27 marzo “Giornata mondiale del Teatro”

Dal 1962 si celebra, il 27 marzo di ogni anno, la “Giornata mondiale del Teatro” istituita dall’International Theatre Institute a sostegno delle arti di scena. Sul tema il prezioso contributo di Sergio Bini, in arte Bustric

Paris_Comedie-Francaise

La prima “Giornata mondiale del Teatro” si celebrò il 27 marzo 1962, su iniziativa di Jean Cocteau, dopo essere stata istituita nel 1961 a Vienna su proposta del drammaturgo finlandese Arvi Kivimaa, nel corso del IX Congresso mondiale dell’International Theatre Institute, organizzazione internazionale non governativa, avente sede a Parigi e Shanghai, fondata a Praga nel 1948 dall’UNESCO e da illustri personalità delle arti di scena.

Pur se la grave emergenza sanitaria internazionale provocata dal Coronavirus non ha consentito le consuete celebrazioni in Italia, in Europa e in molti paesi nel resto del mondo è giusto continuare ad essere propositivi, senza farci abbandonare mai dalla speranza verso giorni migliori, tenendo ben presente quanto il Teatro sia necessario a noi tutti in quanto luogo di pensiero, cultura e vita…

Ed è con questo spirito che pubblichiamo la bella e profonda riflessione sul tema di Sergio Bini, in arte Bustric, autore, regista, celebre attore teatrale, televisivo e cinematografico.

Bustric - Sergio Bini

Roma 27 Marzo – Giornata Mondiale del Teatro

L’illusione non è inganno, ma solida realtà!

Tutti quanti abbiamo immaginato almeno una volta nella vita di essere eroi, maghi, splendide principesse o intrepidi cavalieri, ma anche pompieri, astronauti, esploratori o esploratrici.

E lo siamo stati davvero nella nostra immaginazione.

Ci siamo illusi di essere altro da ciò che siamo anche solo per pochi istanti.

Questo giocato si chiama Teatro.

Borges lo definisce “una volontaria e consapevole sospensione dell’incredulità”, ci invita quindi a credere all’illusione. Peter Brook ci ricorda che teatro innanzi tutto è un luogo “accogliente e riparato”, ci suggerisce che l’illusione accade quando si è comodi e sicuri.

Jean Genet definisce il circo, che del teatro è una specialità:- “ Lente d’ingrandimento sulla meraviglia! ”

Non esiste una sola verità.

Per Stanislavskij l’attore doveva immedesimarsi nella parte e rivivere le emozioni pescando nella propria memoria emotiva.

Brecht diceva invece che l’attore doveva estraniarsi, non lasciarsi coinvolgere dalle emozioni ed essere sempre cosciente di essere un attore che recita un ruolo di finzione.

Il teatro ottocentesco era manierato e stereotipato, i suoi attori avevano però mestiere e conoscenza profonda della tecnica e dei trucchi per rapire l’attenzione del pubblico.

Tutti hanno ragione a loro modo, perché di certo c’è solo una cosa sicura; parlando di teatro niente è sicuro.

Non si sa.

L’arte mi disse una volta un pastore in Sicilia “E’ un mistero.”

Si studia, s’imparano mille e diverse tecniche, magia ed equilibri, timbri vocali, danza e scherma, si indossano costumi, maschere, ci si trucca con mille colori, ma al momento opportuno si deve fare il salto nel vuoto e montare in scena e spogliarsi di tutto.

Respirare, vivere ed essere.

Siete solo voi che, attraverso i mille ostacoli vi siete imposti, raggiungete o non raggiungete il cuore dello spettatore.

Il teatro è incontro vero.

Il pubblico può anche non capire, poco importa, deve però sentire e vivere con voi questo momento di libertà che nessun film, video, whatsapp o chat gli può dare.

Questo può accadere solo in teatro, è un incontro fragile, raro e prezioso.

Il pubblico vive con voi l’esperienza della libertà.

Della vostra libertà.

Tutto il resto è in più .

Non lasciamoci ingannare, l’illusione non è un trucco.

(Bustric)

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