Lo scrittore e sceneggiatore Giuseppe Romano tra sogni e progetti

Giuseppe Romano scrittore e sceneggiatore palermitano si racconta in questa breve intervista rilasciata per il Globus Magazine.

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Il  suo modo  di presentarsi, cortese e dolce, richiama alla mente le usanze dei bei tempi che furono: un ‘educazione che si e’ un po’ persa tra i giovani d’oggi e fa sempre piacere quando  una persona si approccia ad un’altra con stile ed eleganza. Giuseppe Romano scrittore e sceneggiatore palermitano si racconta in questa breve intervista rilasciata per il Globus Magazine.

Eclettico, sagace, dolce, cosa l’ha spinto a scrivere libri e sceneggiature?

“La passione non è una cosa che si acquisisce nel tempo, non è un fatto estemporaneo, né una lezione imparata a memoria, o un risultato determinato dall’esperienza; la passione, è nata dentro di me e col tempo ho affinato la tecnica di scrittura attraverso lo studio costante, la lettura e l’impegno giornaliero. Così, dopo anni di riflessioni ed elaborazioni, ho raggiunto la giusta maturità per addentrarmi nel mondo dei libri e poi della sceneggiatura. Scrivere non è solo passione, ma impegno, per dare emozioni attraverso la penna che scorre inesorabile sul foglio di carta. Scrivere, quindi, per me non è solo una passione, ma soprattutto esprimere il proprio amore per questa meravigliosa arte, per dare parte di me ad ogni frase, ogni pensiero, ogni libro. La sceneggiatura è una conseguenza, meravigliosa direi, di proseguire il proprio cammino e la propria crescita artistica attraverso le parole che diventano immagini”.

La sceneggiatura che lei ha scritto andrà direttamente a Roma…sarà tratto un film. Ci vuole dare delle anticipazioni?

” Nell’estate del 2017 ho partecipato al “3° concorso Sicilia Letteraria” vincendo la sezione narrativa con un mio inedito, del quale Lando Buzzanca ha letto la sceneggiatura. Mi ha suggerito, allora, di produrne un film con la Production “Buzzanca- Della Valle”, con cui è stato prodotto un trailer, progetto pilota, per un prossimo film. Non anticipando nulla per ovvi motivi, posso solo dire che la Production di Roma si è attivata sia nel campo della cinematografia, che della televisione per il completamento di questo progetto”

x intervista

Vuole ricordare ai lettori come si intitolano i suoi libri e che problematiche/argomenti trattano?

“Per il momento ho pubblicato tre libri. Il primo nel lontano 2005 dal titolo “Poco più d’un uomo”, storia di un uomo che rivede la sua vita cosparsa di momenti drammatici, dai quali ammette le proprie colpe e i propri limiti. Nel 2007 ho pubblicato “Marsalone Rocco”, storia di un uomo un po’; grottesco, un po’; goffo e scanzonato, che ha il torto di personificare l’anima del popolo palermitano, quello che vive nei quartieri antichi della città. Questo personaggio è tratto dalla diretta esperienza professionale che mi ha visto lavorare come Ispettore Capo di Polizia Penitenziaria. Nel 2016 ho pubblicato per conto di Edizioni Arianna il libro “Come una carezza”, tratto da una storia realmente accaduta e che affronta con coraggio il problema dell’omosessualità, della tolleranza, il tutto attraverso i fatti principali degli ultimi quarant’anni della vita politica e sociale dell’Italia”.

Cosa ne pensa del fatto che sempre meno giovani si avvicinano alla lettura, ai libri, alla cultura?

” È un fatto di cultura, di coscienza collettiva che lentamente sta depauperando lo spirito di un popolo, quello italiano. Nelle scuole, nelle famiglie, nelle istituzioni, negli ultimi trent’anni si è considerata la cultura una forma d’investimento improduttivo; invece si dovrebbe recuperare il tempo perduto per ridare il giusto spazio ai libri, alla cultura in genere, che è l’impronta di un popolo, il futuro per le nuove generazioni, l’amalgama che cementifica l’idea della propria identità e la rende coesa. Le nazioni che investono sulla cultura sono quelle che riescono ad affrontare meglio i momenti di crisi interna e internazionale, grazie alla loro identità che li rende unici e meglio attrezzati”.

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