38^ edizione delle Orestiadi: in scena “Una notte sbagliata”

Secondo week end di spettacoli della 38^ edizione del Festival Internazionale delle Orestiadi: venerdì 12 luglio (ore 21.15) andrà in scena “Una notte sbagliata”, il nuovo spettacolo di Marco Baliani.

Marco Baliani - Una Notte Sbagliata - CREDIT Marco Parollo2

Sabato 13 luglio (ore 21.15) “ritorna” il “Mistero buffo”, testo culto del teatro italiano, a cinquant’anni dalla prima edizione che Dario Fo portò in scena proprio nelle baracche di Gibellina dopo il terremoto, in una nuova edizione interpretata e diretta da Ugo Dighero. Prima dello spettacolo, alle 19.00, appuntamento con “Dalla vita alla letteratura”, incontro con Silvana Grasso e Isabella Bossi Fedrigotti.

 

Venerdì 12 luglio, alle ore 21,15: “Una notte sbagliata” è il nuovo spettacolo di Marco Baliani, teatro di post-narrazione dove “il linguaggio orale perde il suo andamento lineare, si frantuma, produce loop verbali in cui il tempo oscilla. Oggi, il teatro deve affrontare una nuova sfida che tenga conto delle nuove percezioni con cui viene veicolata la realtà, forme comunicative con cui il teatro deve misurarsi scompaginandone gli statuti. E questo non può che avvenire attraverso visioni performative, non lineari, dove il dramma viene spezzato da incursioni continue, dove l’oralità dispersiva della voce prevalga sulla linearità della scrittura scenica”.

 

Baliani racconta la storia di Tano, personaggio fragile e disturbato, pestato da tre agenti senza alcun motivo, una storia di “ordinaria” follia e violenza sui deboli e di segnali di allarme, più o meno piccoli, che vengono trascurati: “Presi come siamo dall’immanenza del reale, quei piccoli, minuscoli segnali di allarme vengono trascurati. Eppure, quella notte, notte che solo dopo che tutto è avvenuto, chiameremo notte sbagliata, Tano, l’uomo della nostra storia, aveva avvertito qualcosa. Sul punto di uscire di casa, qualcosa come un brivido lo aveva attraversato, il passo si era fatto incerto, aveva esitato, ma poi il cane lo aveva guardato in quel modo così umano, piegando la testa di lato, con quel guaito debole che era una precisa richiesta, e lui allora, non aveva potuto rifiutare, era uscito. Li tra i casermoni scuri, slabbrati dal tempo della periferia dove la storia accade, è più facile che le Assurdità del mondo si diano convegno e agiscano. In quei luoghi alberga l’impotenza, la frustrazione di chi è costretto a immaginare mondi che non possiederà mai”.

 

“Una storia raccontata attraverso flussi di parole che prendono strade divaricanti mentre cercano disperatamente di circoscrivere l’accadimento di quella “notte sbagliata”prosegue Baliani. Quella manciata di minuti, che tanto durerebbe nel Reale il puro accadere dell’evento, si amplifica e diviene big bang di quell’universo di periferia, si espande nelle teste dei partecipanti all’evento, compreso il cane, risucchiando come un buco nero anche chi non è lì su quel pratone d’erba polverosa, ma vicino ai cuori e alle coscienze di chi sta agendo. Un turbine linguistico sostenuto da un corpo che agisce l’evento in maniera performativa, un corpo che si metamorfizza a mano a mano che l’azione prosegue, con gesti che richiamano le esperienze della body art degli anni settanta, marchiando il corpo come fosse la tela dove l’Assurdo si mostra pienamente, al di là perfino delle parole.

 Marco Baliani - Una Notte Sbagliata - CREDIT Marco Parollo3

Sabato 13 luglio alle ore 21,15, Ugo Dighero rivisiterà due celebri monologhi di Dario Fo, “Il primo miracolo di Gesù Bambino” e “La parpàja topola”, due popolarissimi racconti creati dalla vulcanica fantasia del premio Nobel per la letteratura Dario Fo. Appartengono a quel meraviglioso contenitore denominato “Mistero buffo” la cui ricorrente caratteristica più evidente è la scelta del linguaggio.

Dario Fo, riprendendo la tradizione dei comici dell’arte costretti dalla “Controriforma” a inventare un simil-francese, un quasi-spagnolo, un semi tedesco, per recitare nei paesi europei durante la loro fuga dall’Italia, propone il suo gramelot personale, mescolando dialetti nordici, parole arcaiche e suoni onomatopeici. Il linguaggio così inventato possiede una capacità comunicativa impressionate che riesce a toccare direttamente l’anima degli spettatori utilizzando l’ironia e l’iperbole come strumenti preferiti. “Il primo miracolo di Gesù bambino” è tratto da uno dei vangeli apocrifi e ci descrive un Sacra Famiglia di un’umanità inconsueta e toccante.

“La parpaja topola”, tratta da un fablieux medioevale francese, propone, come accade nel film Forrest Gump, una efficacissima metafora sull’idiota. Giavanpetro, giovane capraio, riuscirà, con la sua semplicità, la sua tenerezza e la mente priva di malizie, a conquistare la ragazza più bella del paese nonostante le trappole che il mondo cinico pone sul suo cammino. Ugo Dighero propone una sua personale versione dando vita ad una vertiginosa galoppata teatrale in cui il moderno giullare deve riuscire ad interpretare tutti i personaggi delle vicende, visualizzare le ambientazioni e far percepire allo spettatore gli odori e le sonorità dei luoghi del racconto.

Sabato 13 luglio, alle ore 19.00 nella terrazza del Baglio di Stefano: “Alla Vita Alla Letteratura”. incontro con Silvana Grasso, scrittrice di successo internazionale, le sue opere di Narrativa e Teatro sono state tradotte e rappresentate in tutto il mondo, amatissima dal pubblico, una vita da raccontare. Sarà la storica giornalista del Corriere Della Sera Isabella Bossi Fedrigotti, scrittrice, Premio Campiello 2019 alla carriera, a condurre una magica, poetica, surreale intervista in cui la Grasso, poliedrica artista, reciterà se stessa.

Ugo Dighero Mistero buffo 1

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