GDF COMO: CORRUZIONE: VIOLAZIONI EDILIZIE, 9 ARRESTATI TRA CUI UN SINDACO DEL COMASCO

In data odierna la Compagnia della Guardia di Finanza di Erba, all’esito di una articolata indagine, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Como, per sei episodi di corruzione di pubblico ufficiale per atti contrari ai propri doveri di ufficio contestati dalla Procura della Repubblica di Como nei confronti

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In data odierna la Compagnia della Guardia di Finanza di Erba, all’esito di una articolata indagine, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Como, per sei episodi di corruzione di pubblico ufficiale per atti contrari ai propri doveri di ufficio contestati dalla Procura della Repubblica di Como nei confronti

-del sindaco protempore del Comune di Valsolda, titolare altresì di uno studio associato di progettazione e direzione dei lavori, quale pubblico ufficiale destinatario di somme di denaro ovvero di promesse di elargizione di denaro (sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere), del socio di tale studio professionale, quale correo del reato di corruzione, in qualità di mediatore degli accordi illeciti con i privati corruttori (sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere), di sette persone residenti e/o domiciliate a Valsolda, tra cui un cittadino tedesco (destinatari della misura cautelare degli arresti domiciliari) quali corruttori.

In particolare, il sindaco di Valsolda, in violazione del dovere di astensione in presenza di un palese conflitto di interessi tra il ruolo di titolare di uno studio professionale di progettazione e direzione dei lavori e la funzione di sindaco (e quindi di pubblico ufficiale responsabile del rilascio delle concessioni edilizie, nonché delle autorizzazione paesaggistiche) è accusato di avere ricevuto nel corso di tutto il 2018, in concorso con il socio dello studio, nonché dagli altri sette indagati denaro – allo stato stimato in circa 25.000 euro (apparentemente a titolo di compenso per l’attività di progettazione e professionale prestata) e la promessa di ulteriori erogazioni di denaro a fronte del rilascio o della promessa del rilascio – in assenza delle condizioni di legge o in violazioni di vincoli urbanistici e paesaggistici di concessioni inerenti la realizzazione di manufatti, anche attraverso false attestazioni nelle segnalazioni di inizio attività e nelle relazioni tecniche di asseverazione, a firma del professionista correo del sindaco, circa l’esistenza dei requisiti e dei presupposti per la realizzazione dell’intervento edilizio;

  • –  di modifiche di destinazione d’uso di terreni ed il successivo rilascio dei titoli abilitativi per la realizzazione di interventi edilizi,
  • –  di autorizzazioni necessarie per la sanatoria dei lavori abusivi (anche attraverso reiterate richieste, sollecitazioni e pressioni poste in essere dal sindaco sul funzionario dell’ufficio tecnico del Comune di Valsolda perché rilasciasse i titoli autorizzativi illecitamente promessi);
  • –  dell’approvazione da parte del Comune di Valsolda del progetto di trasformazione dell’ex Caserma di Dasio in n. 9 unità abitative con conseguente rilascio dei titoli abilitativi.

    Il sindaco è altresì accusato di avere accettato la promessa di denaro ed altre utilità economiche avanzata dal proprietario di un terreno situato in una zona a rischio idrogeologico quale prezzo perchè promuovesse l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Valsolda di una delibera di acquisto di detto appezzamento da parte del Comune.

Nel corso delle indagini si è accertato che la scelta dei privati (attualmente indagati) di affidare i vari incarichi allo studio di progettazione e direzione dei lavori facente capo al sindaco ed al suo socio ha fatto parte dell’accordo corruttivo, posto che i committenti si sono affidati allo studio in questione in quanto hanno potuto (fondatamente) contare sulla capacità del Sindaco (che unitamente al proprio coreo curava direttamente la progettazione degli interventi da autorizzare e realizzare illecitamente) di interferire nelle scelte urbanistiche del Comune e nel relativo procedimento amministrativo, nonchè sul potere del medesimo di orientarne l’esito.

I clienti privati hanno ottenuto attraverso il compimento di atti e comportamenti contrari ai doveri d’ufficio compiuti dal Sindaco, anche con l’intermediazione del socio di studio, indebiti vantaggi (rilascio di titoli abilitativi illegittimi, omesso esercizio di poteri di autotutela da parte del Comune a seguito della presentazione di segnalazioni certificate di inizio attività –SCIA- presentate in assenza dei presupposti di legge, la trasformazione della destinazione d’uso di terreni – dichiarati illegittimamente edificabili, la riclassificazione della categoria d’intervento prevista nel Piano delle Regole del piano di governo del territorio- P.G.T. ).

Gli stessi hanno pagato, anche in nero, al sindaco ed al socio dello studio di progettazione e direzione dei lavori somme di denaro in contanti (pari a circa 25.000 euro, in base a quanto allo stato accertato) nonché hanno promesso o ulteriori somme di denaro (per importi maggiori rispetto a quelli corrisposti) a titolo di compenso per incarichi di progettazione e direzione lavori rese dallo studio associato per i medesimi interventi edilizi illecitamente assentiti grazie alla conclusione degli accordi corruttivi.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno consentito di ascoltare numerose conversazioni afferenti a pratiche edilizie affidate allo studio nel corso delle quali è stato proprio il Sindaco ad istruire le pratiche del clienti ed a fatturare i compensi dovuti allo studio.

Dalle indagini finanziarie svolte dal Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Como è emerso un significativo incremento di fatturato dello studio associato, in concomitanza della nomina a Sindaco di uno dei soci dello stesso avvenuta per il primo mandato nel 2011.

E’ altresì in corso una estesa attività di perquisizione, anche finalizzata all’accertamento di ulteriori episodi di corruzione

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