Donatella Turillo protagonista con le sue due mostre alle Zagare di Catania

Donna singolare, vive la sua vita con degli obiettivi precisi, ha uno scopo e una sua visione del futuro lei è l’eclettica DONATELLA TURILLO.

Giorno 8 marzo 2019, con le sue due mostre alle Zagare di Catania dal titolo “Women in progress” e “Selfie deserto virtuale” 

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Alle Zagare di Catania la manifestazione “Dal vulcano alla laguna per un Carnevale di classe all’insegna di musica, arte e spettacolo”, il tutto si svolgerà dal 2 all’8 marzo organizzato dalla professoressa Liliana Nigro, una settimana di manifestazioni dedicate al sorriso e al buonumore.
All’interno della rassegna, venerdì 8 marzo, sarà allestita una speciale mostra fotografica realizzata dall’artista fotografa Donatella Turillo, che raccoglie le foto più belle di due mostre di successo: “Women in progress” e “Selfie deserto virtuale” per raccontare le donne sempre costrette a dover dimostrare o mostrare ciò che la società pretende.
Allestire la personale della fotografa Donatella Turillo non è stato un caso nella giornata dell’8 marzo, lei  che si è sempre battuta per i diritti e la giustizia delle donne.
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Il significato della festa della donna è quello di ricordare le conquiste politiche, sociali ed economiche della donna e le violenze che hanno subito nella storia.  La storia della festa delle donne risale ai primi del Novecento: per molto tempo risalire la scelta dell’8 marzo ad una tragedia accaduta nel 1908, che avrebbe avuto come protagoniste le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, rimaste uccise da un incendio. L’incendio del 1908 è stato però confuso con un altro incendio nella stessa città, avvenuto nel 1911 e dove si registrarono 146 vittime, fra cui molte donne. I fatti che hanno realmente portato all’istituzione della festa della donna sono in realtà più legati alla rivendicazione dei diritti delle donne, tra i quali il diritto di voto.

Anche nella letteratura la donna è spesso stata vista come una figura ambivalente, non sempre meritevole di fiducia, incapace di formulare un pensiero coerente, preda delle emozioni, subdola nel peggiore dei casi. O, al contrario, un angelo del focolare, cui poteva al massimo essere affidata la gestione della casa e della cura del marito e dei figli.
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Come da tradizione, le donne ricevono un rametto di mimosa per festeggiare il loro giorno. la pianta dai piccoli fiori gialli e dall’intenso profumo esprime vitalità, forza e gioia è il colore  rappresenta il passaggio dalla morte alla vita e diventa una metafora per ricordare le donne che si sono battute per l’uguaglianza sessuale.
Ai microfoni di Globus Magazine si è raccontata la poliedrica esteta Donatella Turillo, donna superlativa e di carattere, in un mondo dove le donne si sono dovute reinventare il modo di fare arte dopo la rivoluzione al femminismo.
Come si è evoluta l’emancipazione femminile nel corso dei secoli?
“La mia continua analisi interiore mi porta ad osservare il mondo sempre con gli occhi di chi è appena nato, di chi si domanda il perchè di tutto di chi cerca di capire il perchè di alcune dinamiche ancora oggi logore ed ossidate.
L’idea che si ha del mondo femminile è ancora oggi contorta, poco chiara, ancora oggi siamo streghe divorate dai lupi.
Ancora oggi non siamo libere di essere chi realmente siamo interiormente, costrette a nasconderci dietro continue maschere di perbenismo”.
“Gli scatti che presenterò -continua Donatella- nella mostra “Women in progress” e “Selfie deserto virtuale” sono tutti al femminile, per mandare il messaggio che la donna può fare e deve fare uso del proprio corpo senza tabù, la donna dovrebbe sentirsi libera di essere donna.
Molti scatti rappresentano anche il momento storico e sociale che stiamo attraversando, gli scatti rispecchiano i nostri tempi che a volte sembrano correre sul binario della follia del vuoto. 
Sul binario che passa anche attraverso i social come l’immagine del proprio corpo, alla continua ricerca di un lecito appagamento non solo fisico, la continua attesa di una carezza dell’anima costi quel che costi.
La donna associa la propria sessualità  al proprio intelletto governando o castrando il proprio eros”.
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Quando è nata la tua passione per l’arte della fotografia?
“Ho iniziato nel ’90 stampando le foto in bianco e nero con l ingranditore, esponendole alle pareti dell’agenzia di viaggi dove lavoro.
Il tempo passavo ed ero sempre più travolta dalla passione della fotografia, sopratutto nel raffigurare le persone nella loro essenza.
Attraverso la mia crescita personale ho imparato a vedere il mondo con occhi diversi, capendo varie dinamiche e sfaccettature della donna che viene sempre sfruttata.
Gli uomini dicono il contrario, affermano che noi stiamo prendendo il sopravvento che sia irrefrenabili”.
Come è nata la sinergia con la professoressa Liliana Nigro?
“È nata grazie al fatto che dove c’è la sensibilità sul sociale è terreno fertile per me, la cosa più interessante è che l’arte non dovrebbe essere reclusa in un luogo definito “vip” come i musei, ricordo la mia mostra al museo Emilio Greco di Catania con il beneplacito dell’Assessorato alla Cultura, fare una personale in un centro commerciale può coinvolgere tutti, sensibilizzare tutte le fasce d’età affrontando tematiche importanti e non effimere”.
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Il modo migliore per vivere la festa delle donne 2018 con il giusto spirito è avere rispetto e cura di tutte, non soltanto nelle 24 ore della giornata a loro dedicata, ma durante tutto l’anno. Gli auguri per l’8 marzo devono essere la ciliegina della torta di un rinnovato stile di vita, basato sul concetto di amore e rispetto verso la donna. Tutti gli uomini hanno una possibilità di migliorare il proprio rapporto con l’altra parte, sia essa la fidanzata, moglie, amica o mamma.

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