Al Teatro Brancati di Catania scoppiettante commedia con “Filippo Mancuso e Don Lollò”

È andato in scena, ieri 13 novembre, al Teatro Brancati di Catania, lo spettacolo teatrale “Filippo Mancuso e Don Lollò”, affidando il debutto della sua undicesima stagione a Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina, due mostri sacri del palcoscenico italiano che tanto hanno regalato in arte e maestria al pubblico di mezzo secolo

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Martedì 13 novembre, è andata in scena una nuova replica straordinaria dello spettacolo “Filippo Mancuso e Don Lollò”, commedia che segna il ritorno insieme sulle scene del Teatro Brancati, di Tuccio Musumeci e Pippo Pattavina. La replica testimonia il successo ottenuto dalla pièce scritta da Andrea Camilleri e Giuseppe Dipasquale per i due mattatori catanesi.

La commedia deriva da una promessa nata durante la messinscena de La concessione del telefono, tratta dall’omonimo romanzo di Camilleri: l’unica scena nella quale Filippo Mancuso e Don Lollò si sarebbero dovuti incontrare prevedeva un’inserzione a soggetto che, per le doti comiche dei due attori, provocò uno sbilanciamento dello spettacolo non attuabile nelle successive repliche. Così, per riportare l’ordine, Camilleri e Dipasquale promisero ai due comici che avrebbero scritto per loro una commedia nuova, partendo proprio dai personaggi in questione.

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È nato così Filippo Mancuso e Don Lollò, un lavoro che attinge al repertorio classico della commedia siciliana, con il suo corteo di gags, equivoci e giochi di parole, tutto affidato al talento di Musumeci e Pattavina, che di questo genere di spettacolo sono maestri: un lungo spettacolo che si dipana su una vicenda esile e datata, che vede protagonisti due giovani, Lillina e Berto, l’una figlia del boss don Lollò, l’altro di Mancuso. Gioia e delizia dei due genitori, sciancatella l’una e scimunito l’altro, si innamorano e vorrebbero sposarsi, ma il loro progetto naturalmente incontra l’opposizione paterna, insieme alle classiche e trite avventure che da questa opposizione si ingenerano. Tra equivoci, preti compiacenti, serve di casa e uomini di fiducia (zanni post litteram) trascorrono più di due ore di spettacolo, dove Pattavina e Musumeci si sbizzarriscono in tutte le risorse del loro repertorio.

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Accanto a Musumeci e Pattavina si sono mossi con professionalità Margherita Mignemi, Riccardo Maria Tarci, Franz Cantalupo, Lorenza Denaro e Luciano Fioretto. Le musiche, gradevoli e adeguate al contesto, erano di Matteo Musumeci, le scene e la regia di Giuseppe Dipasquale, i costumi delle Sorelle Rinaldi.

 

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