Comitato spontaneo “Terranostra” su problematiche viale Rapisardi a Catania

Scarsità di parcheggi, carenza di controlli, continui rischi di incidenti stradali e un aumento costante di scippi e rapine

viale rapisardi abusivismo-parcheggio-manto stradale (2)

Nel viale Mario Rapisardi è emergenza sicurezza e sono molti, tra residenti e commercianti, che puntualmente scendono in strada per chiedere all’amministrazione comunale interventi radicali in una delle principali arterie di Catania. Dalla doppia fila selvaggia agli ambulanti senza nessun tipo di licenza, fino ai ladri ed ai gruppi di bulli: qui manca un piano di interventi degno di una zona strategica per tutta Catania da un punto di vista commerciale e viario. Per queste ragioni il comitato spontaneo “Terranostra”, attraverso il suo componente Sonia Agata Sofia,  ribadisce la necessità di attivare un progetto che, accanto ad una politica repressiva, veda sul viale pure un’azione propositiva fatta di opere e infrastrutture necessarie a limitare il traffico ed a combattere i comportamenti incivili e l’abusivismo commerciale. Occorrono misure precise per impedire che il viale Mario Rapisardi continui ad essere una “terra di nessuno”. Ogni giorno assistiamo ad una mobilità selvaggio con le auto davanti a passi carrai, sulle strisce pedonali o sulle scivole per disabili. Da qui la necessità di avviare un patto di sicurezza articolato e ad ampio raggio. Interventi che mirino a combattere anche fenomeni di microcriminalità e che vedano l’istallazione sul viale Mario Rapisardi di un sistema di videsorveglianza. Telecamere disseminate lungo un’area compresa tra piazza Santa Maria di Gesù e piazza Eroi D’Ungheria. Una sorta di grande fratello per monitorare pure il fenomeno dell’abusivismo commerciale. Qui, infatti, c’è una sorta di mercato parallelo dove non esiste nessun tipo di regolamentazione. Gli ambulanti si appropriano dei parcheggi per montare le bancarelle e usano i marciapiedi come deposito per la loro merce. Oggi sul viale la situazione si fa sempre più critica e, in queste condizioni, la gente preferisce i centri commerciali con il risultato che i negozi rischiano la chiusura per mancanza di clienti.

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