UN GRANDE ALESSANDRO SIANI SI GODE LA FELICITA’ DEL SUO PUBBLICO

Il comico napoletano lo scorso venerdì al Metropolitan di Catania

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Che Alessandro Siani ami confrontarsi con il pubblico è fatto noto; da artista che predilige la via della comunicazione all’imperante realtà virtuale, il comico napoletano guarda negli occhi lo spettatore, anzi lo invita materialmente a confrontarsi con lui, stimolandone continuamente l’applauso sincero. Ormai anche regista e produttore cinematografico, lo scorso venerdì Siani ha presentato al Teatro Metropolitan di Catania il suo spettacolo dal titolo Felicità Tour, che segna il proprio grande ritorno sul palcoscenico teatrale, ambiente che gli è molto affine e caro. Tipicamente portato al monologo dal vivo, Siani riesce però a confrontarsi agevolmente con il suo pubblico, aprendosi e raccontando con semplicità e naturalezza gli ultimi anni, tutti caratterizzati dal grande successo di cui è accreditato.

Infatti, l’ouverture dello spettacolo è affidata al maestro e compositore Umberto Scipione che dal vivo ha suonato tutte le colonne sonore dei lavori cinematografici di Siani, tanto da attore che da regista, quali il famoso “Benvenuti al Sud”, passando per “Il principe abusivo” e “Si accettano miracoli”, per arrivare a “Mister felicità”, con le immagini a tutto schermo, che scorrono dietro, tratte dagli stessi successi. Come detto, non sono esclusivamente i monologhi a raccontare il dietro le quinte di queste pellicole; particolarmente coinvolgente, Alessandro interroga i presenti, scende dal palco, si avvicina e stringe mani, insomma non concede, simpaticamente, scampo ad alcuno, suscitando ilarità perpetua con grande carisma e semplicità nel parlare. Da grande comico qual è, Alessandro Siani ci diverte tutti soffermandosi sulle differenze tra nord e sud, tra ricchi e poveri, tra le imperanti mode del “food” e le divisioni tra salutisti e buongustai; e ancora, i frequenti atteggiamenti, le manie, le religioni, la mamma, insomma tutto ciò divide ogni comunità tra ottimisti e pessimisti, tra disperati di professione e sognatori disoccupati. Con l’unico obiettivo che, insieme, la felicità di tutti duri un po’ di più.

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