (che ha auspicato la ricerca di documentazione archivistica inedita con il coinvolgimento di giovani motivati da borse di studio); il presidente della cooperativa Bios, Riccardo Tomasello, che coordina l’attività dei vari enti coinvolti nelle celebrazioni.

Tutti i relatori sono stati concordi nel dire che le tappe devono essere chiare se la Sicilia vuole puntare sull’Operazione Husky: occorre censire i siti di interesse storico (bunker, cimiteri di guerra, hangar, strutture ipogee e rifugi antiaereo); prendere contatti con le agenzie di viaggi specializzate nel “turismo di guerra”; fare pubblicità a livello internazionale, attraverso i canali delle riviste specializzate; imitare le buone pratiche messe in campo a Malta e altrove. L’atmosfera di rinnovato entusiasmo per questo progetto, però, potrà proseguire soltanto se la Regione applicherà le “Norme per la tutela e valorizzazione dei siti legati all’Operazione Husky”.

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