Cinema: ad aprire Magma Festival sarà il documentario che ha trionfato a Cannes

Premiato a Cannes 2018 con l’Oeil d’Or come miglior documentario, La strada dei Samouni impone l’aspetto più umano della questione palestinese, fatta di storie familiari, di relazioni preziose e dilaniate, di amore per la terra

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Mostra di cinema breve arricchisce la sua programmazione inaugurando per la prima volta il festival con un lungometraggio: domenica 25 novembre sarà presentato al pubblico La strada dei Samouni, con l’intervento del regista Stefano Savona (ore 21:30 presso il Margherita Multisala di Acireale).

Premiato a Cannes 2018 con l’Oeil d’Or come miglior documentarioLa strada dei Samouni impone l’aspetto più umano della questione palestinese, fatta di storie familiari, di relazioni preziose e dilaniate, di amore per la terra. Il film (molti hanno sottolineato che definirlo un documentario possa risultare riduttivo) mostra la sua forza nell’abilità di partire da un fatto realmente avvenuto per sviluppare le possibilità della narrazione cinematografica a diversi livelli. Ad aver colpito pubblico e critica (col premio a Cannes il film ha superato la concorrenza di maestri come Wenders e Von Trotta) è l’alternanza del racconto svolto al presente dalla piccola Amal (rimasta tre giorni sotto le macerie per poi assistere all’uccisione di buona parte della sua famiglia) con la ricostruzione del passato della famiglia affidata ai disegni di Simone Massi (uno dei maggiori artisti di animazione italiani, autore della sigla animata della Mostra del Cinema di Venezia dal 2012 al 2014, che Magma ha già premiato in passato per i suoi cortometraggi, oltre ad essere stato uno deiprimi festival italiani a dedicargli una retrospettiva nel 2004).

Stefano Savona, documentarista con alle spalle importanti riconoscimenti a livello europeo, ha studiato per anni le vicende della famiglia Samouni. Questa fu decimata all’interno dell’operazione militare Piombo Fuso (che è anche il titolo di un altro suo documentario, edito nel 2009), alla quale Savona era uno dei pochi giornalisti presenti. La scelta di realizzare questo coraggioso film è anche la volontà di rendere giustizia alla famiglia raccontando la storia per intero, facendo rivivere sullo schermo anche il loro passato grazie ai disegni di Massi.

Stefano Savona è un regista, sceneggiatore italiano. Nato a Palermo nel 1969, ha studiato a Roma archeologia e antropologia, che lo porteranno in Sudan, Egitto, Turchia e Israele presso diversi scavi archeologici. Si avvicinerà alla fotografia nel 1995 per poi passare alla cinematografia nel 1999. I primi riconoscimenti arriveranno tra il 2006 e il 2009 conPrimavera in Kurdistan (2006) e Piombo fuso (2009). Nel 2010 fonda a Parigi, insieme a Penelope Bortoluzzi, la casa di produzione Picofilms. Nel 2012 grazie al documentario Tahir Liberation Square vince un David di Donatello e il Nastro d’Argento.

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