Una nuova Area di alto isolamento per il rischio infettivo al “Cannizzaro” di Catania

Azienda ospedaliera “Cannizzaro”: punto di partenza delle rete infettivologica di alto isolamento della Sicilia Orientale

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Una nuova Area di alto isolamento per il rischio infettivo, unica nel Sud Italia, è stata realizzata dall’Azienda ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro”, diretta dal Primario del reparto Carmelo Iacobello che per tre anni ha lottato con tenacia ad aprire una struttura unica nel Sud Italia, con trattamenti mirati e risorse umane specializzate.

La struttura di avanguardia con accesso diretto, a cui afferisce l’Unità Operativa Semplice di Antimicrobial Stewardship dal 2018, sotto la responsabilità del dott. Giuseppe Liberti, mission il corretto utilizzo degli antibiotici, permette che i pazienti non transitino più necessariamente dal Pronto Soccorso e garantisce la sicurezza del paziente, degli altri utenti, ma anche degli operatori.

Il nuovo padiglione è dotato di 11 posti letto e risponde alle ultime innovazioni in tema di edilizia ospedaliera, garantendo ad una utenza sempre più eterogenea e proveniente dai Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo il trattamento più moderno in tema di malattie contagiose ad alta diffusibilità.IMG-20190519-WA0009

Uno dei posti letto ha un livello di isolamento davvero elevato ed è destinato a casi potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. La struttura accoglierà pazienti provenienti da tutta la Sicilia e il Sud Italia e dispone di stanze accessibili con chiavi elettroniche per evitare agli operatori di toccare le maniglie favorendo la diffusione delle malattie, videocamere per il monitoraggio a distanza del paziente, porta a scorrimento con cellule fotoelettriche, stanze dotate di sistema di decontaminazione a step differenziati.Importante notare, spiega Iacobello, che l’accesso del paziente, può avvenire dall’esterno, direttamente dall’ambulanza, evitando il transito in altre aree di degenza o in altre strutture nosocomiali.

I lavori sono iniziati circa due anni fa, sotto la direzione dell’ex DG Angelo Pellicanò ed allora direttore sanitario Giuffrida, attualmente Direttore Generale.

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In questi giorni è stata inaugurata e presentato il reparto con il taglio del nastro alla presenza di numerose autorità: Presidente della Regione Nello Musumeci, il sindaco di Catania Salvo Pogliese, l’assessore regionale alla salute Ruggero Razza, il presidente dell’Ordine dei medici Diego Piazza, l’assessore comunale Giuseppe Arcidiacono, il delegato del Rettore dell’università prof. Antonio Biondi Ordinario di chirurgia generale al Policlinico. L’incontro è stato coordinato dal dott. Giuseppe Liberti.

Un centro di alto livello unico in Sicilia e nel Meridione, per la cura delle malattie infettive che è stata la risposta del Governo Regionale guidato da Nello Musumeci alle ultime emergenze infettivo logiche (morbillo, epatite A, tubercolosi polmonare e varicella) che si sono registrate a Catania e il Sicilia.Congratulazioni e complimenti sono arrivati al primario del reparto dott. Carmelo Iacobello e al direttore Giuffrida da parte di tutti gli intervenuti e dal Presidente della Regione Musumeci, che sottolinea “il nuovo ruolo della Sicilia di avamposto europeo nel Mediterraneo, giustifica ampiamente una struttura così altamente specializzata, un vanto per tutto il Mezzogiorno d’Italia che qualifica la sanità siciliana e recupera tanto arretrato anche in termini di edilizia sanitaria”.

“Ho realizzato un sogno: creare una struttura di altissimo livello nel Sud, afferma il dott. Iacobello nel suo emozionante discorso di apertura, grazie alla sensibilità del Presidente della Regione Musumeci e all’assessore alla Salute Ruggero Razza”.

Continua “Queste aree di alto isolamento saranno estese al più presto ad altre strutture sanitarie in cui insistono altri reparti di malattie infettive, con lo scopo di creare un’unica rete infettivologica dedicata a patologie altamente diffusive, nell’ambito di una razionalizzazione e riorganizzazione della rete ospedaliera”. Iacobello, sostiene “una struttura indispensabile, per metterci nella condizione di gestire pazienti con un elevato profilo di contagiosità e malattie infettive che potrebbero risentire di un auspicabile efficace programma di vaccinazioni”.

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Quando il soggetto, arriverà al pronto soccorso con patologia infettiva i medici, esaminato il caso e sospettato che si tratti di malattia infettiva altamente contagiosa, faranno la segnalazione al nostro reparto e noi immediatamente lo ricovereremo in isolamento evitando che il malato continui a stare a contatto con gli altri pazienti del pronto soccorso”.

Il Dott. Giuffrida commenta “dobbiamo fronteggiare eventuali patologie che provengono da quell’area dell’Africa. Per questo il reparto si avvale anche di alti percorsi gestionali, per mettere sotto tutela non solo i pazienti, ma anche il personale che vi lavora”.

Musumeci “Abbiamo ancora tanto da fare sia nella Sicilia Orientale che in quella Occidentale, conclude. Siamo interessati al completamento del nuovo San Marco e alla riutilizzazione delle aree del Vittorio Emanuele per finalità culturali. A giorni incontreremo il sindaco di Siracusa per definire la collocazione del nuovo ospedale siracusano. Abbiamo anche accelerato e ottenuto il trasferimento del nuovo ospedale di Ragusa e stiamo lavorando per il nuovo edificio ospedaliero del “Cervello” di Palermo e l’attenzione è massima anche nelle strutture cosiddette minori.

Sulla destinazione del vecchio OVE abbiamo sentito l’Università, il sindaco di Catania e presto sentiremo i vari comitati di quartiere che si sono costituiti. Comunque pensiamo che il polo museale sia un volano di crescita e sviluppo. Peraltro lì non c’è nulla da inventare, c’è il giardino dei Benedettini, la facoltà accanto e la Biblioteca Ursino Recupero. Realizzare un polo museale nei vecchi edifici del “Vittorio” sembra una scelta ragionevole. Intanto nei prossimi mesi vi trasferiremo alcuni uffici regionali in attesa che si avviino i lavori di adeguamento delle strutture al polo museale”.

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