Caro amico ti scrivo. Così mi distraggo un po…e si!

Un anno se va e un altro anno arriverà. Sembra un gioco di parole se non fosse che tra pochi giorni festeggeremo l’alba del nuovo anno, il 2019. Dodici mesi, quelli dell’anno appena finito, contraddistinti dai soliti selfie e dalle notizie rosa e meno rosa da giornali patinati

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Un anno se va e un altro anno arriverà. Sembra un gioco di parole se non fosse che tra pochi giorni festeggeremo l’alba del nuovo anno, il 2019. Dodici mesi, quelli dell’anno appena finito, contraddistinti dai soliti selfie e dalle notizie rosa e meno rosa da giornali patinati.

Qualcuno si domanderà cosa è successo di nuovo rispetto agli anni trascorsi. E la risposta non può mancare. Nulla, o quasi nulla, come direbbe qualcuno, se non fosse per il matrimonio reale, quasi fiabesco, tra il principe Henry e Meghan, e quello poco reale e popolare tra Fedez e Chiara.

Anche la politica ha lasciato un segno a cinque stelle illuminando il cielo a giorno anche nelle ore notturne.

Lo spread cresce e l’Europa ci boccia il programma finanziario rimandandoci a settembre. Forse era meglio Renzi che accettava tutto da buon adulatore della Merkel? Oppure un Di Maio che vuol far rispettare il suo Paese dalle intrusioni di una politica estera che non ci appartiene?

Il 2018 è stato l’anno delle disgrazie. L’anno delle morti celebri, delle alluvioni tropicali e dei ponti sbriciolati come fossero grissini, e nonostante tutto gli italianotti stavano davanti alla Tv a guardare i Mondiali di Calcio dove noi non giocavamo per colpa della Svezia. Ha vinto la Francia ma a nessuno importa, meglio Ronaldo alla Juve.

L’estate ha visto le lunghe trattative per l’ingaggio stellare di Ronaldo per conto di una Juventus che non guarda al danaro ma alla Champions League persa sempre in finale. Vale più un trofeo di latta che aiutare la povera gente a trovare una soluzione ai tanti problemi che li attanagliano giorno dopo giorno.

E non sono mancati i talent e i programmi di cucina, come sempre. Noi italiani, rispetto al resto d’Europa, siamo bravi tra i fornelli nella preparazione di piatti dai gusti classici o esotici, accompagnati da un buon vino d’annata di casa nostra.

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“Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po, ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno. Anche i muti potranno parlare. Mentre i sordi già lo fanno”. Cosi cantava il caro Lucio Dalla. Il 2018, come il 2017 e via discorrendo, è stato l’anno dei soliti cliché televisivi Mediaset: “Il grande fratello Vip” e “L’Isola dei famosi”, che di Vip e famosi non c’è manco l’ombra, solo stelline in cerca di gloria o personaggi dello spettacolo senza ingaggi televisivi. Mentre la Rai, di suo, ci ripropone Fabio Fazio nella solita minestra domenicale a “Che tempo che fa” dagli ascolti affatto soddisfacenti, e una Antonella Clerici che lascia le sue pentole e le ricette di Nonna Pina per dedicarsi ai pennuti. Dopo trent’anni è ritornato “Portobello”, facendoci rimpiangere il bravissimo Enzo Tortora dalla conduzione elegante e professionale. Intanto gli italiani attendono febbraio per vedere la kermesse del Festival di Sanremo edizione 2019, in gara ci saranno, come sempre, cantanti presi dai talent show o raccomandati da Maria De Filippi, la Star di canale 5, come qualcuno ha scritto di lei tempo fa da far accapponare la pelle, in mancanza dei veri big che preferiscono gli stadi alle gare canore. Uno spettacolo diretto e presentato da Claudio Baglioni, mascherato da trentenne con una pelle tirata al massimo fino alla nuca. Intanto gli italiani, per colpa di alcuni imbecilli, stanno conoscendo un “cantante”, si fa per dire, dal nome brutto e bizzarro: Sfera Ebbasta, facendoci rimpiangere i grandi nomi della musica POP dei favolosi anni ottanta e novanta.

L’Italia, come il resto del mondo, si appresta a spendere soldi per il cenone di fine anno e per i botti che non possono mancare. Dodici mesi passano in fretta, e magari scorderemo quello che lo ha preceduto pensando al nuovo anno che verrà. “Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po”.

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