Teatro: giovedì 14 novembre debutta “Chi vive giace” diretto da Armando Pugliese

La black comedy scritta da Roberto Alajmo e diretta da Armando Pugliese
va in scena al Brancati di Catania da giovedì 14 novembre. Protagonisti
David Coco, Agostino Zumbo, Roberta Caronia, Stefania Blandeburgo, Claudio Zappalà

ph © rosellina garbo 2019

Una black comedy incentrata su un incidente automobilistico, che innesca una querelle familiare tipicamente siciliana, dai toni surreali e dall’esito imprevedibile. Il Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale di Catania presenta, nell’ambito della XII Stagione del Brancati, la pièce Chi vive giace scritta da Roberto Alajmo e diretta dal grande regista Armando Pugliese. Prodotto dal Teatro Biondo di Palermo, lo spettacolo debutta al Teatro Vitaliano Brancati giovedì 14 novembre alle ore 21 e sarà poi in scena fino a domenica 24 novembre (per poi riprendere dal 2 al 5 aprile). Protagonisti dell’intensa messinscena sono David Coco, Agostino Zumbo, Roberta Caronia, Stefania Blandeburgo, Claudio Zappalà. Le musiche sono di Nicola Piovani, le scene di Andrea Taddei e i costumi di Dora Argento.

L’amara vicenda si svolge in un contesto che sin dall’inizio ha i contorni allucinati di un certo realismo metafisico tipicamente siciliano. Una giovane donna perde la vita a causa della guida distratta di un ventenne. Non è colpa di nessuno, se non del caso, ma il marito della donna non se ne fa una ragione: non sa se perdonare o se vendicare, come le tante voci del quartiere popolare in cui vive gli suggeriscono. Dall’altra parte, il padre del ragazzo non sa come comportarsi, se assolvere in pieno il giovane col pretesto della fatalità o spingerlo a porgere le proprie scuse al vedovo.

E in questa atmosfera sono i fantasmi che bisogna interrogare. Ecco allora la moglie, mischina, e la defunta madre del ragazzo che dispensano consigli, ammoniscono, ragionano e determinano le sorti di questo dramma dei vivi e dei morti, nel quale un certo humour nero ha la funzione catartica di governare l’ordine delle cose, invertendo il senso del vecchio adagio: «Chi muore giace, chi vive si dà pace».

«Alla prima lettura del testo di Alajmo – afferma il regista Armando Pugliese – ciò che mi ha maggiormente colpito e affascinato è stata la forma espressiva, il linguaggio. Nel senso più ampio del termine. Tanto che mi è parso di leggere musica. Che si manifestasse in parole e costruzioni sintattiche articolate in accordi o intervalli, ritmi o allitterazioni, tutto concorreva a dare voce a personaggi che si incontrano sulla scena in un contesto metafisico ed irreale, che si parlano come nei sogni, quando non si saprebbe dire se le parole sono dette o solo pensate, interiormente o ad alta voce. Costruire insieme agli attori questa sinfonia siciliana doveva essere molto intrigante, e così è stato».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *