Giornata della legalità e strage Capaci: la Sicilia non dimentica

Il 23 maggio, in tutta Italia, viene celebrata la Giornata della Legalità, data che coincide con l’anniversario della strade di Capaci. In uno degli agguati di mafia più agghiaccianti della lunga storia che vede come antagonisti Cosa Nostra e lo Stato Italiano, persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e il personale della scorta Vito Schifano, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro

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“Il 23 maggio è una data che non si può dimenticare, viene ricordata ogni anno la data del vile attentato di Capaci. Da allora si è sviluppato un movimento di reazione civile prezioso e importante, contro la mafia che ha ottenuto risultati importanti ma che richiede ulteriori impegni”.

Così ha dichiarato il capo dello Stato Sergio Mattarella alla partenza della Nave della Legalità.  Gli studenti troveranno a bordo un “equipaggio” speciale composto da 50 giovani dell’Università degli Studi di Milano accompagnati dal loro docente, il prof. Nando Dalla Chiesa, e parteciperanno a momenti di riflessione e attività sul tema della lotta alla criminalità organizzata. Sulla nave dibatterà con i ragazzi anche Claudia Loi, sorella di Emanuela Loi, agente della scorta di Borsellino. Il viaggio è reso possibile grazie alla collaborazione con Grandi Navi Veloci (GNV), società del Gruppo MSC.

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A 26 anni da Capaci è divenuto impossibile prendere distanza dal piano emozionale che la sola vista delle fotografie di quel pomeriggio inducono ancora nella mente  di coloro che l’hanno vissuto, anche dietro uno schermo, e provare a ragionare sulle vicende che hanno portato i corleonesi di Totò Riina a imbottire di tritolo un tratto di autostrada da Punta Raisi a Palermo, pur di togliere di mezzo un magistrato. L’uccisione di Falcone fu decisa nel corso di alcune riunioni delle “Commissioni” regionale e provinciale di Cosa Nostra, avvenute tra il settembre-dicembre 1991 e presiedute dal boss Salvatore Riina, nelle quali furono individuati anche altri obiettivi da colpire. Decisiva la riunione a Castelvetrano, che vide riuniti attorno a un tavolo, oltre a Riina, Matteo Messina Denaro, Vincenzo Sinacori, Mariano Agate, Salvatore Biondino e i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano: furono organizzati gli attentati contro il giudice Falcone, l’allora ministro Claudio Martelli e il giornalista Maurizio Costanzo. E alla fine di gennaio del 1992, la sentenza della Cassazione che confermava gli ergastoli del Maxiprocesso, diede il via agli attentati. Mai si è saputo il nome di chi avvertì la mafia della partenza di Falcone da Roma e dell’arrivo a Palermo per l’ora stabilita. Il commando mafioso era in posizione là sull’autostrada. Si seppe solo che il “club” era composto da 6 elementi, tra i quali Raffaele Brusca che azionò il telecomando.

Secondo le testimonianze dei collaboratori di giustizia, l’attentato di Capaci fu eseguito per danneggiare Giulio Andreotti. In quei giorni, il Parlamento si apprestava a eleggere il Presidente della Repubblica. Andreotti era considerato tra i candidati più accreditati. L’attentato orientò i parlamentari verso Oscar Luigi Scalfaro, eletto due giorni dopo la strage, il 25 maggio.

Quest’anno, come ogni anno dalla strage, in Italia si svolgono eventi commemorativi volti a sensibilizzare le coscienze di ognuno di noi e ad impegnarsi affinché si possa far fronte ancora oggi al fenomeno mafia. Protagonisti delle iniziative commemorative i giovani: coinvolti circa 70mila studenti e studentesse di tutta Italia nella campagna #PalermoChiamaItalia, promossa dal ministero dell’Istruzione e dalla Fondazione Falcone. Le iniziative promosse  dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e dalla Fondazione Falcone prenderanno il via nell’Aula bunker dell’Ucciardone luogo simbolo del Maxiprocesso a Cosa Nostra, e intervenire saranno, tra gli altri, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, il Capo della Polizia Franco Gabrielli, il rappresentante del Federal Bureau of Investigation (FBI) John Brosnan, la presidente della Fondazione Falcone e sorella di Giovanni, Maria Falcone, due dei magistrati protagonisti del Maxiprocesso, Pietro Grasso e Giuseppe Ayala, rispettivamente giudice a latere e pubblico ministero dello storico processo contro Cosa Nostra istruito da Falcone e Borsellino.

albero-di-via-damelioPoi partiranno i due cortei che confluiranno sotto l’Albero intitolato a Falcone, in via Notarbartolo, il cuore pulsante di #PalermoChiamaItalia, manifestazione per commemorare i giudici Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e le donne e gli uomini delle loro scorte, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Rocco Dicillo, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Antonio Montinaro, Vito Schifani, Claudio Traina. Il primo si muoverà alle ore 15.30 da via D’Amelio, il secondo alle ore 16 dall’Aula Bunker. Entrambi si ricongiungeranno sotto l’Albero, in via Notarbartolo, per il Silenzio, alle 17.58, l’ora della strage di Capaci. La giornata si concluderà con una messa, alle ore 19, presso la Chiesa di San Domenico, in ricordo delle vittime di mafia.

Ma tante altre saranno le manifestazioni spontanee in tutto il Paese. Dal 2002 il Miur e la Fondazione Falcone promuovono percorsi di educazione alla legalità nelle scuole di ogni ordine e grado. Negli anni questi percorsi si sono arricchiti di collaborazioni importanti con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine, con accordi firmati con l’Autorità nazionale anticorruzione, la Procura nazionale antimafia, il Consiglio superiore della Magistratura, l’Associazione nazionale magistrati, la Corte dei Conti. Quest’anno, con la collaborazione della Polizia di Stato, è stato indetto il concorso “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria”, al quale hanno partecipato oltre 700 scuole italiane.

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Durante la cerimonia, Franco Gabrielli, Maria Falcone e Tina Montinaro, vedova di Antonio, caposcorta del giudice Falcone, premieranno le studentesse e gli studenti vincitori del concorso “Angeli custodi: l’esempio del coraggio, il valore della memoria”, mentre il coro dell’Istituto Comprensivo “Sperone Pertini” di Palermo intonerà il brano rap dal titolo “In questa città”, preparato per l’occasione. I primi classificati avranno l’opportunità di volare negli Stati Uniti, dal 23 al 30 giugno, per un viaggio della legalità tra Washington e New York che li porterà anche a Quantico, sede dell’Accademia dell’FBI. Sono previste, poi, attività nelle piazze e nelle scuole della città. Il “no” alle mafie verrà inoltre rilanciato in 10 Regioni da migliaia di studentesse e studenti in una sorta di “staffetta” a distanza. A coordinare le attività nelle città coinvolte saranno gli Uffici Scolastici Regionali.

33103742_10214255212165798_3590337053067313152_nDa Palermo a Catania, nella Giornata della Legalità, tutta la Sicilia si è mobilitata. A Catania per ricordare la strage di capaci e tenere alta la memoria dei due giudici antimafia e dei membri della scorta, è stato realizzato dagli studenti del Liceo Artistico “Emilio Greco” di Catania sui gradini della scalinata bianca del Tribunale di Catania, un murales su Falcone e Borsellino sorridenti, intenti a conversare. Il tutto sullo sfondo del tricolore della bandiera italiana, i cui colori accesi sembrano quasi voler ricordare che la lotta alla mafia non è roba da magistrati o Forze dell’ordine, ma riguarda ogni cittadino. La “Scalinata della giustizia”, questo il nome del murales, voluta fortemente dall’Associazione Nazionale Magistrati di Catania e sarà un monito non solo per chi lavora all’interno del Palazzo di Giustizia, ma anche per quanti, passando da piazza Verga, potranno per un momento ricordare la figura di due uomini eccezionali, perché la legalità è fondamentale nella lotta contro ogni forma di abuso e violenza.

Sempre nella città etnea, al Polo Educativo Villa Fazio di Librino, luogo simbolo del contrasto alla criminalità, si tiene l’iniziativa “Capaci di crescere”. Oltre a commemorare il ricordo del giudice antimafia e dei membri della sua scorta, si discute sulla necessità di comunicare il valore della legalità ai giovani. Si avrà anche la possibilità di passeggiare attraverso gli orti della legalità di Villa Fazio, realizzati e curati dagli Istituti Comprensivi di Catania e dai volontari dell’associazione “C’era domani Librino”.

 

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