74° anniversario del bombardamento di Hiroshima

74 anni fa si consumò una delle peggiori tragedie della storia: nel 1945, durante la seconda guerra mondiale, Hiroshima venne bombardata dagli Stati Uniti con un Boeing B-29.

file-13710-media-620x430

L’attacco nucleare del 6 agosto del 1945, avvenuto a Hiroshima, fu uno dei peggiori disastri, causato dall’Aeronautica Statunitense per favorire la resa del Giappone. Il fatto accadde una mattina, alle ore 8:15 e provocò circa 200.000 vittime, prevalentemente civili.

Un’ora prima del bombardamento, la rete radar giapponese lanciò un allarme immediato, rilevando l’avvicinamento di numerosi aerei americani diretti verso il sud  del Giappone. L’allarme venne reso noto anche su trasmissioni radio in diverse  città del Paese, e fra queste vi era anche Hiroshima. Un po’ prima delle 08:00, la stazione radar  rilevò un numero basso di velivoli, quindi l’allarme si ridimensionò ma non rientrò nel tutto. I tre velivoli americani erano i bombardieri Enola GayThe Great Artiste e l’aereo chiamato Necessary Evil, ovvero “male necessario” che aveva lo scopo di fotografare gli effetti dell’ordigno durante la catastrofe.

Il normale allarme aereo non venne azionato e alle 08:15 l’Enola Gay sganciò la bomba nel cuore della città di Hiroshima. Venne battezzata con il nome di “Little boy” (piccolo ragazzo), che si rivelò una potentissima arma di distruzione di massa. Essa venne realizzata in ossido di uranio, il proiettile raggiungeva il peso di 38,53 kg, con un bersaglio di 25,6 kg. In tutto la bomba raggiungeva il peso di 64,13 kg, con l’80% costituito da uranio arricchito. L’obiettivo dell’attacco, era cercare di non mancare la basi militari. La prima scelta fu la città di Kyoto, ma in seguito vennero scelte le città di Hiroshima e Nagasaki. L’ordigno esplose a 580 metri di altezza, con uno scoppio equivalente a 13 chilotoni, radendo al suolo circa il 90% degli edifici della città. Il tutto fu pianificato con cura e nei dettagli, infatti venne scelto proprio il 6 agosto, perché nei giorni precedenti vi erano nubi sulla città che impedivano di centrare il bersaglio. L’operatore di controllo della società radiotelevisiva giapponese, tentò di ristabilire un collegamento con la città di Hiroshima, una volta resosi conto che non c’era più segnale, ma ciò non fu possibile. Dopo un po’ giunsero notizie dell’esplosione avvenuta, che vennero poi diramate e rese note ovunque.

download

Un ufficiale del comando generale giapponese fu incaricato di volare quanto prima a Hiroshima, per rilevare i danni, per poi tornare a Tokyo con maggiori notizie dell’accaduto. Nei quartier generali si pensava che il fatto non fosse così grave e che si stesse solo amplificando  il problema. L’ufficiale  e il suo copilota dopo circa tre ore di volo, a 160 km da Hiroshima, videro una grande nuvola di fumo. L’aereo raggiunse presto la città e una volta arrivati, rimasero increduli, poiché vi era rimasta solo terra bruciata. Quando atterrarono si misero in contatto con la città di Tokyo e da lì iniziarono ad organizzarsi le operazioni di soccorso. Questo attacco portò conseguenze gravissime, come avvelenamenti da radiazioni e necrosi seguite da malattie e decessi, che colpirono tutte le persone sopravvissute all’esplosione iniziale. Da allora molte migliaia di persone, morirono per cause legate alle radiazioni: inclusi anche coloro che si trovavano in città al momento dell’esplosione o che furono successivamente esposti al fallout ed erano morti prima del censimento. Alcuni edifici di Hiroshima, costruiti in cemento armato, non crollarono perché furono costruiti per evitare i crolli da terremoto.

Il simbolo della città di Hiroshima, è la sala promozionale dell’industria della prefettura conosciuta come “Genbaku” o “Cupola della bomba-A“, progettata e realizzata dall’architetto ceco Jan Letzel, che si trovava a pochi metri da ground zero, le cui  rovine furono chiamate Memoriale della pace di Hiroshima (Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO dal 1996, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti e della Cina). La struttura non venne rasa al suolo del tutto, infatti oggi è possibile visitarla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *