60 anni “suonati”, ma non li dimostra!

Nasceva nel 1954 uno dei miti americani destinato ad essere un’icona della musica.

Rock e non solo

Stratocaster Custom Shop Mary Kaye  foto Manuela Fisichella

Correva l’anno 1954 e, nell’America del decennio post bellico, nascevano e si affermavano nel mondo i flipper, i juke-box, i bar celebrati da Happy Days, con il sottofondo della musica di Elvis. All’epoca, un tranquillo signore di campagna appassionato di elettronica aveva messo su, a Fullerton, in California, una fabbrica di amplificatori e chitarre, che portava il suo cognome. Il signore in questione si chiamava Leo Fender e, se qualcuno in un giorno di quell’anno gli avesse predetto che la Stratocaster sarebbe diventata in futuro una leggenda suonata da milioni di musicisti in tutto il mondo, avrebbe certamente sorriso incredulo.

Leo Fender, il padre della Stratocaster 

La Stratocaster, anche chiamata più semplicemente Strato dagli addetti ai lavori, viene oggi prodotta in diverse linee, con differenze di prezzo dovute al tipo di lavorazione e ai legni impiegati. Si va dalle “semplici” American Standard alle American Vintage, per arrivare al top della produzione, affidata al cosiddetto “Custom Shop”, che immette sul mercato pezzi a tiratura limitata, che sono veri e propri gioielli di liuteria. Ciò che ha fatto la fortuna di questa chitarra è stata senza dubbio anche la forma, ancora oggi attualissima e accattivante, uno strumento leggero, che consente una maggiore facilità ad accedere alle note più acute della tastiera, dovuta proprio alla particolare sagoma scavata della spalla: il “contour body”, nome dato da Leo Fender alla silhouette del corpo della Stratocaster:

La Stratocaster uscita in edizione limitata per celebrare il 60° anniversario

incavato sul retro e smussato sul davanti. E poi, quei due “corni” quasi irriverenti ai lati del corpo, che consentono di impugnare agevolmente lo strumento. L’occhialuto Buddy Holly fu uno dei primi musicisti famosi ad imbracciare una Strato e, via via nel corso dei decenni, mitici chitarristi come Hank Marvin, Peter Townsend, Mary Kaye, Buddy Guy, Ritchie Blackmore, Eric Clapton, David Gilmour, Steve Ray Vaughan, Rory Callagher, Mike Oldfield, Eddie Van Halen, solo per citarne alcuni. Dai tre “pick up single coil” può uscire qualsiasi genere, dal soul al funky, dal rock al reggae, dal pop al blues.

Mary Kaye

Dal suono pulito alla Mark Knopfler a quello distorto di Jimy Hendrix.

Mark Knopfler (Dire Straits) con la sua Stratocaster signature –

foto Alberto Bucchieri

Jimi Hendrix brucia la sua Stratocaster durante un concerto

Band come i Beach Boys e gli Eagles suonavano esclusivamente Stratocaster e George Harrison dei Beatles ne aveva diverse, con colori psichedelici tipici degli anni ’60. Oggi la Stratocaster è, insieme alla rivale di sempre, la Gibson Les Paul, la chitarra più venduta al mondo e, anche se negli ultimi anni sono state prodotte chitarre in materiali innovativi come la fibra di carbonio, il fascino e l’odore del legno e degli elementi vintage che caratterizzano lo strumento, la rendono perpetua e oggetto del desiderio anche nelle nuove generazioni di chitarristi.  

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