Arte: Intervista a Marco Romano, pittore palermitano

La consapevolezza nella sua essenza di vita; la pittura di Marco Romano  si fa coscienza …e per ultimo, momento emozionale! Professore   e pittore palermitano, il maestro rilascia un’intervista per il Globus Magazine

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Con la sua arte iperrealista  che affascina  e implica un’attento esame, che messaggi vuole dare a chi ammira le sue opere?

Io faccio iperrealismo per lavoro. Normalmente preferisco l’astratto o l’informale. Non c’è un vero messaggio o l’intento di comunicare. Sono parti di me che emergono attraverso la pittura”.

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Qual’e’ per lei, gentile Marco, il significato di un’immagine dipinta?

Posso rispondere similmente alla prima domanda. Un’immagine dipinta è il riflesso di una mia condizione interiore, anche momentanea”.

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Cosa l’ha spinto ad intraprendere il suo percorso d’artista e poi di maestro che conduce i suoi allievi a destreggiarsi tra pennelli e colori?

“Ho sempre disegnato fin da piccolissimo, spinto dai mie genitori che non mi hanno fatto mai mancare colori tele e pennelli. Ho cominciato ad insegnare all’età di vent’anni spinto da quello che spinge molti ragazzi di quell’età… il desiderio di rendersi indipendenti economicamente. Poi col tempo è diventata una professione nonché una passione”.

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Cos’è per lei fare arte oggi ?

“Oggi? Quasi un suicidio se si resta in Italia. Mi ricorda un po’ i tonni che restano intrappolati nelle reti durante la mattanza. Fare arte oggi significa in gran parte non solo non avere di che sostentarsi a meno che non lo si viva come un hobby, ma diventare facilmente preda di chi ti illude con la promessa di visibilità”.

Quali sono le sue maggiori soddisfazioni artistiche  che resteranno sempre nella sua memoria?

“Mah, il mio successo è quotidiano quando un mio allievo riesce a fare da solo quello che gli insegno e se ne torna a casa contento. Altri successi non ne posso annoverare perché sono sempre stato schivo e ho sempre disertato eventi o mostre. Non ho mai cercato clienti o notorietà. Non dico che sia giusto così ma è così che è andata per me”.

Le  e’ mai capitato di restare sbalordito  dal lavoro su tela di un suo allievo?

“Oh certamente, mi è capitato, mi capita tutt’ora e spero continui a capitarmi. E’ la principale ragione per cui mi dedico completamente a questo lavoro”.

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