Il 3 e 4 agosto alle Orestiadi la 2^ edizione del Premio teatrale #cittàlaboratorio

Il 3 e il 4 agosto sarà la volta dell’ premio teatrale #cittàlaboratorio rivolto ad artisti siciliani under 35, giunto alla seconda edizione ed organizzato in collaborazione con il Teatro Biondo di Palermo, l’Associazione Scena Aperta e la Presidenza del Consiglio comunale di Palermo

Visionarie - CREDITS Fausto BRigantino

Il 3 e il 4 agosto sarà la volta dell’ premio teatrale #cittàlaboratorio rivolto ad artisti siciliani under 35, giunto alla seconda edizione ed organizzato in collaborazione con il Teatro Biondo di Palermo, l’Associazione Scena Aperta e la Presidenza del Consiglio comunale di Palermo: un week end dedicato all’universo delle donne, alle loro sfide quotidiane tra rinunce e sacrifici, tra la ricerca di indipendenza e la determinazione delle proprie ambizioni ne “Le Sorelle N.” (premio #cittàlaboratorio 2019di Riccardo Rizzo e alle storie surreali e universi avveniristici, tra sguardi e riflessioni che racchiudono tematiche come identità sessuale e potere declinato in chiave femminista in “Visionarie” (menzione speciale #cittàlaboratorio2019) di Costanza Minafra.

Sorelle N

Sabato 3 agosto (21,15 – Baglio di Stefano) andrà in scena la Prima Nazionale de “Le Sorelle N” (Produzione Fondazione Trigona con il Patrocinio della fondazione INDA) scritto e diretta daRiccardo Rizzo con Maria Chiara Pellitteri, Noemi Scaffidi, Miriam Aurora Scala, Silvia Trigona“Ci ostacolano da dodici anni, da quando è morto nostro padre e non riusciamo più a lavorare”. Quattro donne dal 2006 ricevono atti intimidatori nella loro azienda, rimanendo incastrate nella loro solitudine; la loro è una sfida quotidiana, una vita agricola legata a ritmi ancestrali, piena di rinunce e sacrifici. In una società in cui il patriarcato è ancora troppo prepotente, queste donne cercano ogni giorno di affermare la propria indipendenza e hanno capito che essere donna in alcuni contesti può ancora portare ad una limitazione delle possibilità di scelta, ad un’impotenza nel voler determinare le proprie volontà e ambizioni. Qualcuno pensava di trovare una preda facile in queste donne ma così non è stato. Vedevano quattro donne, “quattru fimmini” sole e indifese. Quattro donne portatrici di una complessità umana che prescinde dalle vicende e dalla storia. Ricordi d’infanzia e sentimenti umani si scagliano in uno scenario di lotta e resistenza. Sono intrappolate dalle loro stesse azioni, dovendo rinunciare sempre più ad una vita semplice e priva di rischi.  È la storia di un’assenza, di un vuoto. Nel presente di queste donne la vita è agonia e naufragio. I desideri più intesi si trasformano in atti di volontà e i gesti forti non corrispondono alla veemenza dei desideri. L’ampiezza smodata dei sogni stride con il torpore che li atrofizza. I personaggi vogliono un futuro migliore, come avviene nell’eterna invocazione alle scritture teatrali novecentesche, nella perenne promessa di una società migliore che si scontra continuamente con la dura realtà.

Visionarie - CREDITS Michele Tiberio

Domenica 4 agosto (21,15 – Baglio di Stefano): in scena la Prima Nazionale di VISIONARIE” di Costanza Minafra con l’autrice stessa affiancata da Giulia Pino. Il progetto nasce da una riflessione sul racconto di fantascienza e su come esso possa divenire materiale di lavoro per una messa in scena. Le protagoniste hanno deciso di indagare l’antologia “Le visionarie” (a cura di Ann e Jeff Vandermeer e edito da NERO), i cui 29 racconti sono scritti unicamente da donne. Il racconto fantastico viene declinato in chiave femminista, e porta l’immaginario delle attrici ad aprirsi a storie surreali e universi avveniristici, rivolgendo uno sguardo innovativo a riflessioni che racchiudono tematiche quali identità sessuale e potere. “La possibilità di un alternativa alla realtà che viviamo, il concetto di multiverso in quanto pluralità di mondi coesistenti al nostro e fuori dal nostro spaziotempo, non sono condizioni che appartengono oltre che al racconto di fantascienza anche al teatro stesso?” Attraverso la selezione di alcuni racconti, durante lo spettacolo, vivremo realtà e vite apparentemente lontane dalla nostra quotidianità che, invece, contengono concetti universali che appartengono all’animo umano. Due donne, quasi come in un sogno, compiranno un viaggio all’interno di altre vite, le vite delle protagoniste dei racconti. Questo viaggio alla scoperta di nuovi mondi, che le porterà necessariamente ad allontanarsi dalla loro realtà, le condurrà ad una ricerca della propria identità, a guardare con occhi diversi se stesse e forse il mondo dal quale sono partite. Visionarie in quanto capaci di entrare a contatto con queste storie, diventando esse stesse multiversi e, allo stesso tempo, “visioni” in senso onirico, come condizione sospesa dei personaggi e del teatro come luogo per indagare gli spazi di intersezione tra le infinite possibilità dei mondi che esso ci offre e le infinite possibilità dei nostri corpi, e della nostra identità di svelarsi, riscoprirsi ma soprattutto di incontrarsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *