Gabriele Rametta vincitore della 2° categoria uomini a “The look of the Year”

Ancora una volta l’incanto del Teatro antico di Taormina emoziona i protagonisti, i premiati e gli spettatori della grande serata evento” The look of the year”

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Un grande finale quello del 15 Settembre, che ha visto sfilare sul palco del Teatro Antico grandi firme della moda Fursterberg, Sarli New Land, Yezael by Angelo Cruciani, Anton Giulio Grande, Sophia Nubes, Malo.

La serata è stata condotta dalla frizzante Jo Squillo, ormai regina della moda e delle nuove tendenze.

Scenografie mozzafiato, incorniciate dalla magia della luna hanno regalato emozioni uniche ai finalisti della serata, i cui vincitori sono per la categoria uomini: Alberto Fugetto., secondo Gabriele Rametta e per quella donne:  donne prima Ginevra Fatto. Titolo beauty ex aequo Anna rabbit Katia moretti. Premio personalità Gaya di Napoli. Premio style bianca ispas. Questa 31esima edizione di The Look of the year italia, darà la possibilità ai vincitori di vivere l’esperienza della fase internazionale a Malta dal 1al 9 dicembre.

L’artista Tariel Bisharian,ha realizzato e consegnato una targa all’assessore regionale al Turismo Manlio Messina sempre presente agli eventi che portano nel mondo l’eleganza e lo spirito di questa terra di antiche culture e tradizioni.

Ai microfoni di Globus Television l’intervista al secondo vincitore della categoria uomini.

 E’ la prima edizione a cui partecipi?

Questa è la prima edizione per me di “The Look of the year” ma studio recitazione all’Accademia d’Arte Del Dramma Antico a Siracusa.

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Che percorso personale hai fatto per entrare nel mondo dello spettacolo, e cosa rappresenta questo mondo per te?

Vorrei che lo spettacolo in tutte le sue forme-quindi il teatro, il cinema, la musica…la moda-sia il protagonista del mio prossimo futuro e ho riconosciuto in “The look the year” un trampolino di lancio, un’occasione per poter conoscere anche questo mondo, un mondo in cui si deve lavorare per riuscire in uno dei compiti più complessi: essere se stessi.

Quante speranze riponi in un concorso del genere, mettere in gioco la propria bellezza “sfidando” la bellezza del compagno non può essere un’arma a doppio taglio qualora non ci fosse la vittoria?

Accettarsi per essere capaci di dare al pubblico una propria visione di bellezza, accettarsi per essere capaci di analizzare l’essere umano in tutte le sue sfaccettature e poi nel caso specifico della moda disegnare e indossare opere d’arte e nel caso specifico del teatro raccontare delle storie incarnando qualcosa di più o meno lontano da proprio vissuto.

Cosa ti ha insegnato un’esperienza del genere?

Inoltre questa esperienza è stata bella per il sostegno che noi partecipanti ci siamo scambiati, per la goliardia che ci accompagnava durante ogni momento di pausa dal lavoro ma anche dalla capacità di tutto il gruppo di affrontare i ritmi del mondo dello spettacolo preservando le energie.

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Il palco del Teatro Antico di Taormina come passerella, quanto ti ha emozionato questa cornice mozzafiato?

Un percorso molto entusiasmante per arrivare ad esibirci in uno dei posti più mozzafiato della nostra regione, in un luogo sacro, costruito da uomini che volevano che l’arte, in tutta la sua stramba ma precisa imperfezione, diventasse parte integrante della vita di ogni cittadino del mondo; dal più giovane al più anziano, dal più povero al più ricco (oggi direi anche “dal più chiaro al più scuro”!) tutti lì per imparare, tutti lì per divertirsi rapiti dalla stessa catarsi… il Teatro Antico di Taormina. Mi mancava…dopo Siracusa e Segesta Taormina lo metto nella mia collezione di teatri di pietra il cui palcoscenico ho avuto l’onore di calpestare.

Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi a questo mondo?

Consiglio a chi vuole fare la pazzia di avvicinarsi a questo folle mondo…di farlo. e di respirarlo a pieni polmoni, affrontando le paure, il marcio che c’è in ogni contesto lavorativo e sentendosi belli e bravi per quello che si è…né più né meno…ma di studiare e studiarsi per esserlo sempre di più!!

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