Mia Martini chiusa nel suo universo ostile

E’ morta da quarantotto ore abbandonata da cari e colleghi

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Aveva le cuffie del walkman sulle orecchie e un sorriso sulle labbra. Lei è Domenica Rita Adriana Bertè in arte Mia Martini. Dagli esami dell’autopsia muore per un attacco cardiaco, una morte nascosta dietro a un presunto suicidio, secondo la sorella Loredana Bertè. Mia è la cantante dalla voce che l’Italia non ha mai smesso di amare, alla pari di Mina e tante altre sue colleghe. Il successo non le basterà per mettere a freno le malelingue sulla sua carriera che rischia un arresto, isolandosi da tutti e da tutto. “Mia Martini porta sfiga, meglio isolarla dal mondo della musica”. Un’accusa che comincia ad espandersi a macchia d’olio con l’artista esclusa da manifestazioni, concerti ed eventi, anche i colleghi la evitavano.

Si trasferisce a Calvi, in Umbria, farà piccoli concerti di provincia lontano dai grandi palchi. Era una notte di dicembre del 1988, faceva freddo, le strade erano ghiacciate, Mia ha incidente con l’auto, ne esce miracolosamente illesa. Torna a casa. Piange. Si chiude in sé.

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Il panico prende il sopravvento. Poi, con il sorriso sulle labbra decide di ritornare e riprendersi il suo mondo. Un anno dopo sale sul palco di Sanremo davanti a tanta gente che aspettava il suo ritorno. Sai, la gente è strana. Prima si odia e poi si ama. Cambia idea improvvisamente
Prima la verità poi mentirà lui…Almeno tu nell’Universo” è il pezzo scritto da Bruno Lauzi che nessuno voleva cantare.

Mia canta con tutta la rabbia che ha dentro di lei. Alza le braccia in cielo. Tiene i pugni chiusi. Sospira e ringrazia il suo pubblico. U ritorno al successo che non le basterà per dimenticare le tante falsità sul suo conto.

Il giorno del suo funerale il suo amico Renato Zero, il suo ex Ivano Fossati e la sorella Loredana Bertè si unisco nel dolore per la perdita di una donna che ha sofferto a causa di una ignoranza infamante nei suoi confronti. “Io sono Mia”. Ventiquattro anni dalla sua morte, la Rai ha realizzato un film per omaggiare un’artista che l’Italia l’ha ingiustamente estraniata dal mondo della musica.

 

 

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