Presentazione del libro “La maledizione terrena e la magia dei sogni” della scrittrice Anna Arena

Il volume  è stato presentato, in anteprima, al Salone internazionale del libro di Torino, ed inoltre è stato oggetto a Catania,  di un partecipato incontro del “Maggio dei Libri”

Copertina

Anna Arena, una signora catanese dotata di fervida fantasia, tanto da non limitarsi a raccontarla ma, di adoperarsi a scrivere una fiaba per dedicarla al suo piccolo nipotino Alessandro.

Il volume, nato per gioco, è stato presentato, in anteprima, al Salone internazionale del libro di Torino, ed inoltre è stato oggetto a Catania, sua città natale, di un partecipato incontro del “Maggio dei Libri” nella sede di Palazzo Platamone, il Palazzo della Cultura della città.

L’Autrice è alla sua prima opera, dichiara fin da subito che il suo intento, senza indugi alcuno, che questo lavoro nasce dal suo istinto di nonna, e dal desiderio di trasmettere dei valori di vita lasciare  al suo amato nipotino Alessandro, qualcosa che possa parlarle di lei e con cui lei possa parlargli sempre. Sembra avere gettato le basi per il suo prossimo racconto :

“… C’era una volta, una nonna che amava tanto, ma così tanto il suo nipotino che al di là dell’orizzonte, da un paese una fantastico riusciva  ad intraprendere un viaggio nel meraviglioso mondo della fantasia del bambino ogni volta che lui la chiamava…”.

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Si può dire che il titolo della fiaba “La maledizione terrena e la magia dei sogni”, nasce da una profonda verità: l’amore vince  tutto. Come è noto da sempre, la fiaba, parla il linguaggio delle nostre emozioni profonde, rappresenta una delle chiavi primordiali per aprire le porte del nostro mondo interiore: come in essa si raccontano le nostre paure, rivela le nostre fragilità, ma principalmente scioglie i nodi profondi dell’anima, indicandoci, la via per la serenità. L’intento dell’autrice è quello di trasmettere i sani principi, i valori universali al nipotino anche quando non ne sarà più in grado.

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Così il racconto di Anna “La maledizione terrena e la magia dei sogni”, non è altro che un delicato invito a lasciarsi accompagnare in un viaggio attraverso un meraviglioso mondo fantastico.

Questo racconto sboccia perché tra Anna e Alessandro possa costituirsi un luogo, tra il sonno e la veglia, dove loro potranno incontrarsi ed il loro dialogare sia interminabile.

La storia raccontata da Anna si presenta ricca degli elementi che rendono accattivanti e belle le fiabe, ricca di spunti interessanti e di bellissime illustrazioni. Sin da subito, appare  la valenza trasversale e profonda del racconto che Anna Arena ha voluto donare in primis al nipote, a se stessa e, di conseguenza, a tutti noi.

Non a caso la storia si svolge nel paese di Tuttoèqui, in una terra fantastica e moderna al tempo stesso, dove ogni cosa è possibile, persino che al reame medioevale si affianchi una scuola di ballo e, che i colori cedano il passo al grigiore per poi ritornare a splendere…

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La magia si manifesta attraverso i suoi personaggi: Currell rievoca un’idea di giovinezza, di splendore, di bellezza. Ara, invece, innamorata, buona e generosa, rappresenta la dolcezza, la femminilità, la purezza, l’innocenza, la bellezza. Per i due innamorati affrontare la strega e far trionfare il loro amore significherà, allora, affrontare anche la propria ombra, sfidando i limiti dell’Io e allargando la coscienza verso le profondità più nascoste ove si celano i più grandi tesori.  Currell e Ara, il principe e la principessa, insieme, simboleggiano un’energia giovane, fresca, piena di aspettative, di speranze e carica di promesse: come coppia essi sono portatori di un principio vitale, rappresentano la vita ed agiscono con la forza e la positività tipiche di ogni inizio. I protagonisti, quindi, non sono solo rappresentazione della ricerca di un amore ideale, ma anche degli aspetti psicologici del mondo maschile e femminile in evoluzione verso una dimensione più nobile, di crescita completa affettività.

Ma chi è la strega cattiva? C’è e si chiama Edda, in lei echeggiano i tratti della strega e, in quanto tale, ella rappresenta una figura in cui si mescolano significati ambivalenti: in questa compresenza di opposti, così come nel mescolarsi del bianco e del nero consiste il suo potere.

Per i due innamorati affrontare la strega e far trionfare il loro amore significherà, allora, affrontare anche la propria ombra, sfidando i limiti dell’Io e allargando la coscienza verso le profondità più nascoste ove si celano i più grandi tesori.

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