Enna: l’omaggio a Chavela Vargas di Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata

Musica, narrazione e teatro di figura nell’omaggio che i due cantautori palermitani dedicano a una delle voci più importanti dellʼAmerica Latina, l’artista che ha infranto gli schemi di un intero secolo. Un mondo raro- Teatro Garibaldi Enna, giovedì 11 aprile ore 20.30

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Due grandi cantautori palermitani sono pronti per calcare il palcoscenico del Teatro Garibaldi di Enna per un suggestivo quanto insolito omaggio che, grazie alla sapiente co-regia di Giuseppe Provinzano, li vede protagonisti di uno spettacolo fatto sì di musica, ma anche di narrazione e teatro di figura.
Giovedì 11 aprile alle ore 20.30, per la stagione organizzata dall’Amministrazione comunale e diretta artisticamente da Mario Incudine, Antonio Di Martino (attualmente impegnato nel tour di “Afrodite”) e Fabrizio Cammarata (che ha da poco pubblicato il disco “Lights”) porteranno in scena a Enna il loro “Un Mondo raro”, che trae spunto dall’omonimo disco (Picicca Dischi) e dal romanzo (La Nave di Teseo Editore), entrambi pubblicati nel 2017, dopo un loro viaggio in Messico. E lo spettacolo è proprio un dialogo continuo fra Città del Messico e Palermo, in una data, quel 2 novembre (giorno della commemorazione dei defunti) che ricorre tanto nelle memorie di Chavela Vargas, alla quale rendono omaggio, quanto in quelle dei due artisti, in un filo transoceanico che collega questi due posti in cui la morte ha una sua “festa”.
Chavela Vargas (1919-2012) è stata una delle voci più importanti e inconfondibili dellʼAmerica Latina, arrivata alla fama mondiale dopo gli ottantʼanni e dopo una vita trascorsa tra tequila, canzoni dʼamore, passioni impossibili e magia. Lo spettacolo è un omaggio a questa Edith Piaf messicana, che è stata amante di Frida Kahlo, musa di Almodòvar e icona omosessuale che ha infranto gli schemi di un intero secolo.
«In Messico abbiamo ritrovato inaspettatamente connessioni con i nostri luoghi di origine – scrivono Di Martino e Cammarata -, un percorso artistico che è stato dunque un viaggio fisico, mentale ed emotivo e che ha attraversato i generi diventando un video prima, un libro poi, ovviamente un disco per infine approdare nel teatro con questo concerto spettacolo. La scelta di creare uno spettacolo, e non un semplice concerto, nasce dalla forte necessità di raccontare questa storia meravigliosa e quel mondo fascinoso in cui ha vissuto Chavela Vargas, andando oltre i brani che l’hanno resa famosa, per raccontare le dinamiche di quella vita avventurosa che ne hanno fortemente condizionato la carriera. Abbiamo intrapreso con coraggiosa incoscienza l’allestimento di questo lavoro dando a questo il sapore del viaggio: abbiamo proposto a Giuseppe Provinzano di curare la regia affinché desse il suo contributo più esperto alla strutturazione di un linguaggio in cui le nostre canzoni nascessero dalle narrazioni, e le narrazioni dei tanti personaggi attraversassero quei luoghi e quel tempo sciorinato in quei 2 Novembre, completandosi con le nostre canzoni. Durante il lavoro Chavela Vargas è stata presente in ogni nostra scelta, e per questo abbiamo sentito il bisogno di rappresentarla e darle voce, scegliendo di farlo con quei pupi siciliani (realizzati da Igor Scalisi Palminteri) che ci riconnettono con le nostre tradizioni, pupi a scena aperta tra le nostre canzoni e narrazioni per restare fedeli a quel processo di connessioni che ci ha sorpreso e che ci ha guidati sino a qui: non siamo attori, né pupari, né narratori, vogliamo solo raccontare una storia, che è la cosa che conta più di tutte».

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