Il 6 settembre 1959 venne venduta la prima Barbie

Siamo a Los Angeles, nel lontano 1945. Più precisamente siamo in un garage californiano, abbastanza anonimo se non fosse per il fatto che ha visto nascere quello che sarebbe diventato un colosso del mondo dei giocattoli: la Mattel

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Il nome deriva da una simpatica fusione dei nomi dei due fondatori, Mattson e Elliot che costruivano mobili in legno per le case delle bambole. La Barbie però ha una storia tutta al femminile. Nasce infatti per idea di Ruth Handler, moglie di Elliot. Ruth rimase colpita dal fatto che la figlia preferisse giocare con le immagini delle attrici ritagliate da alcune riviste piuttosto che con le classiche bambole. La genialità è donna: Ruth, infatti, capì che era arrivato il momento (storico) di creare una bambola che non aveva nulla del passato e che, anzi, avesse tutte le fattezze della donna moderna.

Il 9 Marzo del 1959 nasce la prima Barbie -chiamata così in onore della figlia Barbara, soprannominata Barbie– che aveva più o meno le fattezze di una donna perfetta, fisico mozzafiato e make up da fare invidia. Insomma, non è proprio un’esagerazione dire che la Barbie fu subito un evento straordinario, che avrebbe dato colore e bellezza alle case delle bambole datate. Se è scontato dire che la prima Barbie fu già un grande successo, non lo è altrettanto dire che la prima Barbie aspettava di essere comprata, tra gli scaffali impolverati dei negozi, indossando solo un costumino da bagno a righe.

La Barbie va però al passo con i tempi. La moda passa e le Barbie pure. I vestiti che hanno indossato queste Veneri in miniatura sono cambiati in maniera strabiliante nel corso degli anni, passando per minigonne da far paura fino a pantaloni a zampa di elefante.

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Gli anni 60 videro la storia del mondo cambiare radicalmente. Azzardando un po’ possiamo dire che certo non è un caso se la più famosa tra le bambole sia nata proprio in questi anni. La verità è che questa bambola, perfetta e con il costumino, era giudicata troppo provocante e assolutamente non adatta ai bambini. I primi negozi a venderla non furono i negozi di giocattoli ma le tabaccherie. La prima Barbie rispettava di fatto l’ideale di donna del momento: rossetto rosso, eye-liner nero, sguardo raffinato, vita da vespa ma forme generose. Ha i capelli raccolti a coda di cavallo: nasce la moda delle bambole della linea “ponytail”. Nel corso delle sue prime 6 produzioni la Barbie cambia look. I capelli non sono più solo castani e biondi ma anche rossi, l’iride non è più solo bianca ma viene colorata di un blu sempre più intenso. Il trucco diventa prima meno marcato e poi fortemente accentuato. La coda di cavallo si trasforma in un caschetto vaporoso chiamato “bubblecut”, poi in un taglio corto raccolto in una bandana, poi in una coda lunghissima con la riga spostata di lato, passa per un taglio liscio lungo per poi approdare ad una coda girata al lato. L’ultima Barbie degli anni 60 addirittura sapeva parlare.

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La Barbie cambia aspetto e riesce a muove braccia, gambe, polsi e caviglie, completamente snodati. Nel 1971 nasce la prima Barbie abbronzata dalla luce del sole per la collezione Malibù, indossa solo un costumino e porta in mano un telo da mare e  cinque anni dopo viene eletta la bambola del secolo. Alla fine degli anni 70 la Barbie cambia, e lo fa sul serio. Lo scultore Joycee Clark si ispira all’attrice Farrah Fawcett e dà un nuovo volto alla bambola: nasce la Barbie Super Star.

Nei primi anni 80 nasce la serie Dolls of the World e Barbie rispecchia con il make up e il modo di vestire diversi Paesi del Mondo. In questi anni vengono create la prima Barbie di colore è la prima Barbie di porcellana, quest’ultima è destinata ad una collezione preziosa.

La Barbie cambia di nuovo. Il costumista americano Bob Mackie le dà nuovi lineamenti: la bocca è più carnosa e sparisce il nasino all’insù. La Barbie più venduta è stata distribuita nel 1992, la Totally Hair Barbie, con capelli acconciabili lunghi fino ai piedi della bambola.

Nel 1994 viene lanciata sul mercato la Barbie completamente snodata, anche la vita e i gomiti sono liberi di muoversi.

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Negli anni ’90  sono comunque gli anni legati al mondo del collezionismo. Prendono vita diverse linee da collezione e soprattutto nascono molte collaborazioni con i grandi nomi della moda.

In questo decennio i cambiamenti che subisce Barbie sono numerosi, non solo riguardo ai face mold, ma anche per il corpo. Per quanto riguarda il viso, fino alla metà degli anni 90 il face mold resta quello Superstar ( fatta eccezione per alcune Barbie da collezione). Il busto invece perde la mobilità ma riesce a rispettare le vere forme di una donna (perfetta). Le mani sono più grandi e le dita ben staccate le une dalle altre, anche se così la Barbie perde la possibilità di avere un anello. Viene disegnato per la prima volta l’ombelico per permettere ai 30 centimetri di Venere di rispettare le mode del momento e indossare pantaloni a vita a bassa. In questi anni nasce la Barbie Fashion Model creata da Robert Best che decide di limitare i pezzi di produzione per aumentarne il prestigio.

Nel 2001 esce il primo film su Barbie, intitolato Barbie Schiaccianoci. Quattro anni dopo viene creata la linea Models of Moment che prevede un corpo più snello.

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Nel 2006 la Mattel prende uno scivolone: Barbie diventa più brutta, con un corpo tozzo e braccia esageratamente lunghe: la nuova bambola non ha per niente successo, ma negli anni a seguire le sorti cambiano,  e Barbie torna ad essere la bambola più amata. Sempre più magra, con il volto sempre più tendente alla perfezione, con occhi celesti da far invidia e fisico da spiaggia Barbie piace, ma non troppo. La bambola risulta essere troppo magra e non ha proprio nulla di reale. Una donna in carne ed ossa con quelle dimensioni sarebbe ai limiti dell’anoressia. La Mattel reagisce alle critiche e nel 2016 la Barbie si ri-evolve. Rispetta le proporzioni del reale e tutte le sedici sfumature delle forme femminili. La stampa americana definisce questa evoluzione della bambola “un miracolo natalizio arrivato tardi” : nascono la Barbie Tall, Curvy e PetitePer tale motivo dal 1997, il corpo della Barbie è stato modellato affinché abbia un bacino più ampio.

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Al 1962 risale invece la prima casa di Barbie, un monolocale di cartone. La platinata bambola ha abitato in pochi metri quadrati, anche se arredati in stile assolutamente Sixties.  Nel 1974 è andata a vivere nella famosa casa a tre piani completa di ascensore. Ancora oggi questa è una delle sue abitazioni più rappresentative. Poi, nel 1979, è nata la mitica Dreamhouse. Nei decenni le abitazioni di Barbie sono diventate sempre più tecnologiche, lussuose e dotate di ogni comfort. C’è anche chi ha progettato per lei una villa eco friendly e chi le ha ideato un loft in pieno centro a Milano. La sua residenza però rimane sempre a Malibù dove si può trovare realmente la Dreamhouse a grandezza “umana”: ben 8500 mq stimati 25 milioni di dollari da una agenzia immobiliare online. Che l’ha messa pure virtualmente in vendita.

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Specchio dell’immaginario globale consumistico, attraverso epoche e terre lontane, ha rappresentato oltre 50 diverse nazionalità. Senza tener conto che dal 9 marzo 1959, giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair,  Barbie ha intrapreso 150 professioni. Fenomeno culturale e sociologico del secolo scorso, è un fenomeno tanto  importante da dedicarle mostre come “Barbie. The Icon”  al Mudec (Museo delle Culture di Milano) e svoltosi in seguito nella Capitale. La mostra narrava la vita di questa bambola attraverso le trasformazioni estetiche e culturali della società per più di cinquanta anni ma, a differenza di altri miti contemporanei, ha avuto il privilegio non solo di resistere al passare degli anni, ma incarnando con i suoi vestiti la moda, anche di anticiparli e dettarli!

Ma il suo centro è il fashion, la Moda! Tanto è vero che un’intera sezione della mostra è dedicata alle creazioni di grandi stilisti che hanno disegnato modelli a lei dedicati: da Gucci a Calvin Klein, da Moschino a Ferrè, da Versace a Dior, da Vivienne Westwood a Prada, Givency, Louboutin e The Blonds.

  • Nel settembre 2003 l’Arabia Saudita ha messo fuori legge la vendita delle bambole Barbie, trovandole non conformi con i principi dell’Islam. Il “Comitato per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione dal vizio” ha affermato che “le bambole ebree Barbie, con i loro abiti succinti e le loro pose peccaminose, sono il simbolo della decadenza del perverso occidente. State in guardia da lei”. In Medio Oriente è stata creata una bambola alternativa chiamata Fulla simile a Barbie, ma disegnata per essere più accettabile nel mercato islamico. Fulla non è prodotta dalla Mattel, e Barbie è comunque disponibile nei negozi di altri paesi del Medio Oriente, come l’Egitto. In Iran, Sara e Dara sono le bambole alternative alla Barbie.

Le bimbe di un tempo coprivano le loro bambole e le mettevano a nanna perché sognassero, ma per le ragazze del mondo di Barbie, il desiderio è uno solo e imperativo per tutte: essere dive, attrici, cantanti…ed ecco quindi l’ultima sezione: “Barbie Divas” che racconta come Barbie si sia identificata con molte icone dei suoi tempi, ispirandosi alle grandi dive del cinema come Audrey Hepburn, Marylin Monroe, Liz Taylor, ma anche icone culturali come Cleopatra e Madame Pompadour:

E se teniamo conto del fatto che Barbie ha avuto una relazione stabile con Ken dal 1961 fino ad oggi (con una “pausa di riflessione” tra il 2004 e il 2006 -ma sono cose che capitano in una coppia) allora davvero la bambola ha tanto da insegnare.

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