Nel 1924 nasce l’ Unione Radiofonica Italiana, antenati della RAI

Il 6 Ottobre del 1924 nasce in Italia la prima trasmissione radiofonica, la cui voce è quella di Maria Luisa Boncompagni. È un programma ancora scarno, composto di musica operistica, da camera e da concerto, di un bollettino meteorologico e notizie di borsa

Mariaboncompagni24c

“A tutti coloro che sono in ascolto il nostro saluto e il nostro buonasera. Sono le ore 21 del 6 ottobre 1924. Trasmettiamo il concerto di inaugurazione della prima stazione radiofonica italiana per il servizio delle radioaudizioni circolari”

Con queste parole Ines Viviana Donarelli annunciava la nascita della prima emittente radio italiana, novantadue anni fa. Dallo studio Palazzo Corrodi in via Maria Cristina, nell’attuale quartiere Parioli, venne trasmesso un programma della durata di un’ora e mezza, che prevedeva un concerto di musica classica, tra cui venne eseguito Haydn dal quartetto “Opera 7” in cui si esibì come violinista la stessa Donarelli, un bollettino meteorologico e delle notizie di borsa.

L’Unione radiofonica italiana era nata nell’agosto del 1924 come accordo tra la SIRAC (società italiana radio audizioni circolari) e la Società anonima Radiofono, fondata nel 1923 dalla Wireless Telegraph and Signal Co. Ltd, costituita da Guglielmo Marconi nel 1897.

Ed è a Guglielmo Marconi (Bologna, 25 aprile 1874 – Roma, 20 luglio 1937) che va riconosciuto il merito di aver permesso la nascita delle trasmissioni radiofoniche, grazie all’invenzione della radio. I suoi primi esperimenti di radiotrasmissione si svolsero proprio a Bologna, città natale dell’inventore. Presso Villa Griffone, residenza della famiglia Marconi, lo scienziato lanciò da una finestra, tramite l’invenzione di un’antenna trasmittente, il primo segnale di telegrafia senza fili attraverso quella che diverrà poi “la collina della radio”.

maxresdefault

Marconi dedicherà tutta la sua vita allo sviluppo e al perfezionamento delle radiocomunicazioni, segnando uno sviluppo decisivo nella storia del ventesimo secolo, che si estende fino ad oggi con i collegamenti wireless. Con il tempo l’invenzione della radio ha avuto implicazioni fondamentali in diversi campi, dal trasporto aereo, alla radioastronomia e alla medicina. Oltre a trasmissioni di carattere generale come fu quella del 6 ottobre, grazie a Marconi divenne possibile la trasmissione di informazioni a grandi distanze, con tutti i benefici che ne sono derivati.

L’URI, Unione Radiofonica Italiana, prima società concessionaria della radiodiffusione in Italia, viene fondata il 27 Agosto 1924 come accordo tra le maggiori compagnie del settore: Radiofono, controllata dalla compagnia Marconi, e SIRAC(Società Italiana Radio Audizioni Circolari).

Presidente della Società Enrico Marchesi ex direttore amministrativo della FIAT di Torino. Fondamentale la mediazione del Ministro delle comunicazioni Costanzo Ciano.

L’Agenzia giornalistica Stefani è designata dal governo come l’unica fonte delle notizie che l’URI può trasmettere. Si tratta della prima agenzia di stampa italiana nata a Torino nel 1853, voluta da Cavour come portavoce della sua politica. Nel 1924 diventa proprietà di un fedelissimo di Mussolini, Manlio Morgagni che ne fa un potente strumento di regime.

radio08dL’Unica stazione trasmittente è quella di Roma, posizionata nell’attuale quartiere Parioli, allora ancora campagna. Siamo agli inizi e il pubblico è composto da amatori interessati più alla novità tecnologica del radioascolto che ai programmi veri e propri.

Nel gennaio 1925 nasce il Radiorario, settimanale ufficiale dell’URI. L’intento è quello di propagandare il nuovo mezzo e nel contempo di conoscere meglio i gusti e le opinioni di un pubblico ancora da formare. Poco dopo, tra il ’24 e il ’29, si comincia a trasmettere, oltre che da Roma, anche dalle sedi di Milano (1925) da Napoli (1926) e Torino (1929).

Nel gennaio 1928 l’URI diventa EIAR, Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche. L’evento segna il vero e proprio atto di nascita della radiofonia in Italia che inizia ad imporsi come mezzo di comunicazione di massa e che come tale verrà utilizzato dal regime.

La radio è moderna e veloce. La versalità del nuovo mezzo stupisce gli ascoltatori sorpresi dai primi collegamenti da treni in corsa o da aeroplani. La giovane radio intrattiene e conquista un pubblico sempre maggiore. E via via che si definisce la fisionomia del pubblico emergono le concrete ambizioni culturali dell’EIAR che vuole coniugare informazione, divertimento e notizie politiche.

la-radio-rurale-rivista-giornale

 

Nel giugno del 1933 si diffonde la Radiorurale. Si tratta di un ricevitore a prezzo imposto e con caratteristiche standardizzate promosso dall’Ente Radio Rurale, istituto del Regime per la diffusione della radio in ambienti collettivi e soprattutto nelle zone rurali delle bonifiche agrarie. L’apparecchio è acquistabile solo dagli enti governativi e dagli istituti scolastici o per donazione agli stessi. Oltre tre milioni di scolari italiani hanno così conosciuto la radio e incominciato a conoscere la lingua italiana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Codice di verifica *