30 anni dal delitto di Via Poma

Il 7 agosto del 1990, in una città deserta, viene uccisa Simonetta Cesaroni con 29 coltellate. Fu trovata senza vita nella sede Reli Sas di Via Poma a Roma.

simonetta

Il corpo verrà trovato completamente nudo senza segni di violenza. A distanza di trent’anni è un delitto senza giustizia. Una sconfitta per il sistema giudiziario italiano. Il caso attirò grande attenzione nell’opinione pubblica, vennero dedicati libri e programmi televisivi. L’assassino si sedette in ginocchio su di lei premendole i fianchi con forza, colpendola provocandole un trauma cranico. Il corpo fu martoriato dalle tante coltellate sul viso, sul seno e sul basso ventre.

In un primo momento viene fermato Pietrino Vanacore, portiere dello stabile, sui suoi pantaloni vengono trovate delle macchie di sangue che non saranno di Simonetta. Quella sera la ragazza si trovava al lavoro per ultimare dei documenti prima della partenza per le vacanze. Successivamente le accuse cadranno sul fidanzato Raniero Busco, vengono trovate tracce di saliva di Busco sugli indumenti della ragazza, corpetto, reggiseno e calzini. L’uomo verrà accusato di omicidio volontario, condannato a 24 anni, poi assolto in secondo grado in appello e in Cassazione nel 2014. Pietrino Vanacore nel 2010 si suicida, lasciando il giallo nel giallo. Dopo trent’anni rimangono tanti dubbi e dolori, non si saprà mai chi ha ucciso Simonetta Cesaroni. Rimane un delitto irrisolto.

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