Pirandello in Argentina

“Viaggiatore senza bagaglio”, che vaga da un paese all’altro, che ha rotto tutti i ponti, senza fissa dimora, è Luigi Pirandello, nell’ultima stagione della sua esistenza. Un errare continuo, dettato dal desiderio di promuovere la sua opera teatrale, di realizzare “il grande affare cinematografico” e insieme da una perenne inquietudine. In questo errare continuo, l’Argentina occupa un posto non secondario.

Vincenzo Pirrotta (1)

Così infatti scrive: “Ho per l’America spagnola un amore sincero e antico. Mia figlia è sposata a un cileno e lei mi ha detto un gran bene della cultura argentina”. Risale al 1927 il suo primo viaggio in Argentina. Imbarcatosi a Genova il 25 maggio, a bordo del “Re Vittorio Emanuele”, con Marta e Cele Abba e tutta la compagnia del Teatro d’Arte, approda a Buenos Aires il 13 giugno. La tournée, le cui tappe furono, con Buenos Aires, Bahía Blanca, Rosario di Santa Fé, Cordoba, fu un successo soprattutto per il ‘personaggio’ Pirandello, grazie a interviste, conferenze, incontri.

Il secondo viaggio alla volta di Buenos Aires risale all’agosto del 1933, in compagnia stavolta dello scrittore Massimo Bontempelli, per la prima mondiale di Quando si è qualcuno, al “Teatro Odeón”. E fu un grande successo.

Un altro invito da Buenos Aires, in occasione del centenario della fondazione, Pirandello riceverà nel dicembre 1935 ma, alcuni mesi dopo, scriverà che il medico gli sconsiglia di intraprendere il viaggio per motivi di salute. Scomparirà di lì a poco, il 10 dicembre 1936.

L’entusiasmo per l’opera di Pirandello è ancora vivo in Argentina se nel 2012 Donatella Cannova, allora direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Cordoba, promuove un grande convegno su Luigi Pirandello e il figlio Stefano, relatori, con gli studiosi Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla, a cui si doveva la pubblicazione dell’opera omnia di Stefano, fino ad allora sconosciuto (firmava i suoi lavori con lo pseudonimo Stefano Landi), numerosi agrigentini e non solo.

Anche nella successiva tappa, che la vede direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Sydney e della Nuova Zelanda, Donatella Cannova prosegue la divulgazione dell’opera di Stefano Pirandello promuovendo, fra l’altro, la traduzione in inglese, con italiano a fronte, di Un padre ci vuole, sempre curata da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla, che affianca le tante traduzioni in diverse lingue della commedia dal titolo così significativo.

Ora direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires, Cannova nello scorso ottobre ha organizzato nella capitale argentina una maratona, “Kaos Pirandello”, di e con Vincenzo Pirrotta, insieme attore, regista, drammaturgo, nell’ambito del ciclo “Italia in scena” che ha trasformato, per tre giorni, le sale del “Teatro San Martín” nella casa natia dello scrittore in contrada Kaos ad Agrigento.

La manifestazione è stata corredata dalla Mostra “I Pirandello. La famiglia e l’epoca per immagini”, allestita dall’Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano e curata da Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla, unitamente al volume omonimo, riccamente illustrato, edito da La nave di Teseo.

FOTO DONATELLA CANNOVA

E infine, proprio in queste settimane, l’instancabile direttrice, a riprova che la letteratura può vincere il lockdown e ogni forma di isolamento e smentire insieme il poeta (“Può darsi che sia vera solo la lontananza” scrive Montale), sta promuovendo, con entusiasmo ed intelligenza, un ciclo di letture da “Novelle per un anno” di Pirandello.

Dieci novelle, una per settimana, accuratamente introdotte da Sarah Zappulla Muscarà e affidate alla magistrale interpretazione di Vincenzo Pirrotta, la cui teatralità è molto fisica, ma che, anche in streaming, riesce a dare sangue e corpo alla parola pirandelliana mediante la duttilità della voce e l’espressività del volto.

L’evento, presentato da Donatella Cannova e coordinato da Dora Pentimalli, ha luogo sulla piattaforma ZOOM e si può seguire in diretta ogni mercoledì alle 22, ora italiana, prenotandosi sul sito dell’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires o successivamente può essere visto su YouTube.

Mercoledì 13 maggio è stata la volta di Pensaci, Giacomino!, seguiranno La Patente, La verità, Ciaula scopre la luna, Il Tabernacolo, La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero, Caffè notturno. Un incontro interamente virtuale e virtuoso, per non arrenderci al distanziamento fisico e al silenzio dell’intelletto, che ci farà sentire tutti vicini in un unico abbraccio transcontinentale nel segno della bellezza, della conoscenza, della cultura.

 

 

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