Al Piccolo Teatro della Città l’antinomia di “Faust ovvero Arricogghiti un filu”

Al Piccolo Teatro della Città ha debuttato lo spettacolo teatrale di Vincenzo Pirrotta “Faust ovvero Arricogghiti un filu”, ispirandosi al Dottor Faust di Marlowe, rivendicando il mito dell’uomo assetato di scienza e bellezza 1540302123644_1540302141.jpg--cinzia_maccagnano_e_vincenzo_pirrotta_in_faust

Ha debuttato venerdì 25 gennaio, al Piccolo Teatro della Città di Catania, lo spettacolo di Vincenzo Pirrotta Faust ovvero Arricogghiti un filu, ispirato all’opera di Cristophe Marlowe, una produzione Teatro Biondo di Palermo.

In scena, al fianco dello stesso Pirrotta (che cura anche scene e costumi), l’attrice Cinzia Maccagnano. Le musiche originali sono di Luca Mauceri, assistente alla regia è Marta Cirello.

Vincenzo Pirrotta, autore, regista e attore, trasporta nei nostri giorni il mito dell’uomo assetato di scienza, bellezza e successo, che vende l’anima al diavolo.

Faust è un personaggio potentemente pervaso da passioni estreme, assetato di conoscenza e di bellezza, è un ribelle, un ateo in mondo cristiano, un eretico egocentrico, ma non indifferente alla fede.

Il tutto incentrato sul suo conflitto interno fra orgoglio e disperazione, fra il forte desiderio di decidere il suo percorso di vita oltre ogni legge cristiana, avido di esperienze, passioni e conoscenza.

Il dramma narra la storia di Faustus, uno studioso così avido di conoscenza da non accontentarsi del sapere accademico, della medicina e della teologia, avventuratosi nel campo della magia nera. Siccome la ricerca autonoma e libera della verità (la filosofia o la scienza) era stata da sempre in contraddizione con la teologia dogmatica, dopo aver compiuto un’invocazione nel suo studio, gli appare il diavolo Mefistofele con il quale stipula un patto: Faustus avrà la conoscenza ed i servizi del servo di Lucifero per ventiquattro anni, dopo i quali Lucifero avrà la sua anima. Egli riesce solo a compiere piccoli atti di bassa levatura. Dapprima fa apparire a sé i sette Vizi capitali, poi si prende gioco della corte di Roma. Durante tutta l’ opera, Faustus viene continuamente consigliato da due angeli, uno buono e uno malvagio, simboleggianti i due lati della natura umana. E sebbene l’ angelo buono riesca più volte ad insinuare in Faustus il dubbio sulla sua scelta per salvargli l’ anima, le minacce di Mefistofele e le apparizioni di Lucifero lo fanno presto desistere dal proposito di rompere il patto, fino alla morte, quando la sua anima viene dannata. Il tema del Faustus ispirò anche Thomas Mann che nel 1947 scrisse il suo celebre romanzo, pietra miliare della letteratura, il “Doktor Faustus”

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