Giancarlo Rubino, grande artista palermitano

Artista completo e raffinato; opere dei monumenti di Palermo anche in scala, perfette nei dettagli.

romantic gothic

Palermo e le sue opere le sue strutture del passato i suoi monumenti sono fonte inesauribile per la sua arte. 

Che monumenti in scala ha realizzato fino ad adesso?

“Palermo è una città che presenta una grande quantità di opere e monumenti importanti dal punto di vista storico-artistico e che continua ancora ad ispirare pittori e poeti, su Palermo ho ancora tanto da realizzare, ho in progetto in futuro una mia mostra personale tutta sui monumenti palermitani. Fino ad ora ho realizzato solo due opere in scala relative a Palermo, il teatro Massimo e la chiesa di San Cataldo. In passato ho comunque riprodotto diversi monumenti del mondo come la Tour Eiffel e la Mole Antonelliana di Torino”.

Quali scuole ha fatto (se non e’ autodidatta?)

“Sono diplomato al liceo artistico, ma l’amore per l’arte l’ho avuta sin da piccolo, quando anziché uscire a giocare a calcio con gli amici  restavo a casa a disegnare. Il mio primo quadro appunto risale alla tenera età di 4 anni, credo proprio che sia un dono divino, ringrazio sempre Dio per questo”.

A quali maestri si ispira o quali pittori ammira?

“Amo tantissimo l’arte ed il pensiero di Jack Levitz artista degli anni 30 con gusto spacciato per l’ironia e la provocazione su tela, testimone attraverso i suoi dipinti dell’epoca d’oro del Burlesque”.

Qual è per lei maestro il significato di un’immagine dipinta (se deve comunicare, se deve insegnare, se deve solo ristorare lo sguardo con la sua bellezza…) ?

“Per me il quadro deve trasmettere le emozioni e i turbamenti dell’anima dell’artista. Sono un amante della bellezza e chi osserva un mio quadro deve rimanere stupefatto dalla bellezza di ogni particolare, di ogni suo tratto, cercando di ricreare delle immagini apparentemente in movimento come se stessero interagendo con chi le osserva”.

Quale tecnica usa?

“Adoro la pittura acrilica ma anche ad olio, mentre per i ritratti utilizzo spesso le matite di grafite”.

Dove e quali sono gli orari che preferisce dipingere?

“Ho una stanza a casa che utilizzo come studio. Le ore notturne sono quelle che utilizzo maggiormente, mi immergo nel silenzio della notte, sperando che la luna e le stelle mi ispirino”.

Quali sono i suoi soggetti preferiti e perché?

“Nei miei quadri metto in rilevanza la figura femminile perché credo sia il cerchio completo della creazione”.

Lei in quanto artista dà più importanza alla forma o al contenuto?

“Come nell’arte è anche nella vita, do più importanza al contenuto, meglio essere che apparire, perché appunto chi sa di essere non ha bisogno di apparire”.

Come è cambiata la sua pittura dagli invizi ad oggi?

“Sono sempre in continua evoluzione e lo sarò per il resto della mia vita, non mi sentirò mai arrivato ma sempre in uno stato di continuo apprendimento, nel corso degli anni ho modificato molto il mio stile, passando da uno stile più fumettistico ad uno stile più profondo rievocante la pittura tedesca dell’ultimo scorcio dell’800. La mia è una continua ricerca della perfezione o al raggiungimento di qualcosa di simile”.

Curiosità come ha mai dipinto un quadro per una persona famosa, vorrebbe avere un committente famoso, magari per un ritratto (se fa un genere figurativo)…

“Fin ora ho dipinto per persone comuni, non ho avuto ancora l’onore di lavorare per un personaggio famoso,  se succederà in futuro ben venga, ma la mia arte rimane sempre per tutti”.

Aneddoti (una lite per accaparrarsi un suo dipinto, una persona a cui ha fatto il ritratto che si è lamentata del risultato…).

“Tempo fa una persona si lamentò di un ritratto che feci per  la propria nipote, dicendo che la propria nipote era molto più brutta!”.

tour eiffel

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