Chiude con successo “L’isola che non s’arrende (1968-1969)”

Grande successo per l’allestimento basato su foto e documenti dell’Archivio storico del quotidiano “La Sicilia”, a cura della Fondazione Domenico Sanfilippo DSCF2356

Oltre duemila visitatori, provenienti da tutt’Italia e perfino dall’estero. Questo il bilancio della mostra “L’Isola che non s’arrende. 1968-1969″, curata dalla Fondazione Domenico Sanfilippo editore, che si è appena conclusa alla Galleria Credito Siciliano di Acireale. Il percorso espositivo – realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania, la Fondazione Oelle e con l’art consulting della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese – ha proposto foto e documenti provenienti dall’archivio storico del quotidiano “La Sicilia” offrendo una inedita prospettiva sul biennio ’68-’69 in Sicilia.

La mostra è stata particolarmente apprezzata dagli studenti delle scuole (coinvolte 32 classi e 769 studenti provenienti da dodici istituti siciliani e uno romano), che hanno avuto non solo l’occasione di approfondire un periodo storico importante per il nostro paese e la nostra isola, ma anche l’opportunità di prendere parte ad alcune attività laboratoriali, tradottesi poi in una vera “mostra nella mostra“, con il secondo piano della Galleria occupato dai loro elaborati sulle varie tematiche proposte dall’allestimento.DSCF2355

Tra queste, a colpire particolarmente i visitatori è stata senz’altro la sezione dedicata allo spaventoso terremoto che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 devastò la valle del Belìce, provocando 231 morti e circa 600 feriti. Alle testimonianze fotografiche, con gli scatti dei fotoreporter de “La Sicilia” che si susseguirono in quelle difficili settimane, è stata affiancata la video intervista al reporter Tony Zermo (realizzata dalla Sicilian Communication). «La sua testimonianza – ha scritto una visitatrice nel libro dei commenti – è stata particolarmente toccante con le sue considerazioni amare sia sul passato sia sul presente». In galleria, durante l’esposizione, si sono rintracciati ricordi e memorie di molti visitatori che hanno vissuto in prima persona quei momenti: non solo sopravvissuti, ma anche un medico che durante il terremoto del Belice era tra i volontari a prestare soccorso.DSCF2351

A suscitare riflessioni sull’Isola che non s’arrende sono state pure le immagini delle contestazioni studentesche e le testimonianze delle attività dei giovani di allora. La seconda sala ha infatti proposto, oltre alle foto dell’occupazione di Palazzo Centrale a Catania del 29 febbraio 1968, sette edizioni del supplemento de La Sicilia Vent’anni. Il foglio dei giovani”, due edizioni di “Sicilia Studenti” e una video intervista al prof. Antonio Di Grado e don Antonio Giacona, entrambi impegnati allora con Gioventù Studentesca in un’inchiesta sul quartiere popolare di San Cristoforo a Catania. A margine una piccola sezione sui Fatti di Avola, avvenuti nello stesso anno. «La realtà siciliana – ha commentato un altro visitatore – è complessa. Le tragedie naturali, i conflitti sociali sono aspetti diversi di condizioni di vita difficili. Le esperienze giovanili solo sogni che non si avverano? Oppure impegni che contribuiscono ad affrontare i drammi?»

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