Tony Cairoli: i motori nel cuore, la Sicilia nel sangue

La storia del ragazzo messinese che con le sue due ruote ha conquistato più e più volte tutto il mondo realizzando anche il sogno del padre

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Come in un film del regista Giuseppe Tornatore, la nostra storia comincia in una Sicilia apparentemente lontana, diversa e affascinante. Più precisamente tra le strade di Patti, in provincia di Messina, dove un giovane di nome Benedetto Cairoli sfreccia a bordo della sua Lambretta sfidando gli amici tra le vie di quel piccolo centro abitato arroccato sulla collina intorno alla Cattedrale del paese. Benedetto sembrava essere nato per le corse, era pressapoco imbattibile, a tal punto che arrivò la proposta di gareggiare da professionista.

A fermare tutto fu però il padre, Antonio, che gli vietò di correre ponendo così fine a quello che, più che un sogno, sembrava un destino già scritto. Ma in fondo si sa, quel destino che a volte gli uomini credono di poter controllare trova sempre una via per compiersi. Qualche anno dopo Benedetto trasmette così la passione per le due ruote al suo primogenito che, da buon siciliano, porta ovviamente il nome del nonno Antonio.

A quattro anni il bambino rimaneva a girare per ore su una italjet 50 da minicross nella piccola pista davanti casa. A sette le prime gare regionali e i primi titoli. Quel bambino sembrava avere le due ruote nel DNA (o nel destino) e, considerata la storia del padre, ciò non stupisce più di tanto. Questo è l’inizio di un’altra storia, che non tutti conoscono, ma che ha per protagonista uno dei più grandi sportivi siciliani e italiani di tutti i tempi: Tony Cairoli. Il poco richiamo mediatico del motocross rispetto ad altri sport, comprese altre competizioni legate ai motori, non rende giustizia ad un atleta che è riuscito a scrivere pagine di storia incredibili nella propria disciplina e ad alzare la bandiera italiana (e siciliana) in giro per il mondo. Sono nove, ad oggi, i titoli mondiali vinti dal pilota messinese di cui sei (dal 2009 al 2014) consecutivamente, simbolo di un talento diventato quasi un monopolio.

Ma dopo l’ultimo di quei titoli, quel Destino già menzionato sembra non voler più aiutare il ragazzo di Patti. Nel 2015 arriva un brutto infortunio, l’anno successivo, dopo una lunga convalescenza, si frattura due costole proprio nel corso di un allenamento in vista del Mondiale. Sembra l’inizio della fine di una bellissima storia: i più disfattisti parlano di un Cairoli, che nel frattempo ha ormai superato la soglia dei trent’anni, in evidente calo fisico e di tanti giovani pronti a spodestarlo. Senza sentire il rumore delle critiche ma solo quello del motore, nel 2016 Tony riesce a chiudere al secondo posto nella classifica generale. La vera impresa però arriva nel 2017 quando Cairoli, a 33 anni, si riprende lo scettro di campione del Mondo, il nono, ripristinando così le gerarchie del motocross. Un anno magico sia per l’atleta che per l’uomo, che sempre nel 2017 sposa la storica fidanzata Jill annunciandolo sui social con un sicilianissimo “Maritati semu”, ed entra di diritto tra i grandissimi dello sport italiano con la speranza di collezionare altri record.

Solo il tempo potrà dire se Tony riuscirà a migliorare quest’ennesimo e incredibile traguardo. Ciò che è certo, invece, è che il suo nome è già nell’Olimpo degli sportivi siciliani e italiani più vincenti di sempre. E poco importa che la sua disciplina non abbia lo stesso richiamo mediatico di altre o che Tony non finisca sulle pagine dei settimanali o nelle camerette dei ragazzini che sognano un giorno di sfrecciare sì sulle due ruote, ma come Valentino Rossi. Importa poco perché in fondo in lui c’è ancora quel bambino che corre sulla sua moto da minicross davanti casa, in quel di Patti, con gli stessi occhi di quel padre che proprio tra i muretti e i vicoli messinesi sognava piste da favola. Quella di Tony è diventata, invece, una “favola da pista” o forse la sceneggiatura di un film di Tornatore, in una Sicilia che con le sue strade e il suo mare ha cullato i suoi sogni e che ora, orgogliosa, lo guarda conquistare il Mondo.


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