Al Teatro Brancati, giovedì 15 novembre, debutto di “Venerdì 17” di e con Antonio Grosso

La commedia di e con Antonio Grosso, diretta da Paolo Triestino, va in scena al Teatro Brancati dal 15 novembre al 2 dicembre

Antonio Grosso

Un ragazzo in cerca di guai e due preti mandati a risollevare le sorti di un tristissimo quartiere di cintura. La commedia Venerdì 17 ovvero due Preti di troppo, scritta e interpretata da Antonio Grosso e diretta da Paolo Triestino, debutta al Teatro Brancati di Catania giovedì 15 novembre (repliche fino al 2 dicembre), nell’ambito della Stagione impaginata dal Teatro della Città – Centro di Produzione Teatrale. Prodotta da La Bilancia, la pièce, ironica e intensa, propone la storia di un giovane salvato dalla droga, nonché quella di una donna che affronta la vita con sacrificio e ironia. Una storia come tante, con la sfida di riavvicinare le persone a una chiesa ormai dimenticata, forse anche da Dio, con l’esperienza di chi non si è mai perso d’animo. In scena, insieme con Antonio Grosso, autore e attore di Minchia Signor Tenente, gli attori Antonello Pascale, Filippo Tirabassi, Maria Scorza, Antonio Spagnuolo (le voci dei boss sono di Gianfelice Imparato e Ciro Scalera).

venerdì 17 «La cosa che più mi ha colpito in Venerdì 17 – spiega il regista Paolo Triestino - è la scrittura, così armonica e sapiente per un autore nemmeno trentenne. Il tema trattato, poi, è estremamente attuale e coraggioso. Bella la storia, l’idea. Due sacerdoti vengono spediti in un paese del casertano a ripristinare una vecchia chiesa, ormai abbandonata. I sacerdoti riusciranno ad entrare nel cuore degli abitanti e a conquistare la loro fiducia, a risvegliare in loro la solidarietà e il coraggio di chiedere un mondo più pulito. Non esiteranno nemmeno a cantare Tu sei la mia vita in perfetto stile neomelodico e alla fine riusciranno nel loro intento. Testo di grande divertimento, a tratti esilarante, ma con quel pizzico di amarezza che rimane nel cuore e che restituisce il desiderio di tutti noi di divertire, sì, ma lasciando agli spettatori un pensiero in più da portarsi via».

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