Dal pronto soccorso alle residenze imperiali: tre film raccontano la Russia di ieri e di oggi

Una giovane coppia di paramedici che fra interventi d’emergenza, pause ad alto tasso alcolico e un sistema sanitario scadente, lotta per trovare la forza di rimanere insieme. La pellicola di un giovane regista napoletano su Anna Karenina, che ha dato vita al più alto crownfunding finora realizzato in Europa.

8 dic_Karenina and I_Gørild -Museth

Una giovane coppia di paramedici che fra interventi d’emergenza, pause ad alto tasso alcolico e un sistema sanitario scadente, lotta per trovare la forza di rimanere insieme. La pellicola di un giovane regista napoletano su Anna Karenina, che ha dato vita al più alto crownfunding finora realizzato in Europa. E il film che in Russia ha scatenato dimostrazioni e lanci di molotov sullo studio del regista. Tre lungometraggi che raccontano – con l’aiuto dei protagonisti – il grande schermo della Russia contemporanea che affonda nel passato, si tiene saldamente ancorata ai suoi miti, ma è proiettata verso il futuro.

Al Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa (via Paolo Gili 4), a Palermo, continua fino a  lunedì “I territori del cinema russo contemporaneo”, rassegna curata da Claudia Olivieri e ideata da Olga Strada, nata sotto il patrocinio del  Comune di Palermo, dalla sinergia tra l’Assessorato alla Cultura, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il Ministero della Cultura della Federazione Russa e il Consolato Russo a Palermo nell’ambito delle  “Russian Seasons”.

Dopo il grande affresco sul Bolshoj che ha inaugurato la rassegna, e il focus ieri sul grande regista uzbeko Rustam Khamdamov, domani sera (venerdì 7 dicembre) alle 21 sarà proiettato“Aritmia”, 2017, film drammatico del regista russo Boris Khlebnikov, che ha vinto pochi mesi fa il Trieste Film Festival 2018. Lo introduce la curatrice della rassegna, Claudia Olivieri. Penetrante ritratto di due solitudini, il lungometraggio ruota attorno ad una coppia di paramedici continuamente alle prese con la morte dei pazienti e con la fatale decisione di mettere fine al loro rapporto: il riservato Oleg sembra prendersi cura più dei pazienti che della moglie Katya, anche lei medico al pronto soccorso. I due tenteranno di ricucire e tenere in piedi un rapporto ormai usurato dalle continue emergenze ospedaliere. Il programma di sabato (8 dicembre) accoglie invece due tra i film più attesi dell’intera rassegna: alle 18,30 si inizia con il documentario di Tommaso Mottola “Karenina & I”, che analizza la figura della protagonista del celebre romanzo di Tolstoj. Il film ha vinto il Nastro d’Argento 2017 come miglior docufilm. E’ un racconto di un viaggio, verso le radici di Anna Karenina e di Tolstoj, condotto da Gørild Mauseth, attrice  norvegese che interpreta se stessa, ma ha anche collaborato alla sceneggiatura e alla produzione. La sfida è ardua: Gørild per vestire i panni di Karenina, deve recitare in russo. Parte così per un viaggio in treno attraverso la Russia, 11 mila chilometri sulle tracce di Anna, della sua terra, della sua storia e della sua lingua, nella Russia più profonda, varcando l’Europa per approdare alla parte asiatica, passando la città di Ekaterinburg, tra boschi di betulle, chiese ortodosse, il gulag, la tomba di Tolstoj. La voce off, che recita brani dello scrittore, è quella di Liam Neeson. Il napoletano Tommaso Mottola – che sarà presente alla proiezione con Gørild Mauseth – ha debuttato nel cinema come assistente di Milos Forman. Oltre che cofondatore, è anche direttore del Festival Internazionale del Cinema di Capalbio. Per il suo secondo film, “Karenina & I” appunto, è stato avviato un crowdfunding in Italia, Norvegia e Russia che in poche settimane ha raccolto 63 mila euro, una cifra enorme per un documentario.

Alle 21, il film più atteso del festival è una pellicola che ha fatto molto discutere l’opinione pubblica e politica russa: su “Matilda”, del famoso regista Aleksej Uchitel, fazioni diverse – ortodossi conservatori da un lato e liberali dall’altro – sono arrivate a scontrarsi sul racconto dell’amore profano dell’ultimo zar, Nicola II, che dal 2000 è venerato come Santo dagli ortodossi,La vicenda narra della liaison tra l’erede al trono destinato ad essere l’ultimo imperatore russo, e Matilda Kshessinskaja, una delle più acclamate ballerine dei Teatri Imperiali russi. Quella tra Nicola e Matilda è una passione travolgente e leggendaria che avrebbe potuto cambiare i destini della storia russa. Il film sarà introdotto da Olga Strada, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca.

Il film rende un comune mortale, l’ultimo zar di Russia, Nicola II, ucciso dai bolscevichi nel 1918: ma per i conservatori la figura dello zar non può essere corrotta dall’amore profano per una ballerina. Da qui i disordini, le manifestazioni violente, la censura di alcuni cinema e canali tv che non hanno accettato di promuovere un film che “spiava” dal buco della serratura i reali.  Il film è comunque una bellissima e sfarzosa storia d’amore, girata a San Pietroburgo e dintorni, tra il Teatro Mariinskij, la residenza estiva della famiglia imperiale a Tsarskoe Selò, il Palazzo di Peterhof, il Palazzo Jusupov e il Palazzo di Elagin. Una vera immersione nella cultura e nelle tradizioni di un Paese affascinante e lontano.

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