RITORNA LA RASSEGNA “SERE D’ESTATE IN GIARDINO”

Dopo il debutto dello scorso 6 Agosto torna venerdì 23 Agosto (repliche il 24 e 25), alle ore 21.00, nel Giardino Pippo Fava, in via Caronda 82, a Catania, per la rassegna “Sere d’estate in giardino”, promossa da Fabbricateatro, la novità assoluta del drammaturgo catanese Sal Costa, “Il segreto di Audrey Hepburn”, regia di Elio Gimbo, con Sabrina Tellico, Cinzia Caminiti, Daniele Scalia e Babo Bepari, produzione Fabbricateatro.

I protagonisti in scena - Foto Dino Stornello
Scena di Bernardo Perrone, luci di Simone Raimondo, supporti tecnico-informatici Gianni Nicotra, assistenti alla regia Marilena Spartà e Nicoletta Nicotra, abiti di scena di Mario Alfino.  Lo spettacolo verrà replicato il 4, 5, 14 e 15 Settembre.
“Audrey Hepburn – spiega il regista Elio Gimbo – fu una meravigliosa attrice del cinema hollywodiano, ciò che la rese così luminosa nei suoi film era il buio da cui proveniva e che si portava dentro come un segreto, il segreto di una ragazzina olandese di buonissima famiglia che, nata sei mesi prima di Anna Frank a pochi chilometri di distanza, attraversò tutti gli orrori e le turpitudini dell’occupazione nazista e della guerra furiosa scatenata da Hitler. La Hepburn, nel dopoguerra e durante tutta la trionfale carriera d’attrice, rinunciò come molti a rievocare quel terribile passato che viene soltanto adesso ripercorso nel recente libro di Robert Matzen da cui lo spettacolo è liberamente tratto. Mettere in scena una Hepburn “svelata” ci consente di sostenere come un pilastro, la linea di ricerca di Fabbricateatro sugli effetti, passati e futuri, dei due cancri che insidiano l’umanità: il totalitarismo e il razzismo”.
“L’idea dello spettacolo è nata – aggiunge l’autore catanese Sal Costa- parlando di ebraismo con il regista Elio Gimbo. Venne fuori Anna Frank e poi arrivammo alla Hepburn. Elio Gimbo mi disse che la Hepburn era nata nello stesso anno ed a poca distanza da Anna Frank e che era in uscita una biografia che raccontava la Hepburn negli anni del secondo conflitto mondiale.
“Il segreto di Audrey Hepburn”, ovvero, cosa si nasconde dietro il più classico dei sorrisi da parata hollywoodiana. 
​1961: Audrey sta girando “Colazione da Tiffany”. Una intervista per Vogue innesca il dramma emozionale della sua esistenza. Il giornalista sarà cacciato, ma ha aperto il famigerato vaso di Pandora. Fluiscono ricordi, emozioni, materiale faticosamente rimosso. E su tutto la figura di una madre forte e ingombrante”.
Sabrina Tellico - Foto Dino Stornello
LA COMPAGNIA FABBRICATEATRO
Nasce nel 1992 con il principale scopo di rinnovare le pratiche del teatro contemporaneo catanese sull’onda del movimento siciliano antimafia, per volontà di Elena Fava, Giacinto Ferro, Elio Gimbo – che ne è ancora il regista e direttore artistico – Cinzia Finocchiaro, Cinzia Caminiti, Bruno Torrisi, Domenico Gennaro, Marco Marano, Giusi Gizzo. Nel corso dei primi 25 anni di esistenza è stata veicolo di innovazioni tecniche grazie anche a rapporti di intensa collaborazione con altre importanti realtà teatrali di gruppo: gli allestimenti attori e pupi condotti con la Marionettistica fratelli Napoli, la collaborazione con il Living Theatre di New York e con l’Odin Teatert di Eugenio Barba, in particolar modo con i referenti italiani, il Teatro Potlach di Fara in Sabina e il Teatro Ridotto di Bologna e i progetti di “correzione teatrale dello spazio urbano” come il teatro di paglia estivo, il Carro di Tespi e Shakespeare al Castello, i progetti di promozione e diffusione della cultura teatrale con la facoltà di Lettere quali TEATRIDEUROPA. Oggi i suoi componenti stabili sono Elio Gimbo, Daniele Scalia, Sabrina Tellico. Molti qualificati artisti catanesi sono stabilmente coinvolti nelle realizzazioni: la Marionettistica Fratelli Napoli, Cosimo Coltraro, Cinzia Caminiti, Gianni e Nicoletta Nicotra di Schizzi d’Arte, Antonio Caruso, Giuseppe Carbone e altri.
L’AUTORE SAL COSTA E’ nato e vive a Catania. Negli anni ’80, per un breve periodo, si trasferisce a Londra. Qui viene a contatto con gli ambienti rastafariani e ne sposa filosofia e pensiero. La lettura del Kebra Negast, libro sacro dei cristiani copti etiopi e degli stessi rastafariani, lo avvicina per la prima volta alle tematiche religiose. Tornato in Italia lavora e, quando può, gira il mondo scrivendo appunti di viaggio. La passione per gli scrittori della beat generation lo porta ad approfondire la conoscenza delle religioni orientali.​
Una scena- Foto Gianni Nicotra

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