La HJO jazz orchestra al Sangiorgi di Catania

Pur nelle difficoltà dovute alla gestione, l’orchestra di Ramaci nell’ambito della rassegna della Camerata Polifonica Siciliana, ha riscosso ampio successo.

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Il caldo di una estate anomala e anticipata, unito ai disagi che diremo, non ha fermato l’affezionato pubblico della HJO Jazz Orchestra, diretta con la consueta vèrve da Benvenuto Ramaci, per lo spettacolo “Cartoon and movie in swing- lo swing nelle colonne sonore e nei cartoni animati“, svoltosi venerdì 14 giugno al teatro Sangiorgi di Catania. Si era predisposti ad una rilettura attraverso le note brillanti della orchestra jazzistica, la quale è conosciuta e seguita nella nostra isola nonché vincitrice di diversi riconoscimenti (uno nel 2012 del Rotary international) dei più celebri cartoni animati della storia: invece, come nelle delusioni che si rispettino, v’ha sempre la sorpresa inaspettata: niente schermo su cui far scorrere le immagini che dovevano essere “commentate” dall’orchestra. Il buon Ramaci più che “motivi tecnici”non può dire. Evidentemente ciò si spiega con la disastrosa situazione del teatro Bellini (proprietario degli ex esercizi Sangiorgi): il direttore d’orchestra però si arrangia egregiamente da abituato mestierante dell’Arte, coinvolgendo il già dimezzato uditorio nelle note intense che, unitamente alla Camerata Polifonica Siciliana per la rassegna “un palcoscenico per la città”, hanno permesso di allestire l’evento. Serata che doveva essere più ricca appunto perché la mancanza delle immagini scèrpa gran parte della già scarna immaginazone dei presenti: e però la HJO Orchestra ha fatto di tutto per far dimenticare quel che non è incidente, bensì problema strutturale della gestione del Bellini-Sangiorgi (qui non ha luogo di soffermarvisi), attraverso le presentazioni di ogni brano famoso, dal motivo della Pantera Rosa a quello dei Simpson, dei Flinstones, di Paperino, di Batman ecc.
Un concerto che ha avuto il continuum nelle colonne sonore di alcuni film celebri, dalla saga di James Bond a quella di Spiderman: così l’esperto Ramaci ha guidato gli orchestrali, in gran parte fiati, verso la gestione sicura del proprio repertorio che non può che riscuotere successo in un pubblico specializzato e motivato dalla fama del gruppo. Pubblico il quale ha pure stoicamente sopportato il caldo dato che, sempre pei predetti motivi, la gestione del teatro non ha neanche acceso l’aria condizionata… il che fa capire a che livelli parossistici si è giunti. Tuttavia, ha salvato la coinvolgente qualita della HJO Orchestra jazz: genere particolare, non amato da tutti, un tempo facente parte della “arte marginale” o peggio, per poi assurgere, grazie a veri personaggi come Duke Ellington e Louis Armstrong (senza dimenticare gli italiani Romano Mussolini e Lino Patruno) a rilevanza mondiale, pur serbando le proprie peculiarità. Nella città di Catania vi è un interesse più che decennale per il jazz e in questo filone l’orchestra HJO si è saputa creare il proprio spazio, anche se non sempre -come in questo caso- le previsioni riescono appieno.
Quando e se la situazione del Bellini-Sangiorgi muterà, sarà altra musica, letteralmente. Per adesso, chi ivi si esibisce, deve accettarne le enormi carenze strutturali. Anche se è comunque andata bene all’evento dell’orchestra di Benvenuto Ramaci, che si è saputo gestire pur nelle evidenti difficoltà.
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