Denso successo per Francesco Renga al Teatro Metropolitan di Catania

Ieri, 27 novembre, il Teatro Metropolitan di Catania, è stato abbracciato da una voce che ha scaldato cuori dall’inizio alla fine, grazie alla voce magnetica di Francesco Renga con “L’altra metà tour”, dove racconta i sentimenti in modo completo proprio perché non c’è una parte che rimane nell’ombra. Al contrario ciò che di solito appare difficile da percepire in questo tour è posto in primo piano: l’altra metà della vita, della storia, della musica.

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Il concerto di Francesco Renga, al Teatro Metropolitan di Catania, inserito all’interno di un tour iniziato la scorsa primavera all’Arena di Verona e che terminerà a maggio 2020, con più di 50 date, alcune tappe in giro per l’Europa, non è semplicemente una lunga riproposizione di brani che hanno caratterizzato la sua fortunata carriera solista ma un vero e proprio viaggio personale portato nel contesto di un teatro, con il live che è il punto di approdo vero e tangibile della vita di un’artista.

La serata ha visto l’alternarsi dei pezzi estratti dall’ultimo album di inediti “L’altra metà”, e dei brani più famosi e amati appartenenti al suo repertorio.

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L’esibizione di Francesco Renga alterna momenti pop ad altri squisitamente rock, come nel lungo medley nella seconda metà del concerto, con alcune incursioni su generi non tipicamente tricolori come l’intro dal retrogusto southern che ha aperto Ci sarai o l’intermezzo reggae su Meravigliosa. Non mancano le ballad, dove la voce di Renga si mescola ad una sua base preregistrata per creare un’affascinante dinamica, o l’accoppiata Ancora di lei e Angelo, che svelano l’anima più intima dell’artista, parlando dell’amore per la madre, che quando venne a mancare gli fece cadere il mondo sotto i piedi. Un dolore esorcizzato con il brano Ancora di lei proprio in un momento nella vita nel quale sembrava aver riscoperto, grazie ad un’altra persona, questo amore totalizzante.

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Tanti pezzi e molti spunti di riflessione in un viaggio personale che si chiude, forse non a caso, con l’ultimo e il primo brano cantati al Festival Di Sanremo: ciò che deve fare un cantante nelle sue esibizioni viene riassunto alla perfezione nelle due ore scarse di concerto di Francesco Renga, musicista capace letteralmente di reinventarsi alla fine degli anni Novanta, riuscendo in un’impresa tentata da molti ma riuscita a pochi.

Francesco sul palco colpisce anche per la sua straordinaria presenza scenica e la naturalezza con cui procede spedito attraverso passaggi vocali e cambi di registro, che solo una voce come la sua può sostenere, e per emozionanti e altissimi momenti di spettacolo.

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Il palco si caratterizza per una scenografia semplice e un gioco di specchi che ben si sposa con un effetti visivi dettati da luci colorate e che hanno la funzione di focalizzare e fissare l’attenzione sulle note, sulle parole e sull’interpretazione del cantautore.

Il 51enne cantautore bresciano, è stato accompagnato dai musicisti Fulvio Arnoldi, alla chitarra acustica e alle tastiere, da Vincenzo Messina, al pianoforte e alle tastiere, da Stefano Brandoni e Heggy Vezzano, alle chitarre, da Phil Mer, alla batteria e da Gabriele Cannarozzo, al basso.

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Scaletta concerto

L’unica risposta
La tua bellezza
Nuova luce
L’altra metà
L’odore del caffè
Migliore
Vivendo adesso
Ancora di lei
Angelo
A un isolato da te
Ci sarai
Era una vita che ti stavo aspettando
Il bene
Meravigliosa

Medley: Dove il mondo, L’Impossibile, Cambio direzione, L’uomo senza età, Ferro e cartone, Faccia al muro (la nuda verità), Un’ora in più
L’amore altrove
Scriverò il tuo nome
Prima o poi
Il mio giorno più bello del mondo
Guardami amore
Aspetto che torni ballad
Raccontami

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