Morte, amore e guerra con “Giulietta e Romeo” al Bellini di Catania

La più grande storia d’amore di tutti i tempi. Ritorna sulle scene del Teatro Massimo Bellini di Catania uno dei grandi classici della storia della danza, Romeo e Giulietta di Sergej Prokof’ev

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Al Teatro Vincenzo Bellini di Catania è andato in scena “Giulietta e Romeo” dal 30 marzo al 6 aprile 2019.

La spettacolo tratto dall’ononima storia d’amore scritta da William Shakespeare, realizzato con le musiche di Sergej Prokofiev, con il Corpo di ballo e l’allestimento del JK Tyl Theatre, di Plzeň.

La trama racconta del tragico e infelice amore tra Giulietta Capuleti e Romeo Montecchi. Già Le Metamorfosi di Ovidio trattano, nel racconto Piramo e Tisbe, l’amore di due giovani contrastato dai dissapori tra i genitori e destinato a un epilogo fatale per il fraintendimento provocato da una morte soltanto supposta. Bisogna aspettare la fine del ‘400 perché Masuccio da Salerno, nel suo Novellino, dia alla storia dei due amanti la forma oggi nota. Nel quarto decennio del ‘500 Luigi da Porto riprende il tema per ambientarlo a Verona agli inizi del 1300, dando ai protagonisti i nomi di Giulietta e Romeo. Qualche decennio dopo, nel pieno ‘500, è Matteo Bandello a diffondere la storia degli infelici in un breve racconto, presto diventato popolarissimo e diffuso in Francia e in Inghilterra. Furono queste traduzioni in versi e in prosa ad ispirare nel 1595 William Shakespeare per il suo Romeo and Juliet.

Il balletto Romeo e Giulietta è una delle composizioni più famose di Prokofiev; ancora oggi, è il balletto più rappresentato in tutto il mondo, confermando il suo valore sotto il profilo musicale e drammaturgico. Il dramma di Romeo e Giulietta è l’archetipo dell’amore puro in contrasto con la società e con il mondo. Morte, amore e guerra, sono evocati in uno scenario emotivamente shakespeariano.

Le sue musiche, dai toni costantemente mutevoli e dalla poderosa energia, tratteggiano con concreta espressività situazioni e personaggi, in particolar modo i due sfortunati amanti, interpretati da Václav Lamparter e Anna Srncová.

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Il maestro russo segue fedelmente il dramma di Shakespeare e l’esecuzione mette in risalto i diversi momenti, catturando visivamente ed emotivamente lo spettatore; sfumature poetiche e liriche sono evidenziate negli assoli e nei passi a due dei protagonisti.

Prokofiev scrisse varie versioni strumentali del balletto ‘Romeo e Giulietta’, estrapolando i brani a suo parere più significativi: la Suite n.1 op.64 bis, la Suite n.2 op.64 ter, la Suite n.3 op.101, per orchestra. Esiste anche una versione per pianoforte solo: i 10 Pezzi per Pianoforte op.75.

La ‘Danza dei Cavalieri’, nota col titolo di ‘Montecchi e Capuleti’, fa parte del Primo Atto Scena Seconda del balletto, e compare sia nella Suite n.2 op.64 per orchestra, sia nei 10 Pezzi op.75 per pianoforte solo. Si tratta di un brano caratterizzato da una grande potenza sonora e carica dinamica, contrasti tra i timbri dei fiati e i ritmi puntati degli acuti prodotti dai violini, nell’ originale orchestrale. Nello spartito per pianoforte solo, la Danza dei Cavalieri non perde il suo fascino, mantenendo intatti i contrasti sonori e la carica dei ritmi.

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Il coreografo Libor Vaculík, che a una solidissima formazione internazionale ha affiancato, nel corso degli anni, una predilezione per le contaminazioni con il cinema e il musical, alla luce dei quali firma un’esibizione di straordinario impatto emotivo. Da segnalare la presenza sul podio di una giovanissima direttrice d’orchestra catanese, Claudia Patanè, che si è diplomata al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e perfezionata all’Accademia Musicale Pescarese e che dal Gennaio di quest’anno è direttore associato del Teatro di Plzeň: a lei spettano le prime due recite, mentre le rimanenti cinque, dal 2 al 6 Aprile, ha dato il ”cambio della bacchetta” a Norbert Baxa, che del medesimo teatro è direttore d’orchestra principale sin dal 2015.

Il finale tragico, come nel testo shakespeariano, lento, silenzioso, quasi a voler portar via insieme i due amanti fra le lacrime appena accennate degli spettatori che, anche dopo anni, riescono ancora a commuoversi innanzi a sentimenti veri, autentici.

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